Se a guidarlo sono Natanyahu e i coloni mi preoccupo anch’io, ma la questione, non ciurli nel manico, è nella sua definizione di ’sionismo’ e nella "merdaccia sionista" (come da suo commento all’Ovadia intervistato dal Manifesto). La merdaccia sionista è esattamente quella che ha dato vita allo Stato di Israele, quello che Ovadia ritiene un obbrobrio per la purezza dell’ebraismo della diaspora (cioè quelli morti e carbonizzati che rappresenterebbero la verità dell’ebraismo in quanto non nazionalisti). Le fa sempre finta che oggi il sionismo di sinistra non esista oppure che la sinistra israeliana (quel che ne resta) non sia sionista; e questo dimostra come non capisce un tubo di Israele e degli ebrei israeliani.
Ma è solo una questione fra noi, ormai tediosa. Saluti.
"Amici" era una definizione mia, che non ritengo di avere alcun contenzioso con loro. Tutto il resto del suo commento ha connotazioni politiche che, in questo specifico caso dell’autodeterminazione, non ha molto a che vedere. O vogliamo riconoscere l’indipendenza solo a quei gruppi etnico-linguistici che votano in maggioranza per una specifica parte politica ? Non mi sembra sostenibile. Che siano assimilabili agli austriaci o ai tedeschi è cosa che non mi interessa affatto, non vedo perché dovrei andare a rompermi la testa su con chi dovrebbero o potrebbero unirsi in caso di indipendenza.
Anche su Vienna "aperta alle contaminazioni" avrei dei dubbi, se non altro perché già ai primi del novecento un signore fu eletto sindaco sulla base di un programma apertamente antisemita. E certo non ci si scorderà dell’Anschluss.
Sulla tutela delle minoranze vecchie (ladine) e nuove (italofone) sono d’accordo con lei. Sarebbe necessario valutare con cura, ma - ripeto - mi sembra più un esercizio dialettico che una possibilità concreta. Almeno per ora.
P.P.S. I miei articoli sono tutti belli! Ma visto che lei ha apprezzato questo, provvederò a farne velocemente uno capace di farla infuriare. Senza offesa, naturalmente.
Che le radici del marxismo affondino nella cultura ebraica è noto. Avrà pure scritto le scemenze de "La questione ebraica" ma qualcosa avrà pure assorbito dalla famiglia...
Il suo commento aggiunge elementi interessanti al dibattito. Perché di questo si tratta, di un puro e semplice dibattito. Il referendum è indetto da un partito, non è quindi autorizzato dalle istituzioni e darà un risultato puramente statistico. La cosa potrà diventare seria se e quando la politica avrà voglia di affrontare la questione che è però molto penalizzante, in Italia, in termini elettorali. Chi mai vorrà affrontarla ? Quindi temo che per gli amici sudtirolesi che la strada dell’indipendenza continuerà ad essere decisamente impervia.