Il programma non l’ho visto nemmenoio. Va a finire che non l’ha visto nessuno. Facciamo che ne parli la Sciarelli a chi l’ha visto. E chi s’è visto s’è visto.
Mettiamoci d’accordo su una cosa: io sono d’accordo sulla modifica della legge, ma non si può fare che seguendo le regole della democrazia. Se cambiate il governo senza cambiare il rapporto di forze in parlamento la legge non si fa. Comunque ripeto che se in questo parlamento tutti quelli che dicono che dicono di voler cambiare la legge si mettessero d’accordo, potrebbero farlo. Se il parlamento non ce la fa a modificarla o si cambia il parlamento con i voti o si fa la rivoluzione. Scegliete voi.
LASCIAMO DA PARTE LE POLEMICHE e pensiamo a chi soffre. Comunque sia: la cultura è importante ma le persone debbono venire prima di tutto.
E’ vero che negli ultimi tempi la crescita della popolazione e degli insediamenti umani, l’incuria e la cattiva gestione hanno accresciuto notevolmente il rischio, ma è anche vero che gli sbagli commessi nella gestione del territorio non sono una novità, si perdono nella notte dei tempi. Nel novembre del 1966 io avevo sotto casa 2,5 metri di acqua dell’Arno. Sono state fatte molte cose, anche in Toscana, ma quando piove il rischio c’è sempre ed ancora oggi non si sono messi d’accordo fino in fondo su cosa fare nel bacino dell’Arno. Oggettivamente non è una cosa facile.
Nel 1600/1700 il cioccolato era raccolto da schiavi e riservato solo ai Re. Cent’anni fa il caviale era un cibo da re. Oggi il cioccolato, ma anche il caviale, sono alimenti di consumo abbastanza comune. Probabilmente oggi chi raccoglie il cioccolato è vittima di sfruttamento. Se il cioccolato coninuerà ad essere un alimento richiesto credo che la soluzione sarà un’altra, infatti se è possibile che quelli dell’industria del cioccolato sino degli sfuttatori, ho qualche dubbio sul fatto che possano essere cretini. Se dovessero decidere di non raccogliere il cioccolato significherebbe semplicemente che non gli conviene e che dovrebbero rinunciare ai "lauti guadagni". Quelli dell’industria del cioccolato, se non sono mascochisti e se vorranno continuare a guadagnare (magari un po’ di meno), si risolveranno a pagare di più chi lo raccoglie. E magari i consumatori di cioccolato dovranno accettare un aumento di prezzo, tale da remunerare in maniera dignitosa chi lo raccoglie.
Ebbene? Non fu contestata quando legittimò la nascita del governo Prodi, né è stata contestata la legge elettorale della Toscana che sostanzialmente è paragonabile al "porcellum". Comunque sia la strada maestra è rinnovare il voto, anche con questa legge elettorale vincerà la coalizione di centrosinistra, se prenderà più voti. Se con il voto la coalizione di centrosinistra otterrà la maggioranza in parlamento potrà modificare la legge. Comunque sia anche oggi il parlamento può modificarla, se si accordano tutti i partiti che sostengono che la legge deve essere cambiata cioè Pd, UDC, FLI e gli altri partiti che non si riconoscono nel governo.