Qui non si danno né prime né seconde possibilità a nessuno. Semplicemente si invita una persona dal percorso umano e politico di altissimo livello a prendere le distanze, apertamente, da chi in questa vicenda ha giocato sporco.
Da Wikipedia: in appello il 14 marzo 1985 Grillo fu condannato per omicidio colposo a quattordici mesi di reclusione con il beneficio della condizionale e della non iscrizione. La condanna fu resa definitiva dalla IV sezione penale della Corte Suprema di Cassazione l’8 aprile 1988.
Definizione di omicidio colposo: L’omicidio colposo è un reato, previsto dall’art. 589 del Codice penale italiano. Ricorre quando qualcuno, per colpa, determina l’evento-morte di una persona.
Grillo non "ha avuto" un incidente, ma ha "per colpa" causato un incidente e la morte di due adulti e un bambino.
Da quanto si legge qui si capisce che nell’uomo Grillo c’è un vissuto, comportarsi incoscientemente e poi salvare la pelle mentre altri ce la lasciano, che potrebbe costituirsi come pericolosa coazione a ripetere a livello politico. E’ quello che Pannella ha giustamente messo in luce e che anch’io avevo già evidenziato in altri articoli.
"Io ho l’ottimismo della catastrofe. Si va giù, e si ricomincia" sono parole sue http://www.mondomania.com/cervello/... che spiegano il "tanto peggio tanto meglio" citato da Pannella.
Se non si capisce questa semplice dimensione umana - che è e resta ovviamente un’ipotesi, ma tutt’altro che peregrina - non si può capire l’allarme che è invece politico (e sacrosanto). Determinare una "catastrofe" - di cui Grillo è entusiasta estimatore - può realizzarsi come una ripetizione a livello politico del suo vissuto personale, che sarà stato senz’altro doloroso per lui, ma sicuramente molto di più per quelli che ha ammazzato comportandosi come un idiota.
L’argomentazione politica - a meno che fare politica non la si intenda abboccare come cernie a qualsiasi amo - va legittimamente fatta anche tentando di interpretare le intenzionalità più o meno latenti di un padre-padrone sceso in politica a movimentare gli animi.
Di fronte a tutto questo, cavarsela con uno "stronzo" la dice lunga sull’intelligenza del commento. Pensare che uno possa ammazzare della gente e che poi su questo episodio doloroso si debba tacere è semplicemente da veri ingenui (o in malafede).
Caro amico,
la domanda del titolo era retorica, ovviamente, e tu hai ovviamente ragione a
fare l’elenco che fai. A cui si potrebbero aggiungere tanti altri episodi,
piccoli e grandi, chiari o scuri di arroganza di un potere notoriamente
asservito ad interessi particolari. Ed è sacrosanto scandalizzarsi ogni volta.
C’è tuttavia uno specifico in questo caso. Non ho notizie dirette, mi limito a leggere le notizie di stampa, ma mi pare che ci sia una totale gratuità della violenza usata, dietro la quale non sembrano esserci interessi economici o geostrategici che diano un
minimo di spiegazione, anche risibile, alle violazioni di legge; si sa che nei
rapporti fra stati c’è sempre stata una zona d’ombra più o meno ampia e sarebbe
da ingenui credere che se ne possa fare a meno; zona d’ombra più o meno giustificata, spesso ma non sempre, da accordi internazionali, impegni "inderogabili" presi eccetera.
Ma qui pare esserci solo un "favore" fatto all’amico degli amici, nel
più puro stile mafioso. E per fare questo "favore" si impacchetta di
gran carriera una donna con la sua bambina di sei anni, violando, sembra, tutte
le norme, nazionali ed europee, sul diritto d’asilo, sulla protezione dei
minori, sul legittimo movimento delle persone e non so che altro pur di consegnarle, impacchettate, all’aereo privato del console kazako in attesa.
A me pare che sia un comportamento mafioso fatto proprio da certi settori delle istituzioni
dello Stato, non per proteggere alleati o se stesse, che sarebbe già grave ma in
qualche modo comprensibile, ma fatto "per niente", in totale fatuità,
superficialità, strafottenza. All’amico degli amici non si può dire di no. A me
pare che sia il punto più basso toccato da tempi immemorabili; qualcosa che va
oltre altri casi, per quanto scandalosi siano stati. Per questo i responsabili di quei settori coinvolti devono lasciare il posto, devono dare le dimissioni, a prescindere dal coinvolgimento personale che sarà chiarito dalla magistratura.