Paolo, con cui interloquivo amabilmente anni fa, ha sposato una tesi che non condivido affatto. E me ne dispiace. Sulla Sea Watch l’unica a poter dire se ha violato o meno la legge (posto che il diritto internazionale prevale sui decreti-legge nostrani) è la magistratura. Non il governo, non la stampa né i commentatori da social. Come dice lui "vedremo" (ma intanto latentemente insinua che il governo abbia ragione e la capitana torto...). Poi ripete la solita storia dell’accoglienza "indiscriminata" — che è pensiero politico, non tecnico — dimenticando anche qui che le uniche a poter dire qualcosa sono le autorità preposte alla valutazione delle richieste d’asilo eventuali. Fino a quel momento l’accoglienza non è indiscriminata, ma sottoposta a valutazione (quindi discriminata). Pretendere invece che i "porti restino chiusi" è, questa sì, azione indiscriminata che viola il diritto internazionale (il quale prevede l’obbligo di concessione dell’asilo a determinate categorie di richiedenti — le cui richieste devono essere valutate PRIMA di decidere che non ne hanno diritto, non il contrario perbacco!). La dizione "trasbordo" è insignificante secondo il diritto del mare, si tratta comunque di persone in pericolo tratte in salvo. Ogni altra considerazione è superflua, è evidente che la questione è politica, come ho scritto, e si focalizza sullo scontro tra governo e ONG. Eliminate le ONG qualcuno (chi?) si occuperà di mettere in sicurezza eventuali naufraghi...o si spera che ne affoghino un po’ in modo che gli altri capiscano che non è il caso di partire? Se è così siamo davanti a un pensiero di una freddezza criminale. Non ci si lamenti poi se si parla di "nuovo nazismo". Se invece non è così si dica come si vuole affrontare l’eventuale emergenza prossima ventura (posto che il trito ritornello dell’aiutiamoli "a casa loro" significa qualcosa solo se seguito da fatti, ma qui è solo chiacchiere al vento per prendere per i fondelli; ergo, provateci con qualcuno più pirla...)
Se tutto il cerchio si concludesse attorno a Lucano non avrei dubbi su chi scegliere tra lui e Salvini la cui unica proposta (salvo dare dei numeri a caso...500mila, no 90mila etc.) è tenere chiusa nei campi di concentramento libici della gente colpevole di niente. Ma il problema della sinistra-sinistra ha proporzioni ben più ampie e la credibilità delle siglie che si accoppiano e scoppiano in continuazione parla di una incapacità di elaborare la crisi di questi ultimi anni, in particolare il flop del 4 marzo (che non ha coinvolto solo Renzi, forse non si è ancora capito...). In ogni caso un anno c’è Renzi al 40%, l’anno dopo Di Maio al 30 e rotti, ora Salvini al 33-34... la situazione è fluida. Forse non si è ancora capito.
Basta seguire le cronache per sapere quello che succede e poi provare a ragionare: gente che decide di rischiare la vita — in mare o nel deserto (e che ci sia gente che ci muore è inconfutabile) — che cosa deve avere dietro le spalle per fare questa scelta? Ma
lei troppo furbo (sic) per farsi domande così semplici. Come si fa a
prendere per il culo uno come lei? Impossibile. Lo sa fare
magnificamente da solo. Buona giornata.