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alessandro tantussi

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uno qualunque, ma non un qualunquista

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  • Primo articolo giovedì 09 Settembre 2010
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Ultimi commenti

  • Di alessandro tantussi (---.---.---.57) 5 novembre 2010 09:54
    alessandro tantussi

    Non è che si possa scrivere in due righe, e non è detto che io sia nel giusto altrimenti non mi perderei a confrontarmi apertamente con tanto di nome e cognome. L’unico modo sarebbe quello di leggere i miei post nel loro insieme, ma mi rendo conto che è una barba...
    Intanto ti annoio con qualche considerazione.
    FACCIO UNA MEDIA FRA PRO E CONTRO, questo è il concetto, e spero che venga fuori, nel centro destra moderato, una figura presentabile come quelle di Einaudi, De Nicola, Martino, ma anche molto meno a destra come Ugo la Malfa o Spadolini e mille altri che purtroppo non vedo nel panorama attuale.
     Ma non posso affidarmi a persone ipocrite come Franceschini o Bindi, nè ad un Bersani, che stimo e ritengo abbia mostrato alcuni segni positivi, ma ritengo essere incapace di affermare il suo vero pensiero contro la dominante "populista" (come vedi ho cercato un quasi-sinonimo dell’anacronistico "comunista") tutt’oggi prigioniero di delle parti più conservatrici della politica di sinistra.
    Anche Veltroni ci aveva provato, ma lo avete fatto fuori e ora vi affidate ai VENDOLA (dichiaratamente comunista) o ai MONTEZEMOLO (aristocratico) o ai FINI (e qui preferisco omettere l’aggettivo). PERMETTERAI CHE TI DICA CHE NON SI CAPISCE Più NIENTE e che la sinistra veleggi senza bussola.
    Sono un liberale e credo profondamente nel fatto che l’intervento dello Stato, per quanto indispensabile nelle linee guida, debba essere limitato al massimo.
    Credo che la politica di sinistra abbia fatto molto male soprattutto alle classi più deboli, che debbono essere le prime a ricevere le attenzioni delle politica, ma la anacronistica la difesa del posto fisso a tutti i costi, la strisciante avversione al concetto di libera impresa, il mancato riconoscimento del merito, la difesa di piccoli inutili privilegi degli operai, la scarsa attenzione all’efficienza poi finiscono per pagarla i dipendenti in termini di bassi salari.
    Una politica immigratoria del tipo “porte aperte a tutti” che ha favorito l’offerta di lavoro a basso prezzo comportando, di fatto, il contenimento del salario medio degli operai italiani che hanno subito la concorrenza degli immigrati ed un aumento del tasso di disoccupazione degli operai italiani, tutto ciò per di più in una fase di crisi economica.
    L a cronica tendenza a risolvere tutto con la spesa pubblica, pensando che si potesse distribuire all’infinito pensioni ed ammortizzatori sociali (che non sono più “ammortizzatori” ma vere e proprie forme di salario di stato in pianta stabile). 
    L’incapacità di capire che la redistribuzione del reddito, concetto che fa parte dei compiti dello stato , ma che deve essere preceduta dalla PRODUZIONE di RICCHEZZA altrimenti si distribuisce solo la povertà.
    Un sistema di tassazione a dir poco criminale e non parlo solo di aliquote ma del fatto che costituisce un oggettivo freno allo sviluppo ed un peso scaricato prevalentemente su lavoro ed impresa che sono le categorie che dovrebbero essere favorite (ti faccio solo 2 esempi: 1) l’IRAP che è una”TASSA sul LAVORO” introdotta dall’esimio prof Vincenzo Visco del quale sono stato studente presso l’università di Pisa quando insegnava scienza delle finanze, 2) impossibilità di detassare gli utili che vengono reinvestiti – e quindi nessuno si mette in tasca- creando ricchezza ed occupazione).
    La difesa di una scuola che occupa 900.000 insegnanti + 100.000 abilitati per supplenze brevi + gli insegnanti di religione + insegnanti delle scuole private TOTALE OLTRE 1 MILIONE d con una media di 1 insegnante ogni 9-10 studenti (almeno il doppio che nel resto d’Europa dove la scuola funziona) e che, oltretutto, “non ce la fanno ad insegnare” e ricorrono abbondantemente alle ore straordinarie (poi, ovviamente essendo troppi sono pagati da fame).
    Le innumerevoli aziende statali, para statali e comunali, le “municipalizzate” che sono riposifici e stipendifici per i trombati della politica, che gestiscono cose che nulla hanno a che vedere con la politica e che potrebbero essere gestite con molta maggiore efficienza dai privati (non mi interessa chi porta via la spazzatura, mi interessa che lo faccia bene, al minor costo e senza elargire stipendi a politici: le municipalizzate lo fanno?).

