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Fabio Della Pergola

Fabio Della Pergola

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  • Primo articolo sabato 09 Settembre 2011
  • Moderatore da giovedì 09 Settembre 2011
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Ultimi commenti

  • Di Fabio Della Pergola (---.---.---.93) 9 luglio 2013 19:06
    Fabio Della Pergola

    Siamo a luglio, la sintesi l’avevo già fatta qualche mese fa.
    http://www.agoravox.it/Amministrati...
    e poi qui http://www.agoravox.it/Due-o-tre-co...

  • Di Fabio Della Pergola (---.---.---.93) 8 luglio 2013 10:16
    Fabio Della Pergola

    Salve Gottardo !

    L’articolo su cui abbiamo discusso è qui http://www.agoravox.it/La-speranza-...
    La pregherei di trasferire il commento in modo che sia coerente con le altre cose scritte.

  • Di Fabio Della Pergola (---.---.---.93) 7 luglio 2013 18:39
    Fabio Della Pergola

    Qualsiasi eventuale oblio sulla Bonino, ampiamente peraltro tenuta d’occhio da ogni astioso commentatore fosse anche l’esaltato dagospia, non cambia di una virgola quanto ho scritto nel mio articolo. Sull’ultimo caso, veramente increscioso, della famiglia Ablyazov - che ha tutte le caratteristiche della spy story tipo rapimento di Abu Omar - aspetterei di vedere che cosa viene fuori. A occhio la Bonino mi sembrerebbe comunque la meno coinvolta rispetto al fatto che pare attività tipica degli "Interni".

  • Di Fabio Della Pergola (---.---.---.93) 7 luglio 2013 18:18
    Fabio Della Pergola

    Caro Manny,

    non mi pare il caso di fare un trattato differenziale tra tasse e imposte. D’accordo con lei, l’8xmille è un’imposta. Finalizzato inizialmente per il sostentamento del clero (infatti ha preso il posto della congrua, come ho scritto). Poi allargato alle altre confessioni religiose, ma - e qui sta il bello - che potrebbe anche essere allargato ulteriormente alle associazioni degli atei, come da notizie di stampa. Per analogia ? Perché un’associazione religiosa e una areligiosa sono equiparabili ai fini del finanziamento pubblico ? Non lo so e nemmeno mi interessa tanto. Sta di fatto che la cosa pare verosimile. Prima era così poi potrà essere diverso.

    Quanto al fatto che la quota non espressa sia stata redistribuita proporzionalmente alle quote espresse perché la soluzione sarebbe stata "antieconomica" per lo Stato, mi permetta di avanzare qualche dubbio; la parte non espressa, anche di un anticlericale convinto, ma magari distratto, non può andare al sostentamento di una gerarchia ecclesiastica solo perché è "antieconomico" per lo Stato, ma al contempo regala mezzo miliardo di euro alla Chiesa. Spero che la sua sia solo una simpatica battuta.

    Quanto al sostentamento pubblico, credo anch’io che ogni organizzazione debba mantenersi da sé in virtù della propria credibilità, ma se proprio si volessero applicare criteri di finanziamento privato gestito dallo Stato, potrei anche non essere contrario, alla fine. Se io voglio che i miei 100 euro vadano all’associazione ecologista della val brembana meridionale e lo Stato si occupa di raccogliere questi soldi e distribuirli non ho obiezioni. Quello che ritengo inaccettabile è, lo ripeto ancora, che dei miei soldi si faccia quello che si vuole per favorire alcune organizzazioni a me poco simpatiche e contrariamente alla mia volontà, proprio quando si parla di contributi "volontari".

    La ricerca scientifica: come qualsiasi altra attività di interesse pubblico deve essere finanziata dallo Stato. Se poi vogliono organizzare delle riffe per aumentare le entrate non vedo cosa ci sia di male. Sul finanziamento pubblico all’editoria mi sono già espresso. Ma è ovvio che gli speculatori del settore dovrebbero essere depennati e puniti.

  • Di Fabio Della Pergola (---.---.---.93) 7 luglio 2013 13:54
    Fabio Della Pergola

    Il Concordato derivò dal "vulnus" patito dallo Stato della Chiesa con la conquista di Roma da parte dei Savoia. La ferita derivante dalla perdita del potere temporale di cui la Chiesa si era appropriata con il falso "lascito di Costantino" fu "compensata" dallo stato facsista in cambio di un solerte e volonteroso appoggio al regime. Naturalmente lo Stato italiano non doveva compensare alcunché allo Stato della Chiesa come non ha mai compensato alcunché, per quel che ne so, all’Impero austro-ungarico per la conquista del lombardo-veneto. Ma è andata così. Oggi mi sembra legittimo chiedersi per quale motivo i cittadini italiani debbano volontariamente/obbligatoriamente sostenere l’apparato gerarchico della Chiesa, i suoi edifici, la sua struttura eccetera con il 77% del prelievo fiscale - che lo Stato (a spese sue) incassa, conteggia e poi devolve alla Chiesa - di cui solo meno della metà è consapevolmente devoluta a questo scopo (benché sempre con l’inganno della pietas pubblicizzata).

    E’ noto invece che la ricerca sul cancro non è a carico dei cittadini, ma come tutta la ricerca medico scientifica, si svolge negli ospedali, nelle case farmaceutiche e nelle università. Poi utilizza "anche" i contributi volontari dei cittadini raccolti con il contributo della televisione di stato. E la ricerca medica va ovviamente a vantaggio di tutti i cittadini indistintamente. Così come i contributi pubblici all’editoria sono devoluti (anche ai periodici cattolici) in funzione di una proposta culturale multiforme di cui tutti i cittadini possono avvantaggiarsi (esclusi quelli che leggono e ascoltano solo le parole di un unico Capo, ma sono affari loro).

    Quanto all’imposizione dell’8xmille non sono un fiscalista, ma direi che è una tassa obbligatoria che i cittadini possono però legittimamente "dirottare" su chi vogliono. Non mi pare perciò che si ponga il problema del rientro nelle tasche proprie, ma solo dell’effettiva destinazione che deve essere specificata dalla volontà del contribuente. Se questa specifica volontà non è espressa, la tassa - come ogni altra tassa - deve essere incamerata dallo Stato.
    La Chiesa avrebbe fatto più bella figura se avesse rinunciato di sua spontanea volontà al 50% derivante dal "non espresso" come hanno fatto le due organizzazioni citate. Ma l’ingordigia delle gerarchie vaticane è troppo nota per perderci sopra altro tempo.

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