E ha ragione; non intendevo affatto, come avrà capito dall’articolo e dalle mie risposte ai vari commenti, avvallare l’evasione fiscale. Ma unicamente contribuire a fare luce su un fenomeno non abbastanza compreso né tantomeno affrontato. Credo che Fassina avesse questa intenzione, ma vedo che esporsi in questo modo non è stato condiviso.
Comunque resta il fatto che il problema è, come dice lei, strutturale. E di questo passo il sistema produttivo italiano è destinato a collassare, vuoi per la fiscalità, vuoi per le banche, vuoi per la crisi o quant’altro. E non si capisce proprio quali siano le proposte per fermare lo sfacelo.
Per finire non mi riferivo a lei Federico dandole del berlusconiano, ma al commentatore precedente che aveva citato Berlusconi.
Paolo capisco il tuo stato d’animo che traspare bene dai tuoi commenti, ma ti invito a leggere meglio il mio articolo. Nella parte più "propositiva" non ho invitato a non pagare le tasse, ma ho invitato lo Stato (attraverso i vari enti impositivi) a CAPIRE che c’è una crisi al suo quinto anno consecutivo; a dilazionare in modo drastico gli arretrati per evitare che la gente finisca con il NON pagare più nulla (insolvenza per sopravvivenza) o addirittura che chiuda; e a reperire le risorse attraverso una patrimoniale, come suggerito da Pietro Modiano, in modo da aggredire il debito pubblico che ogni anno si mangia miliardi di euro in interessi; in modo da avere le risorse per alleggerire l’imposizione fiscale perché così il tessuto produttivo NON PUO’ andare avanti e in ampi strati che non so quantificare - anche se sono minoritari non importa - deve decidere se pagare le tasse o mangiare (e qui c’è l’evasione per sopravvivenza).
Se poi vogliamo combattere davvero l’evasione "per avidità" - la vera evasione - gli strumenti sono altri: pene drastiche per i "grandi evasori", accertamenti certi in OGNI grande azienda (se i negozi vendono a nero ci deve essere a monte qualche produttore che consegna a nero); introduzione del conflitto di interessi tra venditore ed acquirente (in modo che ognuno abbia l’interesse a farsi dare lo scontrino o a chiedere la fattura) mentre oggi esiste una concordanza di interessi in modo da evadere le tasse (venditore) e risparmiare l’iva (acquirente) a danno dello Stato. Eccetera. Ma nessuno qui parla "a favore" degli evasori !
L’argomento è estremamente scottante e lo si vede anche dall’elevato numero di contatti e dal tono dei commenti. E lo si capisce. Vorrei però precisare una cosa. Io - e credo nemmeno Fassina - non parlo degli evasori, ma di quegli imprenditori, autonomi o liberi professionisti che sono entrati - dopo cinque anni di crisi - in quella zona grigia che sta fra una attività più o meno normale e il rischio reale e impellente di chiusura.
Quindi non parlo - come fa il commentatore Paolo - di aziende che manipolano in modo più o meno legittimo i bilanci né tantomeno di quelli che i soldi li hanno ma li fanno "sparire" in modo chiaramente illecito. Parlo di quelle decine di migliaia di artigiani, piccoli negozi, piccole attività, professionisti eccetera che "stanno per" chiudere e di quelli che hanno già chiuso (a proposito, notizia di oggi: dal 2008 perduto un milione di posti di lavoro, quante aziende hanno chiuso ?). Queste persone si trovano probabilmente ad aver accumulato arretrati di tasse e contributi, magari rateizzati o da rateizzare, ma che non sono più in grado di fronteggiare. Questa è la "evasione per sopravvivenza" che deriva dalla crisi in cui viviamo (e anche, non ce lo scordiamo, dal pizzo che molti pagano alle organizzazioni malavitose). Se invece vogliamo fare un discorso complessivo sull’evasione, elusione eccetera la questione è tutt’altra e sono d’accordo anch’io con Paolo. Ma non facciamo confusione, non credo che 3 o 400 miliardi di crediti inesegibili in cassa di Equitalia siano tutti di gente che ha portato i soldi all’estero .
E non mettiamo in mezzo Berlusconi per favore. E’ stato al governo per 10 degli ultimi undici anni e le tasse io non le ho mai viste scendere né ho visto scendere il debito pubblico né ho visto scendere la spesa pubblica. Quello che stiamo pagando adesso è in buona misura l’inettitudine, l’incapacità, l’inefficacia e la vuota prosopopea dei governi berlusconiani.