Ma visto che la questione è così scottante aggiungo un link ad un altro articolo che parla della pagina facebook del M5S Piemonte citata. Qui http://www.lettera43.it/attualita/3...
Ebbene nei commenti si legge un onesto e apprezzabilissimo consigliere comunale (del M5S) che dice testualmente "Aggiungo alla vicenda che quel genio del consigliere Biolè ha declarato
la responsabilità di un suo collaboratore, ha fatto una nota per
dissociarsi dalle scempiaggini, ma non vuole togliere quei post. Ecco,
gentile Redazione, in quella nota ci sono i miei commenti, che come
chiunque può vedere non sono teneri. Io non ho nulla a che spartire con
questi estremismi, non ho nulla a che spartire con questi smidollati
che non hanno neanche il coraggio di cancellare un post indegno a
fianco del nome MoVimento 5 Stelle, non ho nulla a che spartire, COME
LA STRAGRANDE MAGGIORANZA DI CHI VOTA M5S, con chi lascerà quel
vergognoso post in bacheca".
Ecco, il consigliere regionale del M5S Biolè non voleva cancellare la pagina in cui sionismo e nazismo venivano equiparati e un altro esponente del M5S ne ha criticato l’operato con vigore.
Così si fa - ed è apprezzabile - si entra nel merito e nel merito si discute, invece di chiedere a chi scrive di parlare d’altro.
Caro lettore è necessario distinguere i commenti e le critiche che "stanno nell’articolo" cioè che entrano nel merito di quanto detto, da quelle che vanno fuori tema (o come si dice adesso Off Topic). Le une sono sempre legittime, le altre sono dei tentativi di distogliere dal contenuto per imporre contenuti diversi. Cioè rendono inesistente quello che uno ha scritto per sostituirlo con quello che altri vogliono dire. Rendono inesistente il pensiero dell’articolista per imporre il pensiero del commentatore.
Per quanto "composti ed educati" questi commenti sono sostanzialmente arroganti proprio perché rendono zero, annullano, cancellano l’impegno, le aspettative, la ricerca di dialogo e la "testa" dell’articolista. Non si vede perché uno che si è impegnato, a volte anche a lungo dedicando tempo e ricerca al suo articolo, debba subìre silenziosamente questo tipo di imposizioni. Io ho l’abitudine - di cui spesso mi sono pentito - di rispondere a quasi tutti commenti; ma ovviamente lo faccio a modo mio. Gentile quando è il caso, dialogando con chi mi scrive con la voglia di scambiarsi delle idee, ma anche duramente quando mi si vuole imporre qualcosa, come nel suo caso (se è lei il Vincenzo che ha commentato per primo): non deve parlare del sionismo perché il punto sono i diritti violati e le politiche di Israele. E se io voglio parlare del sionismo, devo chiedere il permesso ? E se delle politiche di Israele ho già parlato più di una volta, non posso cambiare argomento visto che i cinquestelle me ne danno l’opportunità ?
Naturalmente quando scrivo un articolo metto in conto le critiche che ci sono SEMPRE, di qualsiasi argomento si scriva. Ma lei dovrebbe fare lo stesso: nel momento in cui commenta metta in conto che le risposte possono essere gentili o sferzanti a seconda di come ha commentato. E quello che conta non è la forma (composta e educata) ma il contenuto, la sostanza (l’annullamento o meno del pensiero dell’articolista). Esattamente come in qualsiasi rapporto umano.
Un commento "composto e educato" e un po’ arrogante visto che pretende che io parli di quello che vuole il commentatore (i diritti violati e la visita in Cisgiordania) anziché di quello che voglio io (le frasi sul sionismo): cioè che eviti le frasi dette dai parlamentari Cinquestelle solo perché al commentatore secca che qualcuno le critichi, nonostante queste frasi abbiano avuto risonanza e critiche palesi. Oppure che parli - chissà poi perché - di Moni Ovadia.
Questo signore è proprio un bel tipo: pretende che scriva quello che piace a lui anziché quello che interessa a me. Se li scrivi lui e se li firmi, mettendoci la faccia, gli articoli che vuole leggere, così fa prima e non ci trova niente di criticabile di sicuro.
Che cosa sia il M5S riguardo all’antisemitismo è presto detto: ci sono antisemiti dichiarati, razzisti fatti e finiti e noti negazionisti (cioè la feccia della pseudostoricità della Shoah); poi ci sono anche persone non razziste. Tutto questo però senza che ci siano chiare prese di posizione "ufficiali" del M5S in merito, esattamente come sul sionismo, né tantomeno censure sulle frasi palesemente antiebraiche scritte sul blog ufficiale del gruppo.
Tutto ciò la dice lunga su un movimento presente in Parlamento che non prende posizione, ufficialmente, su argomenti di questo tipo. E se poi i deputati fanno commenti contraddittori perché stupirsi se qualcuno ci scrive un pezzo critico ?
Non metto in discussione in nessuna frase del mio articolo che la posizione attuale del M5S e la visita in Cisgiordania riguardino i diritti civili che lei dice essere negati da Israele. Né affronto in nessuna parte del mio articolo le critiche alle politiche israeliane. Né apprezzandole né disprezzandole.
Mi limito a chiarire che la frase di Bernini si riferiva al sionismo e che lo stesso Bernini è stato smentito da Di Stefano con un virgolettato ripreso da altri organi di stampa. Anche quel virgolettato si riferiva al sionismo e ne ho evidenziato la manifesta falsità (e se la pagina facebook del M5S Piemonte è stata solo un’iniziativa privata e non condivisa qualcuno dovrebbe citare una correzione apportata dal solerte M5S nazionale e autorizzato, sempreché ci sia). Dove sia il mio tentativo di denigrare non lo so; mi pare che abbiano fatto tutto da soli.
Sulla questione israelo-palestinese invece ho già scritto numerosi articoli che lei può cercare, trovare, leggere ed eventualmente criticare. Ma, se non le spiace, questo è un articolo che parla esclusivamente della concezione del sionismo da parte di alcuni deputati del Parlamento italiano e, sempre se non le dispiace, ho ritenuto di avere il diritto di criticare quelle loro parole.
Infine mi risparmi la patetica chiamata in causa di Moni Ovadia, in quanto ebreo contrario al sionismo. Essere ebrei non è garanzia di nulla, ovviamente, né il fatto che un ebreo abbia posizioni diverse dalle mie sul sionismo mi farà cambiare idea sulle valutazioni storiche del nazionalismo ebraico. Non ho quindi omesso proprio niente; di Moni Ovadia ho tutti i diritti di disinteressarmi. Tantopiù del fatto che Ovadia sia un riferimento del M5S, cosa di cui non mi importa assolutamente niente.