dove la neonatologa Gabriella Gatti, Università di Siena, dice:
"Il feto per tutta la gravidanza non raggiunge mai lo stato di veglia
neanche come reazione alla diminuzione di ossigeno nel sangue,
stimolazioni sonore intense o a interventi di microchirurgia. Il feto
non può avere la percezione del dolore per la presenza di neurormoni o
sostanze che contribuiscono a inibire l’attività cerebrale già limitata
dalla bassa concetrazione di ossigeno nel sangue per le caratteristiche
dell’emoglobina fetale. L’adenosina, il pregnanolone, la prostaglandina
D2 prodotti dal cervello fetale e dalla placenta nell’ultimo trimestre
di gravidanza sono dei potenti neuroinibitori. Anche l’ossitocina, un
ormone che stimola le contrazioni uterine durante il travaglio,
potenzia l’effetto inibitorio dei neurotrasmettitori. Nel canale del
parto gli stimoli pressori di notevole intensità non producono
modificazioni del tracciato elettroencefalografico. Dopo la nascita,
registrazioni elettroencefalografiche indicano un intenso flusso di
nuove stimolazioni sensoriali. Viene meno l’effetto degli ormoni
placentari che in utero inibiscono l’attività neurale".
non mi è successo proprio niente nella vita, per essere arrabbiato. E infatti non lo sono. Ma mi ritengo libero, come essere pensante, di contrastare le argomentazioni culturali che ritengo errate e per certi versi deleterie.
Naturalmente lei è liberissima di credere quello che vuole, ci mancherebbe, sulla mia o sull’altrui serenità. Mi permetta però di ricordarle che nessuna persona che sostenga la libertà di abortire si è mai permessa di imporre l’aborto a chi voleva procreare (che è naturalmente non solo lecito, ma anche bellissimo - e parlo per esperienza diretta di padre).
Ma ben diverso è costruire un’ideologia culturale su questi temi, come fa la signora Miriano:
1) che il vero rapporto "naturale" fra un uomo e una donna è quello finalizzato alla procreazione. Solo il cristianesimo, fra le grandi culture, lo dice e ne fa il concetto base della sua millenaria struttura antropologica. Il rapporto fra esseri umani di genere diverso è altro rispetto al rapporto fra animali di genere diverso, perché l’uomo non è un animale. Sembra strano doverlo ricordare, ma se la femmina dell’uomo avesse una struttura biologica animale andrebbe in "calore" a scadenze fisse e non avrebbe il "desiderio" di rapporto, che è altra cosa. Le dice niente?
2) che la vita inizia dal concepimento. E’ un’affermazione relativamente recente anche nella storia della Chiesa, che non è condivisa né dall’ebraismo né dall’Islam, tanto per rimanere in ambito monoteista; né tantomeno dalla comunità scientifica che ha dato il suo parere a seguito del quale la stragrande maggioranza degli stati ritiene lecito l’aborto, ma non l’omicidio. Se la vita iniziasse al concepimento l’aborto sarebbe equiparato all’omicidio, il che non è.
3) che le dimostrazioni scientifiche (elettroencefalogramma fetale e neonatale) sono false, solo perché contrastano che l’ideologie che lei sostiene, basata solo sul fatto che il feto si muove nella pancia. La questione dell’elettroencefalogramma invece è indiscutibile e dimostra esattamente quello che ho detto nel commento precedente. Si informi. Quanto alla psicologia, lei può citare chi vuole e io le citerò chi dice esattamente il contrario, si rassegni.
Da tutto ciò deduco che la signora Miriano, liberissima di pensare quello che vuole come chiunque altro, nel momento in cui pubblica un libro e si fa intervistare, propone la sua ideologia pubblicamente e pubblicamente si espone, perciò, alle critiche che sono altrettanto legittime quanto il suo scrivere.
