Basta seguire le cronache per sapere quello che succede e poi provare a ragionare: gente che decide di rischiare la vita — in mare o nel deserto (e che ci sia gente che ci muore è inconfutabile) — che cosa deve avere dietro le spalle per fare questa scelta? Ma lei troppo furbo (sic) per farsi domande così semplici. Come si fa a prendere per il culo uno come lei? Impossibile. Lo sa fare magnificamente da solo. Buona giornata.
La crescita demografica globale viaggia a tassi assurdi e insostenibili. Non so perché lei insista a preoccuparsi della sola Europa. Dopotutto il congresso delle famiglie si chiama "mondiale" non se n’era accorto? E fra i relatori ci sono alcuni africani che, invece di preoccuparsi del fatto che l’Africa a questi ritmi raggiungerà fra qualche decennio 2,5 miliardi di abitanti (all’inizio del ’900 erano circa 130 milioni!), sostengono la procreazione senza controllo e l’abolizione dei preservativi. Si legga qualcosa qui, le sarà utile: chttps://www.africa-express.info/2018/05/20/la-crescita-demografica-in-africa-allarma-lonu-la-sopravvivenza-e-a-rischio/ Le loro esternazioni pregresse, compresa la proposta di legge ugandese per sanzionare con la morte gli omosessuali, hanno rilevanza proprio perché a gente così viene data visibilità e un microfono dagli organizzatori del WCF. Se a lei non fa né caldo né freddo io non so cosa farci: a meno fanno schifo gli uni e gli altri.
Banalmente non è affatto "naturale" dal mio punto di vista fare 9, 10 o più figli in nome della libertà di procreazione non controllata (cioè, appunto, "naturale"). Cosa che attiene al mondo naturale degli animali, casomai, non a quello degli umani che hanno o dovrebbero avere un senso di responsabilità collettivo. Io non ho scritto nessuna "bufala"; è lei che è ignorante (nel senso che ignora le esternazioni pregresse di alcuni dei relatori). Si informi. Saluti.
Ma perché non si informa un po’ invece di far perdere tempo a me? Fra i relatori al congresso di Verona è presente la parlamentare ugandese Lucy Akello, che fa parte di un gruppo che si occupa di combattere l’omosessualità ed eliminare il diritto all’aborto. Nota anche per aver supportato il Kill the gay bill, di cui può leggere qualcosa qui... https://www.vox.com/2018/7/11/17562412/ugandas-anti-gay-legislation-explained. Poi c’è Theresa Okafor, la rappresentante africana della Salute Familiare per il
WCF che, in un Paese con il secondo numero più alto al mondo di malati di Aids, pretenderebbe di vietare i preservativi... eccetera eccetera eccetera. Nessuno in Europa arriva a tanto (e ci mancherebbe!) ma fra i relatori di Verona c’è questa gente qui. Li cerchi e si faccia una sua ricerca sulle proposte politiche e sociali, uno per uno. Google ci sta apposta.
L’obiezione è molto mal posta. La questione non si centra sul "rispetto", ma sui diritti. Nessuna organizzazione gay, lesbo o quant’altro ha mai preteso di TOGLIERE diritti alle famiglie "naturali" (ammesso che certe forme familiari spacciate per naturali lo siano poi davvero). Al contrario molti degli organizzatori o dei relatori a questa kermesse pro-vita, pro-famiglia etc. in nome di una presunta naturalità pretende di avere il diritto di togliere o negare diritti civili a persone gay, lesbo e così via. Fino a chiederne carcere a vita o condanne a morte. Pretendere di spostare il discorso dai "diritti" al "rispetto" è un artificio dialettico decisamente fuorviante.