Concordo, ma insisto. Al di là dei proclami altisonanti e un po’ stucchevoli di tanti così come di quelli roboanti e sdegnati di tanti altri, Trump alla lettera ha detto "non stiamo prendendo posizione su eventuali problemi relativi allo status finale inclusi i confini specifici della sovranità israeliana a Gerusalemme...". Non ha quindi definito la città capitale "unica e indivisibile" di Israele, come vorrebbe tutta la retorica di parte, perché in questo discorso è implicita la possibilità che parti della città possano diventare capitale di un futuribile stato di Palestina. Dipende dalla trattativa fra le parti. Quindi si sta parlando di altro. Che puà essere la sciagurata improvvisazione di un incapace o il primo passo di una strategia che, ad oggi, appare incomprensibile. Vedremo.
Approssimazione usata "in senso allusivo, per suscitare certe suggestioni". O, più probabilmente, per veicolarne di sue. In ogni caso sembra dedurre che io sia ebreo. Ma da cosa lo deduca però non si sa.
L’ebreo a cui si riferisce non era "palestinese" perché il termine di Syria Palaestina fu attribuito dai Romani alla provincia di Giudea solo nel 135 d.C. alla fine delle guerre giudaiche. Quindi l’ipotetico individuo qui indicato era, semplicemente, un "giudeo".
Aggiungo un dato interessante (Rodolfo Khan, Qual è il legame tra immigrazione e criminalità in Italia?):
«Per gli immigrati regolari il tasso di
criminalità è tra 1,23% e 1,4% contro lo 0,75% italiano ma gli immigrati
sono molto più giovani e ciò influisce, approfondiamo perciò i dati :
per la fascia di età 18 – 44 anni, è del 1,50% per gli italiani e del
1,89% per gli immigrati regolari; per quella 45 – 64 anni, è dello 0,65%
per gli italiani e dello 0,44% per gli immigrati regolari: per gli over
65 è dello 0,12% sia per gli italiani che per gli immigrati regolari.
Sulle differenze che si riscontrano mettendo a confronto la fascia d’età
18-44 pesa, tuttavia, il fatto che non pochi reati sono connessi a
violazione delle leggi sull’immigrazione che incidono per il 16,9% delle
denunce. Se non si considerano questi reati, il tasso di criminalità
diventa sostanzialmente uguale o leggermente inferiore a quello degli
italiani».
Sono d’accordo, il rapporto fra diversi, pur nella stessa uguaglianza di esseri umani, è storicamente conflittuale. Ma non so se è definibile come "condanna", voglio sperare di no.