    L’incapacità di ascoltare e convogliare verso il giusto cammino esigenze evidenti della popolazione quali la sicurezza, la giustizia, la libertà delle comunicazioni ecc ecc.
    Non ultimo il discorso sull’uso della giustizia come strumento di lotta politica, negarlo sarebbe da ipocriti.
    QUESTI SONO SOLO ALCUNI DEI MOTIVI A FAVOREI NON TI TEDIO OLTRE, CE NE SAREBBERO MOTI ALTRI CHE GIUSTIFICANO UNA SCELTA, MODERATA, DI CENTRO DESTRA.
    OVVIAMENTE MOLTI SONO I CONTRO, MA QUELLI LI LASCIO A TE.
    MI DOMANDERAI pensi che a tutto questo possa porre rimedio BERLUSCONI? No, ovvero qualcosa sì almeno in teoria sono d’accordo su molte cose, ma con molti se e molti ma sulla pratica. Penso, però che la sinistra faccia peggio, perfino sul piano della teoria, figuriamoci in pratica. In attesa del meglio bisogna prendere quello che passa il convento.

    Ciao, alessandro

  • Di alessandro tantussi (---.---.---.182) 4 novembre 2010 18:29
    alessandro tantussi

    bellissimo! troppo forte il riferimento a topolino! dico davvero, risposta perfetta. Anche se non condivido tue alcune considerazioni, e sono assai meno critico nei confronti dell’America, la tua conclusione m’ha fatto sbellicare dalle risate. 

  • Di alessandro tantussi (---.---.---.110) 4 novembre 2010 15:07
    alessandro tantussi

    ALLORA NON CI SIAMO CAPITI. i media ed politici:
    1) potevano fare tutta la polemica politica che volevano, e probabilmente dovevano, evitando con cura di pubblicare foto, fare riferimenti espliciti alla persona, metterla in piazza come una vecchia baldracca
    2) potevano, comunque dimostrare rispetto per una minorenne spendendo almeno due parole sul fatto che a 17 anni si può solo essere vittime, anche della propria mancanza di regole e della propria avvennza

  • Di alessandro tantussi (---.---.---.14) 4 novembre 2010 10:02
    alessandro tantussi



    PERDONATEMI LA VOLGARITà A PROFUSIONE, EVIDENTEMENTE E’ NECESSARIO ESSERE PIù ESPLICITI.
     Ovvio che la questione è un’altra, ed è di natura politica. Se "incidentalmente" travolge una persona (gay, puttana, lesbica o ladra che sia) nessuno si preoccupa. Esattamente come nei filmati ibn cui si vede una persona ferita e agonizzante in terra e tutti continuano a tirare per la loro strada, nessuno la soccorre. COSA IMPORTA SE LA PERSONA A TERRA E’ UNA PUTTANA? Il è incredibile ch passi il concetto chissenefrega della ragassa, perchè, per dirlo in maniera volgare così si capisce meglio, TANTO ERA UNA TROIA . Una "gnocca"
    Questo modo di pensare non solo dimentica che si sta parlando di una persona, ma è proprio la causa di questo schifo di mondo e soprattutto di questo schifo di politica, in cui ognuno, scusate ancora il termine volgare, ognuno si fa i CAZZI SUOI alla faccia degli altri. C’è chi sfrutta le puttane per ottenere prestazioni sessuali, e chi le utilizza per ottenere vantaggi politici. ANDIAMO AVANTI COSì, IL MONDO SARà SEMPRE PIù PREDA DI PUTTANE, PUTTANIERI E MAGNACCI.

  • Di alessandro tantussi (---.---.---.171) 3 novembre 2010 23:20
    alessandro tantussi

    non dar retta a chi si riempie la bocca di citazioni "erudite", il tuo articolo è buono, l’America è un grande paese, pieno di contraddizioni sì, ma un grande paese dove la democrazia ancora conta e lo dimostrano prima l’elezione di OBAMA (che contro ogni logica, contro il potere economico, contro il potere bianco ha vinto con i voti, mica con le chiacchiere) e subito dopo la sconfitta di oggi. Non è una contraddizione, ché anzi è una chiara conferma della sovranità del popolo che elegge chi vuole e se vuole lo rimanda a casa. Io credo che Obama comprenderà la lezione, il messaggio del popolo è stato chiaro ed immediato, in questa prima parte del suo mandato ha parrzialmente deluso le enormi speranze dell’ YES, WE CAN. Ma sia il popolo Americano che Obama sanno bene che nulla è perduto. Ma sia il popolo che Obama sanno che non si fanno sconti a nessuno. E questa è democrazia. 

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