Ad ulteriore integrazione di questo articolo aggiungo il fatto che il Movimento 5 stelle, da sempre apertamente contrario alla TAV, appena arrivato al governo ha cambiato opinione...https://www.ilmessaggero.it/primopi...
Infatti Mattarella ha opposto un rifiuto, non ha "scelto" nessuno! Casomai "suggerito" qualche nome (Giorgetti) come da sue prerogative costituzionali. A me non pare che sia scritto da nessuna parte della Costituzione che il
"diritto di rifiuto [da parte del PdR] può essere opposto solo in
determinati casi"; anche questo fa parte delle interpretazioni del testo
o tutt’al più di una prassi più o meno consolidata di correttezza
istituzionale. Il che, al più, potrebbe far dire che Mattarella è stato un po’ "sgarbato"...
In ogni caso, ho letto l’opinione di Onida e anche quella della Carlassarre critiche verso Mattarella, ma anche quelle di Roberto Bin e dei "Quattordici professori di diritto costituzionale della scuola fiorentina di Paolo Barile" (AGI) che sono invece di sostegno al PdR. Si conferma che la questione non trova unanimi nemmeno i costituzionalisti (quindi non c’è, a oggi, una certezza al di là di ogni dubbio), figuriamoci gli smanettoni da web...
Io sono del parere (per quello che conta) che Mattarella abbia agito nel quadro delle sue prerogative. Di più non saprei dire. In ogni caso grazie per la stima!
Non basta dire, purtroppo, che bisogna costruire una alternativa all’uno - il governo delle destre sovraniste - e alle altre - le élite politico-finanziarie - perché, vista la situazione attuale della sinistra (tutta) i tempi della costruzione di una qualsiasi alternativa saranno lunghi, presumibilmente molto lunghi. Nel frattempo la destra sovranista e l’Europa che conosciamo si scontreranno a colpi bassi, le cui conseguenze potrebbero essere devastanti. Osservare tutto ciò senza prendere parte diventa immediatamente un Aventino del tipo più sconcertante; se non addirittura connivente o con l’una o con l’altra parte. O più probabilmente con entrambe. Un po’ come - mutatis mutandis - non partecipare alla resistenza contro i nazifascisti per non stare accanto al re.
Per poter trasformare in senso evolutivo il progetto europeo bisogna prima di tutto difenderlo e impedire che venga mandato al macero. Ben sapendo che i conti, poi, bisognerà pur farli con chi lo ha svuotato di senso. Di senso umano.
Purtroppo ho l’impressione che mai come ora bisognerà darsi delle priorità: sapere che c’è un prima e che c’è un poi. Che c’è un tempo per difendere e un tempo per modificare. Al contrario l’irrilevanza politica di buona parte delle forze di sinistra peserà in modo significativo sull’evoluzione di questa crisi e se ne pagheranno pesantemente le conseguenze negli anni a venire.