Mi fa piacere poter sentire anche la sua ’campana’ in una vicenda che è tutt’altro che chiara. Se ho aggiunto nel mio articolo quello che lei ha sentito come "astio", me ne scuso. Ho ipotizzato, per quello che ho visto e cercato di interpretare e anche sulla base delle dichiarazioni (pubbliche) della sua ex collega Merli, che il suo comportamento non fosse stato il massimo della trasparenza.
Prendo atto con piacere che a pensare male qualche volta si sbaglia.
Prendo atto anche che ha omaggiato le sue quote azionarie. Ma continua a sembrarmi poco spiegabile il fatto che non si sia reso conto che cedere a qualsiasi titolo una qualche percentuale della proprietà di un giornale con la storia dell’Unità ad una ex-senatrice berlusconiana avrebbe potuto mettere in grande difficoltà i giornalisti e i pochi lettori rimasti, oltre che in grave imbarazzo il nuovo socio di riferimento Matteo Fago, che sembra severamente impegnato nell’operazione di rilancio.
Se lei non vede, anche dopo lo sfruttamento mediatico messo in essere dal Fatto Quotidiano, perché le risorse necessarie al rilancio del quotidiano non potessero/dovessero arrivare dalla parte politica opposta rispetto alla storia dell’Unità (non del PD come abbiamo visto con i governi di larghe intese) non vedo come poterglielo spiegare io (e non mi pare che citare Polito spieghi alcunché).
Mi pare che, anche dopo aver preso atto della sua trasparenza, volutamente o non volutamente lei uno sgambetto al nuovo corso dell’Unità l’ha fatto. E’ una mia libera interpretazione che deriva da una lettura personale dei fatti come si sono succeduti. Se e quando mi accorgerò di essermi sbagliato le farò di nuovo le mie scuse. Per ora mi sembra un po’ presto.
Comunque io non ho mai sostenuto che Gesù non è mai esistito, al più ho sostenuto che la storicità dell’uomo-Gesù (detto anche Gesù storico) non è mai stato provata; mentre il Gesù della fede (o figlio di Dio o Dio incarnato) è manifestamente una simbologia (cioè un’invenzione per significare altro) cosa ampiamente sostenuta anche in ambiti teologici cristiani.
Ma, in questo caso, dov’è esattamente che parlo di Gesù ?
Mi sembra di avere parlato di Scalfari e delle sciocchezze che ha scritto, smentite da Mancuso (teologo) e sala stampa del Vaticano (gerarchia papale) e contestate da gran parte del mondo ebraico, laico e religioso. Oltre che sbagliate dal punto di vista banalmente letterario.
Comunque "non si intrometta" è una pretesa un po’ arrogante, nei "discorsi dei grandi" è invece comicamente penosa. Se questi sono i discorsi dei grandi...
Si risparmi commenti di questo tipo, per favore. Lo faccia per la sua dignità.
In ogni caso mi permetta di aggiungere che sull’argomento antisionismo/antisemitismo pretendere che possano parlare tutti, tranne chi ha un cognome ebraico (che non sarebbe "obbiettivo"), mi sembra un’idea - come dire ? - venata di una insana follia...
Mi
spiego. In tutto questo mio articolo (così come anche nel precedente http://www.agoravox.it/Quando-a-sin...
e nel successivo http://www.agoravox.it/L-importante...) e
così anche in qualcuna delle risposte ai commenti più sensati (vedi sopra) ho
distinto con chiarezza l’articolo di Lillo dal titolo (probabilmente non suo)
che gettava un’ombra non di Lavitola, ma di infamia sull’Unità. Ho scritto
nella risposta al lettore Fabio mio omonimo “Ci tengo ad aggiungere che di
Lillo non ho detto niente, perché non ho ravvisato nel suo articolo niente di
infamante, oltre la notizia in sé (sbagliata nei numeri, ma corretta
nell’informazione). La diffamazione stava tutto nel titolo. E spesso i titoli
non sono degli articolisti ma di altri e approvati dalla direzione”.
Per lei tutto questo non conta, non lo prende in
considerazione e va a sparare a zero (lei sì) sul fatto che “noi” (cioè io) spariamo
a zero da sinistra (e perché non dovrei ? e perché non lo sarei ? e chi decide se io sono di sinistra o no ?) sul FQ (ma l’ho
fatto anche sull’Unità e più di una volta), ma non smentiremmo mai nulla.
Smentire nei fatti, casomai, spetta all’Unità, al suo Direttore e al suo
Editore, non a me.
Io mi limito ad evidenziare che, a parte un po’ di numeri
sballati (ma non è questo che importa), il titolo è tipico del metodo Boffo. E
si basa sul fatto che la gente legge perlopiù i titoli e poco altro. Con questa
brava operazione (sulla quale lei non dice nulla e della quale lei non sembra nemmeno
essersi accorto visto che il titolo nemmeno lo cita) si getta il discredito più
pesante sul quotidiano.
Ma la questione non sembra essere indirizzata solo sul
quotidiano (non sul PD di cui a me personalmente interessa poco e che, nella
sua nuova versione renziana ritengo un partito poco meno che neo-democristiano),
quanto sulla nuova gestione derivante dall’ingresso di Fago nell’azionariato.
Per i motivi che ho espresso nell’articolo e più dettagliatamente ancora nell’ultimo
della serie.
Lei a tutto questo - che è il punto centrale dei miei
articoli - risponde con un chissenefrega che io mi sento legittimato a renderle
esattamente negli stessi termini. Lei non sa leggere il contenuto di un articolo,
ci vede solo quello che ci vuole vedere (ma che non c’è: ad esempio un
imprimatur al PD) e poi fa la sua spapocchiata di commento.
Naturalmente concordo invece con la sua parte finale: se la
nuova proprietà darà vita a un nuovo corso del quotidiano lei sarà il secondo a
felicitarsene, perché il primo sarò io. Ma, sembra strano doverlo ricordare,
tutto il mio articolo verte esattamente sull’aggressione del Fatto al nuovo
corso dell’Unità per, è la mia ipotesi, sgambettarlo (come ho titolato il terzo
articolo dedicato alla questione).
Poi l’aggressore divento io se ritengo di reagire.
Le "invettive spocchiose" sono invece dati di fatto: che ai
tempi di Padellaro l’Unità vendesse più di adesso è noto, ma non è affatto vero
che frenò l’emorragia di lettori che erano già diminuiti di oltre 10mila nell’arco
della direzione Colombo e passarono dai 61mila all’inizio della direzione Padellaro
ai 48mila alla fine, per poi risalire un po’ il primo anno della Concita De Gregorio
e poi iniziare la scivolata verso il basso arrivando a quota 20mila con Sardo.
Va ricordato che ai tempi di Padellaro i contributi pubblici
erano di 6,5 milioni di euro, contro i 3,5 attuali.
Quindi la sua invettiva sulla manipolazione dei fatti la
rivolga prima a se stesso, perché i dati (che sono fatti) che lei scrive sono
falsi.
Spero che la questione sia chiarita. In ogni caso sa dove
trovarmi. Saluti.