Ovviamente un feto non è un bambino perché così stabilisce la legge (e anche buona parte del mondo scientifico, sia detto per inciso).
Il commentatore continua a dire il contrario ma è evidente che non basta cambiare la terminologia per cambiare la realtà delle cose; qui si vuole continuare ad affermare, surretiziamente, che l’aborto è equiparabile a un omicidio. La questione NON sta in questi termini e riproporla continuamente in questi termini è semplicemente assurdo. Esiste una legge dello Stato che dice il contrario, punto e fine della discussione. Le opinioni personali sono una cosa e la giurisdizione in vigore un’altra.
Nessuno nega agli obiettori il diritto di essere personalmente contro l’aborto, ma la questione dell’obiezione di coscienza all’interno della sanità pubblica si risolve in un solo modo: gli obiettori vadano a fare altro.
Non capisco bene questa precisazione. Certo uno zigote non è una morula, una morula non è un embrione e un embrione non è un feto. Ma quello che interessa, mi pare, è che nessuna fase di sviluppo prenatale costituisce un "bambino", cioè essere umano vivo. Ragion per cui l’aborto è lecito ed è altra cosa, giuridicamente, dall’infanticidio.
Sì, la Roccella è una di quel tot di sciagurati ex radicali di cui vergognarsi. Resta però il fatto che su questo argomento tutta la sinistra è latitante in maniera altrettanto vergognosa. Quindi - almeno - onore a chi non si arrende alla deriva dei talebani all’amatriciana ! Ciao.
Il feto non è un bambino. La questione non è opinabile in quanto una legge dello Stato del 1975 - confermata da un referendum popolare del 1981 - stabilisce l’illeicità di un infanticidio (cioè la soppressione di un bambino) e, al contrario, la legittimità dell’aborto.
Il diritto di pensarla diversamente è sancito dalla Costituzione e quindi assolutamente legittimo (ma decisamente discutibile sul piano scientifico); ma se un medico ritiene che abortire equivalga a uccidere un bambino può tranquillamente optare per un’altra professione o un’altra specializzazione. Quello che secondo me non è eticamente accettabile è che faccia pagare le sue opinioni alle donne che si rivolgono a lui in quanto professionista della sanità.
Tantopiù in un modo così barbaro come quello descritto dalla signora di cui parlo nell’articolo.