Quanto all’aiuto, materiale e psicologico alle donne incinte non ho alcun dubbio che un paese civile dovrebbe fare tutto quello che può in questo senso. Ma devo prendere atto che questo paese, governato per cinquant’anni dalla Democrazia cosidetta Cristiana, poi per una dozzina d’anni dal governo dei sostenitori del Family Day, con, intramezzati, alcuni anni del cattolicissimo Romano Prodi, alle donne incinte non ha mai dato alcun aiuto; in ogni caso molto meno di quanto non faccia, ad esempio, la laicissima Francia. Quindi le donne che sono "costrette" ad abortire sono vittime di un sistema che non dipende certo da chi chiede il "proprio" diritto di abortire se lo ritiene, ma casomai di un sistema politico che a parole è a favore della "difesa della vita fin dal concepimento" che quindi - oltre ad essere un’affermazione ideologica, tutt’altro che fondata scientificamente - è anche sostenuta in maniera ipocrita.
"Non proibire quindi..." è un assunto che capisco poco. Chi sostiene il divieto di abortire proibisce qualcosa a qualcuno. Il contrario non è affatto una proibizione (nessuno proibisce ad una donna incinta di partorire) ma l’affermazione di un diritto personale. Cerchiamo di non girare la frittata, prego.
Con serenissima reverenza la saluto anch’io. Fabio Della Pergola (blogger o qualcosa del genere)
Ho dato corda al nostro limitatamente alla frase "SE E’ QUESTO L’UOMO CHE AVANZA . . aridatemi IL VECCHIO"....
dove forse intendeva dire "se è questo il NUOVO che avanza aridatemi il VECCHIO...."
Dal momento che Renzi è il NUOVO segretario del PD mentre il VECCHIO era Bersani (il periodo transitorio di Epifani non conta) dò ragione a Angelobianco: meglio Bersani di Renzi !
Lei mi accusa di dire solo "slogan che fanno tanto modernità ed emancipazione" e per farlo usa slogan che fanno tanto oscurantismo e antiscientificità. Come qualsiasi papista, anche se dice di non esserlo.
La realtà, banale, sta nella scienza. Un feto presenta un elettroencefalogramma attivo, cioè di significativa attività elettrica. Ma il suo tracciato non cambia - cioè non dà segni di reattività - durante tutto il parto quando, si sa, la pressione e gli stimoli sono fortissimi.
Non dare segni di reattività di fronte a questi stimoli significa, indiscutibilmente, che la risposta elettrica è puramente fisiologica - come la famosa rana di Volta - ma che il cervello non è attivo; cioè che il feto non è un essere vivente.
Come è vivente invece il neonato il cui elettroencefalogramma reagisce molto vivacemente a qualsiasi stimolo esterno. Segno che è "nato" cioè che è diventato un essere vivente. E’ chiaro che nel "venire alla luce" qualcosa cambia e questo qualcosa si manifesta nella nuova attività cerebrale, attivata - come dice da cinquant’anni lo psichiatra Fagioli - proprio dalla luce esterna.
Si passa quindi da uno status di feto-non vivente a uno di neonato vivente. Da una fisiologia del corpo, attiva neurologicamente ma non psichicamente, ad una realtà psicofisica completa e viva. Cioè alla persona.
Il feto è persona in potenza, non nella sua realtà realizzata. Il bambino è persona realizzata. Quella del feto è vita solo potenziale. Al contrario quella del neonato è vita reale.
Confondere l’essere in potenza con l’essere realizzato significa non capire la differenza fra un non-vivo e un vivo ma anche tra un vivo e un morto. In potenza infatti io sono morto (basta aspettare cento anni e lo sarò), ma se non faccio la differenza tra l’essere in potenza e l’essere realizzato potrei andare in giro a dire, legittimamente, di essere un morto che parla. Cioè farei discorsi da pazzo. Che è la stessa cosa che fa chi dice che non c’è differenza tra un feto e un neonato.