Ciao Geri, forse hai ragione non si poteva capire. Ma io credo che queste elezioni - mi sembra di averlo anche scritto ultimamente - non ha fatto piazza pulita solo della terza via renziana, ma di tutta la sinistra in cui comprendo, a differenza di molti, anche il PD; non per la sua più recente prassi politica ma perché lì dentro c’è gente di sinistra, eccome se c’è. Debacle di LeU e flop clamoroso, e clamorosamente smentito dagli interessati (pessima abitudine negare la realtà) anche di PaP. Quindi è tutta la gente di sinistra - intellettuali, politici, studiosi, militanti, simpatizzanti... - che è chiamata a riflettere e ripensare (quindi anche "ambire" non più solo "subìre") non tanto sulle truffe politiche di cui è stata vittima in parte anche consenziente, quanto (per me ben più interessante) sul concetto stesso di sinistra, su quali siano i valori di sinistra e quale possibilità hanno questi valori di confrontarsi, dialettizzandosi, con la realtà attuale che è quella, ineluttabile ad oggi, della globalizzazione neoliberista.
Fermo restando - e questo sarebbe demenziale dimenticarselo - che l’attacco più forte al liberalismo oggi non viene da sinistra ma dall’estrema destra nazionalista e sovranista (e anche xenofoba, misogina, omofobica, islamofoba, antisemita e chi più ne ha più ne metta). E che quindi la difesa del liberalismo e del progetto europeo è, per me, il primo tassativo passo per poter un giorno, chissà, sperare di poterlo trasformare in una socialdemocrazia evoluta. Credo che allearsi - anche involontariamente - con le destre sovraniste perché sono anch’esse antiglobaliste e anticapitaliste sia quanto di peggio una sinistra possa fare. Sarebbe come allearsi con Hitler per odio all’America fordista. Non è per amore spassionato dell’Occidente così com’è, ma perché se qui almeno il diritto di critica è salvo, là - in quegli spazi neri in cui oggi spadroneggiano i Putin, gli Erdogan e quant’altro - non è salvo nemmeno quello.
Mi riferivo alla gente di sinistra, più che agli attuali governanti, credevo che si capisse.
Quanto al resto non è indice di una elaborazione granché funzionale rispolverare la bufala delle acque territoriali "cedute" ai francesi (non i diritti di pesca) quando è noto che no ratificazione no cessione (è banale). Sarà il prossimo parlamento a decidere e non sarà una decisione facile visto che in ballo ci sono nuove norme della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare che rimettono in discussione i limiti delle acque territoriali su cui è stato necessario aprire la trattativa con la Francia iniziata nel 2006 e conclusa nel 2015 (quindi con un tot di governi diversi coinvolti). Senz’altro più facile blaterare di regali o vendite sottobanco così come vuole la vulgata complottistica in auge, si sa. Ora comunque si vedrà i baldanzosi governanti che verranno cosa sapranno fare. Saluti.
C’è un errore marchiano di distrazione che spero sarà corretto al più presto dalla redazione: ovviamente il colore del Partito Repubblicano è il rosso, non il blu. Chiedo venia.