Senta "un italiano", non ha nemmeno i cosiddetti per firmarsi con nome e cognome e minaccia sfracelli. Si faccia un favore, prenda una bella camomilla calda e si faccia un sonno ristoratore. Vedrà che domattina starà meglio.
No, oserei affermare che so parlare anche di altro (ad esempio dello scontro antropologico tra ebraismo rabbinico e cristianesimo su cui ho scritto un libro di 400 pagine che uscirà a breve — titolo Dall’impuro al peccaminoso, Ed. Licosia. Se ne vorrà comprare una copia mi pagherà una birra che berrò volentieri alla sua salute). Ma, ogni tanto, mi piace anche occuparmi delle cose che accadono in Italia, in Europa e nel mondo, se non è di troppo disturbo. Ad esempio della deriva reazionaria della Lega, perché no? su cui ho scritto qui: https://www.agoravox.it/Dalla-Lega-all-allarme-neonazista.html
Quanto alla convenienza che me ne sarebbe venuta, me ne indichi solo una — una qualsiasi — e pagherò io una birra a lei.
Sulle ruberie di regime direi che non ho visto a oggi (e studiando un po’ di storia nemmeno nell’ieri e nell’altro ieri) grandi esempi di onestà al potere. Né durante il Regno, né nel Ventennio in orbace, né nel Cinquantennio democristiano, nel Ventennio berlusconiano e a seguire (ivi compresa la gestione vaticana delle cose del mondo). Ma indiscutibilmente ho visto uno dei più lunghi periodi di pax europea che la storia conosca. E tanto mi basta.
Sul zittire chi contesta le ragioni dell’antifascismo invece le dò ragione: ho sempre avuto un gran gusto a zittire quegli infami, luridi, fetenti nostalgici di un regime di assassini che hanno fatto — e collaborato a fare — stragi in Spagna, Etiopia, Libia, Francia, Grecia, Albania, Jugoslavia, Russia e, dulcis in fundo anche in Italia. Ivi compresa parte della mia famiglia. Ho sempre pensato che l’amnistia del dopoguerra (sottoscritta anche dal comunista Togliatti) sia stata ingiusta, ottusa e deleteria e che le leggi repubblicane contro il neofascismo siano state solo una spruzzatina di acqua di rose rispetto a quello che sarebbe stato utile e necessario. Forse che lei fa parte di questa categoria di persone? Se sì, le consiglierei di non leggere più niente di mio. Mai. Buona serata.
E se le cose prenderanno la direzione che ipotizzi tu, sarei tentato di riformulare il mio titolo: non più un Ventennio salviniano, ma un salviniano Quarantennio. Buona giornata!
Caro Paolo, mi fa piacere ritrovarti, ma non sono molto d’accordo con te (forse a parti invertite rispetto al passato?). La mia è una riflessione che si basa semplicemente sui sondaggi e sulla sensazione che Salvini abbia sfondato nel ruolo di leader effettivo (quantomeno come immagine), oltre che su quanto leggo dalla stampa. Quindi non sono l’unico a ipotizzare che non manchi più molto ormai a garantire alla coalizione di centrodestra una autonoma maggioranza di governo. Posto che Berlusconi è stracotto e la Meloni minoritaria come ovvio che sia, è palese che Salvini sarà il leader indiscusso sia della coalizione che del governo prossimo venturo.
Dal momento che ogni maggioranza si dovrà confrontare con una opposizione, è lecito chiedersi cosa faranno gli unici due competitor esclusi dal governo, cioè PD e M5S. Gli altri sono e probabilmente resteranno, irrilevanti. Qui si innesta la mia riflessione; ovviamente è probabile che il renzismo tenterà la strada di un centralismo che io chiamo ’liberale’ e tu Democrazia Cristiana. Cioè che non dialogherà con il Mov5s. e che quest’ultimo tenterà di rinverdire i fasti del "tutti a casa". Cioè due posizioni inconciliabili e perdenti (almeno nel breve periodo). Da qui il titolo: Ventennio salviniano.
Vedremo, ovviamente. Di più non potrei fare. Un caro saluto anche a te.