Caro Baiani, intanto la ringrazio per le parole non usuali. Però, subito dopo, devo ricordarle che nel mio articolo c’era una buona dose di provocazione. Il che forse potrebbe non essere così apprezzabile. Naturalmente con questo non voglio dire che sarei ’contro’ una Universale Giornata del Ricordo delle innumerevoli nefandezze che l’umanità si è causata da sola, tutt’altro. Nè penso che esistano vittime di serie A e vittime di serie B, anche se avrei molti dubbi ad equiparare i tedeschi caduti durante la guerra - anche i civili che avevano acclamato Hitler fino a pochi giorni prima - agli ebrei morti nei campi. Per questo temo che nella "universalità" della Memoria si possano perdere troppe sfumature storiche che è invece necessario fare e opportuno ricordare accanto alle vittime.
Quanto ai cristiani assassinati non saprei come fare a contarli e a confrontare quei numeri con il numero dei non cristiani trucidati. Quello che temo è che lei identifichi i cristiani martiri i preti e le suore uccisi o tuttalpiù con il popolino che spesso è stato carne da macello negli scontri interreligiosi (che però sono stati spesso intercristiani in particolare tra cattolici e protestanti). "Cristiani" erano invece anche i potenti di quell’occidente che hanno rappresentato nei secoli la maggior potenza espansiva e sterminatrice della storia. Cristianissimi erano i re spagnoli che hanno colonizzato l’america centrale e meridionale provocando la morte di centinaia di migliaia di indios. Cristiani erano i regnanti portoghesi, francesi, inglesi e olandesi che hanno colonizzato il resto del mondo o quasi. Cristiani erano i crociati, i cacciatori di ebrei e i bruciatori di streghe. E "cristiano rinato" era quel Bush che ha provocato la più inutile e sanguinosa guerra dei tempi moderni. E si potrebbe continuare a lungo. Per essere una religione "dell’amore" temo che abbia dato pessime prove di sé. Non me ne voglia. Prima di essere uno dei tanti opinionisti, ho un’antica passione da storico che non sta mai zitta. Saluti
Lei non è solo un rompipalle ossessivo e ossessionato, ma è
anche un ignorante storico di notevole portata. Si vada a ripassare la storia
prima di straparlare di comunismo che avrebbe "eradicato
l’antisemitismo" endemico nell’europa orientale. Se poi vuole risalire anche a Marx e trovare qualche perla di sciocchezza
benché Marx fosse di
origini ebraiche - anche nella "Questione ebraica" lo può fare, ma bisognerebbe essere capaci di leggere, come minimo.
Qui l’unico che "nasconde certe cose e ne esalta altre" è lei: anche i sassi conoscono le persecuzioni antisemite
all’interno dell’Unione Sovietica e poi nei paesi satelliti. Ma evidentemente se uno ricorda certe cose sgradevoli lei si sente punto sul vivo.
Cerchi almeno di non rendersi ridicolo con questo suo trasparente stalinismo d’annata.
Glielo ripeto, si vada a leggere il suo amico Ovadia prima sproloquiare le sue solite sbrodolate sulla propaganda sionista: "Stalin fu antisemita? A mio parere è difficile dare una risposta univoca. Perseguitò gli ebrei è certo, ma non diversamente da come aveva fatto con altre minoranze (...quindi se uno ammazza un po’ di rom insieme agli ebrei smette di essere un antisemita? Ovadia infila certe idiozie...) comunque sia, fra il 1949 e il 1953, con il mascheramento di lotta al cosmopolitismo, scatenò una delle più terribili campagne antisemite del secolo scorso che culminò con il quasi annientamento della cultura yiddish sovietica", Micromega n. 9/2013, pag. 141.
E adesso vada a dare del sionista e a prendersela con Ovadia così la smette di spaccare le palle a me.
Vattimo: sionismo e frottole forti di Bruno Gravagnuolo
L’ANTISEMITISMO È VIVO E VEGETO. E occorre cautela in materia di
ebraismo e questione ebraica. Perciò registriamo due episodi avvilenti
(nella settimana antecedente al giorno della memoria) che possono
rinfocolare la sindrome. Il primo: la rissa tra ebraismo di destra e di
sinistra a Roma. Giovani ostili a Sharon che staccano manifesti in suo
onore. E giovani con mazze da baseball che li aggrediscono. Poi
tafferugli ad un dibattito, con ventilate scissioni da sinistra. Ora
Sharon fu figura negativa e controversa. E, benché alla fine abbia
moderato il suo oltranzismo, inneggiarvi è sbagliato. Poi la diaspora
ebraica non va identificata con Israele, e ci vuole sempre una certa
distinzione. Altrimenti si salda un doppio cerchio integralista. Quello
di chi rinuncia ad ogni critica politica ad Israele, o di chi
aggredisce l’ebraismo, con la scusa della politica di Israele. E
l’antisemitismo ritorna, magari con la scusa dell’«antisionismo». Come
accade con Gianni Vattimo, e veniamo al secondo episodio. Anche lui
ripete il ritornello: «sono antisionista e non antisemita» (ma si dice
anche maoista, catto-comunista, castrista, chavista, dipietrista,
grillino!). Lasciamo da parte tutte queste giravolte, indici di
confusioni forti e non «deboli». Vattimo ignora che il sionismo ebbe
una forte anima socialista e solidarista, prevalente all’inizio. Certo
ragioni di sicurezza militare hanno generato anche un’anima
integralista in una Israele, contestata nel suo diritto ad esistere. Ma
il sionismo, coi suoi kibbutz originari, non è una parolaccia, anzi!
Può esserlo solo per gli antisemiti, che ci vedono un complotto
mondialista e plutocratico. Come nei Protocolli dei Savi di Sion,
storia di un complotto ebraico inventato dalla polizia zarista e
feticcio di tutto l’antisemitismo. Vattimo sa che i Protocolli erano
falsi, però dice al Corsera del 17 «sono stati ben inventati». Falsi ma
logicamente veri? Lo dicono tutti gli antisemiti più «furbi»! Avvilente.
Quello che lei dice è semplicemente ridicolo. Non lo dico per polemica politica o per supponenza intellettuale né, tantomeno per questa sua insopportabile e reiterata menata della propaganda "sionista". Lo dico - molto banalmente e senza tema di smentita - perché nella sinistra radicale ci sono nato, cresciuto, allattato e svezzato. E conosco i miei polli più di quanto lei non immagini, avendone convissuti speranze e delusioni, oltre che la quantità immane di stoltezze e nefandezze dette e fatte. Il comunismo è sempre stato profondamente antisemita e la sinistra radicale ne ha ereditate ampie tracce. Solo che, a differenza della destra xenofoba, si vergogna di esserlo e lo maschera in tanti modi. All’epoca di Stalin erano i complotti dei medici ebrei, oggi è la "propaganda sionista". Solo che le cose che dico le ho vissute di persona e non sarà la sua lezioncina di political correctness a farmi cambiare idea. Si ripassi almeno (sempreché non abbia cose più interessanti da fare) il concetto di ’doppio standard’. E poi me lo spieghi.
Una sola frase mi è oscura "le politiche dei governi israeliani debbano essere considerate "sioniste" e non di destra quando lo sono effettivamente": le politiche israeliane di destra sono di destra, quelle di sinistra sono di sinistra. Ma sono entrambe sioniste; o di sionismo di destra o di sionismo di sinistra. Mi sembra di dover fare la lezioncina a un bambino un po’ tardo. Ma non ne abbiamo già parlato un milione di volte ?