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alessandro tantussi

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uno qualunque, ma non un qualunquista

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  • Primo articolo giovedì 09 Settembre 2010
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Ultimi commenti

  • Di alessandro tantussi (---.---.---.244) 10 novembre 2010 08:11
    alessandro tantussi

    La teoria del moltiplicatore della spesa pubblica (Keines) si è dimostrata fallace in determinate situazioni ed efficace in altre. Gli studiosi dibattono ancora sul NEW DEAL e se abbia avuto nella ripresa economica dopo la "grande depressione" dl ’29. I governanti degli gli stati soialisti si illusero di metter tutto a posto pianificando l’economia per filo e per segno con interventi centrali e pianificazioni decennali, fecero più danni della grandine. Non sappiamo se le politiche più rigorose (monetaristi e Milton) siano più efficaci, tengono in linea i bilanci ma forse non stimolano lo sviluppo. Sembra comunque accertato che una eccessiva tassazione deprime l’economia perché trasferisce risorse da un settore potenzialmente produttivo (mercato) ad un settore potenzialmente inefficinte (stato). Continuo ad essere del parere che pensare di "controllare" il ciclo con la politica economico-finanziara sia un errore. La politica deve limitare più possibile gli intervnti distorsivi. Ovviamente lo stato deve avere come scopo la rimozione dei vincoli che impediscono l’uguaglianza tra i cittadini e favoriscono un miglioramento della qualità della vita di tutti, in particolare, ovviamente, di quelli più bisognosi senza per altro cadere nell’assistenzialismo e favorendo il merito, in modo da ridurre le differenze sociali. Per il resto credo che meno lo stato interviene e meno danni produce. Non solo:sono convinto che quando produce danni questi vengono sopportati proprio dalle classi più deboli, anche quando le politiche messe in atto parevano essere finalizzate alla difesa dei più deboli. 
    SICURAMENTE SBAGLIERò MA A SCANSO EQUIVOCI RIPETO E SOTTOLINEO CHE PENSO DI DIRLO NELL’INTERESSE DI CHI NE HA PIù BISOGNO. 

  • Di alessandro tantussi (---.---.---.121) 10 novembre 2010 04:16
    alessandro tantussi

    Appunto! Ciò significherebbe semplicemente che il parlamento non riesce ad esprimere una maggioranza diversa dall’indirizzo di governo ed un numero di voti sufficiente ad approvare una nuova legge elettorale. 
    Il che, tra le altre cose non è neppure scontato visti i passaggi di schieramento che stanno avvenendo.
    Tieni conto anche che per gli eletti non esiste vincolo di mandato.
    Piaccia o meno queste sono le regole democratiche, sempre che si riconosca che il parlamento sia espressione della volontà popolare.

    Quando si voterà di nuovo, anticipatamente o a seguito di scadenza naturale della legislatura, sarà sufficiente che il popolo esprima una maggiranza di voti diversa e quindi una diversa composizione del parlamento, cosa che può avvenire anche con questa legge elettorale, eseattamente come avvenne con il parlamento precedente eletto con le stesse regole (parlamento che poteva modificare la legge elettorale qualora avesse ritenuto di doverlo fare).

    Per quanto definita "porcata" la legge elettorale, che anch’io ritengo dovrebbe essere modificata in alcune parti, è stata approvata da un parlamento, confermata da quello successivo ed ha passato il vaglio dei controlli di costituzionalità previsti dalla nostra carta.

    Il fatto è che l’effetto "porcata" della legge che consente la "nomina" degli eletti fu condivisa dai maggiori partiti, di destra e di sinistra. E forse continua ad essere condiviso, salvo ripensamenti dovuti esclusivamente alla tattica politica. 

  • Di alessandro tantussi (---.---.---.182) 8 novembre 2010 12:51
    alessandro tantussi

    Se possibile ti chiederei di spiegarti meglio perché io non ho capito quale sia la tua tesi o proposta. 

  • Di alessandro tantussi (---.---.---.252) 6 novembre 2010 20:29
    alessandro tantussi

    CARO MAURIZIO, amichevolmente ribatto e con questa chiudo. 
    Sommessamente ti faccio notare che nella tua risposta c’è un "refolo" di pregiudizio illiberale. 
    Confermo che le regole della società civile devono mettere al primo posto l’interesse di tutti i cittadini. Dico di più: uno dei compiti fondamentali della società è quello di porre condizioni tali che consentano il superamento delle diseguaglianze (poi i cittadini ci debbono anche mettere del loro, altrimenti diventa assistenzialismo).
    Uno degli strumenti che la società ha a disposizione è l’esercizio dell’impresa. Cominciamo ad intendere l’impresa come uno strumento del quale la comunità si avvale, secondo le regole che si è data, nell’interesse dei cittadini. Uno strumento che ha senso in quanto produce beni, servizi, occupazione e ricchezza che migliorano la vita dei cittadini. Se ciò è vero allora il profitto non è una bestemmia, è semplicemente il corrispettivo di un servizio, che bisognerbbe cominciare a valutare un po’ meno negativamente.
    Rubare rubano gli uomini, o meglio i ladri e non mi pare che possano essere ritenuti esenti i politici, nemmeno quelli che gestiscono le aziende pubbliche... 
    Se si pensasse che gli imprenditori rubano si dovrebbe concludere che i migliori sistemi politici sono quelli nei quali la proprietà dei beni di produzione è pubblica (i sistemi comunisti).
    Siccome io credo che sia vero il contrario tendo ad essere un liberale.
    Comunque ti abbraccio perché ne abbiamo parlato con rispetto reciproco.
    Ciao, alessandro. 

  • Di alessandro tantussi (---.---.---.149) 6 novembre 2010 12:13
    alessandro tantussi

    P.S. l’acqua è acqua e la proprietà dell’acqua deve restare pubblica, così come le strutture che la conducono (dalle mie parti, in toscana, sono state cedute ad acque spa, un’azienda di diritto privato ma a prevalente partecipazione pubblica mettendo insieme i vizi del privato e quelli del pubblico, così per la gestione dei rifiuti, dei trasporti, ecc ecc). L’acqua deve essere pulita, disponibile in quantità sufficienti ed al miglior costo possibile. Per chi non ce la fa a pagare la bolletta deve provvedere i comune o lo stato, integrando il prezzo praticato da chi esercita il servizio che deve essere esso stesso il più basso possibile). Non confondiamo la natura "pubblica" di una funzione con la natura "privata" di chi eventualmente la esercita e lo deve fare nel modo migliore e basta. Se l’acqua viene gestita in modo inefficiente da un "carrozzone pubblico" chi apre il rubinetto e vede arrivare acqua sporca, o in quantità insufficiente o la deve pagare un prezzo eccessivo non è che sia più felice solo perché è stata distribuita da un’ente pubblico. 

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