Non conosco né l’età né la vicenda personale di GeriSteve, ma credo che la storia della democrazia italiana vada interpretata un po’ meglio di così. Basta guardare dove la democrazia non c’è che cosa sta succedendo, per capire quanto c’è andata bene in fondo finora. Io non la vorrei perdere questa democrazia che i partiti reali, quelli che sono esistiti dal dopoguerra in poi ci hanno garantito; giustizie e ingiustizie comprese.
Detto questo, condivido lo scoramento per la situazione attuale. E credo che si capisca dal mio articolo. Confido nell’Area X (o comunque si voglia chiamare) ben sapendo che è una fragile e al momento inconsistente proposta. Temo invece che il futuro ci riserverà due (o tre, se Berlusconi sopravvive anche a questo) galletti nel pollaio: Renzi e Grillo. E lo dico con scoramento.
Ovviamente scrivo che Beppe Grillo è un pregiudicato, dal momento che è stato condannato in via definitiva per omicidio colposo plurimo. E’ una cosa nota che Grillo non ha mai negato. Quindi si rassegni. Non metto a pari Beppe Grillo con Berlusconi, ma faccio un ragionamento politico che non è difficile da seguire. Fino a che Grillo non avrà la maggioranza non potrà andare al governo. Fino a quel punto o si rassegna a "trattare" in qualche modo con il PD (o con il PDL se gli piace di più) oppure, se cade questo governo, il Paese diventa ingovernabile per mancanza di alternative. Che cosa ho detto di tanto strano non lo capisco, per cui non mi vergogno neanche un po’ di quello che ho scritto.
Per gli emendamenti del M5S purtroppo non posso fare niente, sta al Parlamento decidere e se il M5S è in minoranza i suoi emendamenti non passeranno; spiacente, non so che farci. Da parte mia continuo a sperare in quell’Area X che ho indicato. Saluti.
Detta in altri termini siamo esattamente al punto di febbraio. Un cortese invito a Grillo perché non faccia il "testone" e una pernacchia di risposta. A cui segue una pernacchia dalla destra del PD mentre la sinistra del PD e gli aperturisti del M5S se la pigliano in saccoccia. Insieme al popolo italiano, naturalmente.
Il riferimento di GeriSteve a problemi terminologici è
sostanzialmente condivisibile ed è uno dei motivi per cui ho scritto
l’articolo. Il sionismo nasce ed è unicamente l’ideale nazionalista ebraico
che, come nel caso di ideologie similari di altri popoli, ha avuto sostenitori
di destra e di sinistra, fanatici nazionalisti e patrioti socialisti (che è cosa
ben diversa dal nazional-socialismo !!!), esaltati ed equilibrati, ottusi e
intelligenti, aperti e chiusi, dialoganti e arroganti eccetera eccetera.
Poi è stato volutamente e ideologicamente assimilato al colonialismo europeo scordandosi
che i colonialisti europei depredavano le colonie delle loro risorse per
arricchire la madre patria. Madre patria che non solo gli ebrei non avevano,
ma, in casomai avevano ex madri patrie diventate sterminatrici.
Non solo. Il sionismo è stato addirittura equiparato ad una
forma di razzismo con una decisione dell’Assemblea Generale dell’ONU poi
revocata.
Intorno a questo termine giocano quindi interpretazioni ideologiche
fortemente caratterizzate; siamo in attesa che il M5S decida quale vuole
adottare. Ma quella storica è indiscutibilmente quella dell’indipendentismo e
del risorgimento nazionale ebraico.
I problemi delle colonie nei territori "contesi" o "occupati", cioè in Cisgiordania, sono sorti invece solo dopo la guerra dei Sei Giorni che peraltro non fu Israele a provocare anche se l’attacco israeliano fu preventivo. Il colonialismo in territorio non riconosciuto come israeliano è ampiamente sostenuto da minoranze ultranazionaliste e ultrareligiose che pensano in termini di Grande Israele il territorio nazionale; quindi dal mare alle rive del Giordano. Ma la stessa cosa è pensata, in termini ovviamente rovesciati, da alcune frange irriducibili della politica palestinese.
Infine concordo con GeriSteve che il termine “israelita” indichi gli ebrei, così
come il termine “giudeo” che però ha assunto un contenuto dispregiativo.
"Israeliano" invece non indica gli ebrei di Israele, ma tutti i cittadini dello
Stato di Israele che possono essere, se proprio si deve evidenziare il gruppo
etnico-linguistico di provenienza, ebreo-israeliani o arabo-israeliani o israeliani non ebrei e non arabi (generalmente i familiari non ebrei di cittadini ebrei).