io credo che l’eutanasia sia, ove al limite la si condivida, una scelta personalissima che, riferendosi alla "vita, "non può essere codificata secondo i criteri con i quali si regolano i normali interessi legittimi. Se è vero che su nessuna questione in generale si può dimostrare da quale parte sia la parte ragione perché non esiste una "verità" incontrovertibile, ciò è tanto più vero quando si discute di temi così difficili da affrontare. Nessuno può sostenere di essere dalla parte della ragione, si può solo cercare faticosamente di trovare un compromesso. In particolare trovo che sia ingiusto e velleitario pensare che si possa definire per legge un diritto a decidere della vita altrui: molto più semplicemente definirei l’ambito entro il quale questa decisione possa essere presa, ovviamente nell’interesse di chi vuole lasciare la vita, senza che ciò possa avere conseguenze penali o civili per chi la prende. La decisione deve essere lasciata alla coscienza di chi la prende. Cercherò di spiegarmi meglio: Peppino Englaro certamente sa in cuor suo se ciò che ha fatto è giusto o meno, ma non può pretendere che una legge dello stato sancisca che la sua scelta fu quella giusta, e che in condizioni simili possa essere ammessa una decisione simile. Può solo pretendere il rispetto per una decisione che si spera sia stata quella giusta, che ci auguriamo sia stata ponderata e sofferta, che dovrebbe rimanere, entro i ristretti limiti in cui tale decisione può essere presa, nell’ambito della sfera personale del giudizio senza conseguenze sul piano civile o penale. Questo è stato secondo me il suo errore, pretendere che lo stato ne riconoscesse la validità. Se mia figlia fosse stata nelle condizioni della sua probabilmente avrei preso personalemnte la stessa decisione e mi sarei occupato personalmente di porre fine alle sofferenze di mia figlia, senza chieder nessun imprimatur da parte dello stato, e senza che lo stato potesse mettere in discussione la mia scelta. Su cose del genere lo stato non può mettere la formula "visto si proceda" come se si trattasse di una pratica edilizia. E nom mi dite che è un compromesso "PILATESCO", è esattamente il contrario: su queste questioni non può decidere "il popolo", nemmeno con una maggioranza qualificata.
resta da definire chi sia che debba fare la "rivoluzione mentale"
la difficoltà potrebbe consistere, ad esempio, nel fatto che non ci sia uniformità di giudizio su quali siano <<le stesse persone da smettere di votare>> nè su quali siano i <<politici che inizierebbero a sentirsi delle vere deiezioni e la smetterebbero di ripresentarsi...>>
ovvio che non mi rivolgo a nessuno in particolare ma a scanso equivoci credo che resterò tra quei pochi che continueranno a votare, quantomeno non rischierò di essere sommerso dallo sterco scelto da altri.
Io vivo in Toscana, dove vige dal 2004 una legge simile dal sito ufficiale della regione Toscana:
L’UNITA’ sabato 01 maggio 2004 Elezione diretta del presidente, abolite le preferenze, più donne candidate e premio di maggioranza. La Toscana ha la sua nuova legge elettorale.......... Questa è la novità più rilevante, insieme all’aumento a 65 dei consiglieri. O forse quella che ha suscitato più l’attenzione dell’opinione pubblica. Nel 2005 ci sarà una scheda con scritto il nome del candidato a presidente e il suo simbolo. Viene cioè confermata l’elezione diretta del presidente. Al suo fianco, a destra, avrà i simboli dei partiti che lo appoggiano. Non ci sarà più da scrivere alcun cognome. Chi vota quel partito voterà anche per i candidati scelti da quel partito. I candidati così verranno eletti secondo l’ordine in cui sono stati collocati nella lista provinciale. ............ Il sistema elettorale è proporzionale con premio di maggioranza. Il candidato che prende un voto in più degli avversari avrà cioè la maggioranza dei consiglieri. Ma rispetto all’elezioni del 2000 il prossimo anno questo premio sarà a grandezza variabile. Dipenderà da quanto voti prenderà la coalizione vincente: sotto il 45% avrà il 55% dei consiglieri (36), se va sopra il 45% dei voti avrà il 60% degli eletti (39). E una misura che spingerà i partiti a costruire alleanze più ampiepossibili (l’Ulivo così ha un motivo in più per provare un’intesa con Rifondazione).
il 5 agosto 2009 tale sistema elettorale è stato confermato con la riduzione a 55 del numero dei consiglieri, sacrificando di fatto i partiti più piccoli e rafforzando quindi il premio di maggioranza
CREDO SIA SUPERFLUO RICORDARE QUALE SIA IL PARTITO CHE GOVERNA LA TOSCANA, PARTITO CHE, A LIVELLO STATALE, VORREBBE MODIFICARE LA LEGGE ELETTORALE CHE HA INVENTATO
dunque io in Toscana dovrei essere fra quelli che fanno la rivoluzione?