Dottore in filosofia e dottore in scienze della formazione, ho conseguito diversi master e corsi di specializzazione in comunicazione, formazione, selezione del personale e project management. Affascinata dal mondo del web marketing e dello storytelling management. Da anni impegnata nella gestione di Risorse Umane, in area didattica e nel problem solving aziendale. Mi piace dire qualcosa parlando di altro, mi piace parlare dell'uomo...
Giá...E questa la chiamano "civiltá"!!
Io trovo cosi aberrante che si parli ancora della necessitá di riconoscere la differenza di genere, anziché preoccuparsi di riconoscere la differenza tra persone. Uomini e donne: siamo figli della natura, cittadini del mondo. Dovremmo davvero partire da qui.
Corretto chiedere una indagine accurata, con tanto di numeri e statistiche, ma questo deve essere il primo moto di risposta che lo stato deve offrire -attivandosi immediatamente- alla lettera in questione di pubblico dominio...
Il problema rilevato é reale, e gravissimo, ed é sotto gli occhi di tutti. La classe docente non é adeguata ad una societá che cambia con tanta velocità, e le strutture rese disponibili lo sono ancor meno. Per dirne una sola: é forse accettabile che in un mondo in cui i ragazzini smanettano con gli smartphone (ossia calcolatori, computer portatili) ogni minuto sin da un’etá giovanissima, i loro docenti non sanno nemmeno utilizzare un pc? Docenti che si ribellano all’obbligo di utilizzare il registro elettronico a scuola perché troppo complicato???!???
Ma come possono insegnare ad altri se non ne condividono un linguaggio comune, se ne ignorano gli strumenti con i quali loro si esprimono? Siamo nella era della interattività, in cui si comunica usando formati diversi al contempo: la rete é tra noi, con noi, per noi e sopra di noi. Se non sappiamo usarla, come possiamo insegnare? Il problema non é certo solo quello della incapacità ad utilizzare la lingua italiana ma quello della incapacità ad esprimersi tot court. E di questo, concordo, l’istituzione scolastica - che a questo dovrebbe dedicarsi - é drammaticamente responsabile. Poi possiamo parlare delle differenze tra nord e sud, delle problematiche sociali.. Possiamo fare statistiche e dare numeri.. Il dato resta: l’Italia sta diventando un paese di persone ignoranti,purtroppo.ringraziamo la lungimiranza e la capacitá manageriale di chi ci sta governando da oltre vent’anni. Un altro dato di fatto: a distruggere ci vuol molto meno tempo che a costruire!
La storia si srotola sulla lavagna della nostra memoria e ci riflette per come siamo: umani e limitati. Intelligenti e ottusi. Pietosi e crudeli.
Nel tempo abbiamo fatto progressi e tante repressioni: siamo onde che battono in direzioni diverse al contempo in quest’oceano di vita.
Una persona mi ha corretta stizzita, quando ho detto che il periodo nazista é stata una follia, una parentesi assurda. Aveva ragione: il nazismo appartiene alla storia, e ció che é accaduto in quel tempo appartiene a noi tutti. É ancora qui, tra noi, in noi. Il nazismo tedesco non é poi l’unica espressione di quegli aspetti brutali e incomprensibili di cui tanto parliamo: ce n’è stato nei Balcani, in medio oriente, in Africa... Genocidi e stermini dei quali spesso nemmeno si parla.
Trovare una soluzione? Una svolta?
Per dirla con kant: bisognerebbe che l’uomo uscisse dalla condizione di minoritá...
Il circolo vizioso richiede un pó di virtú... Quale filtro consente di verificare l’esattezza del filtro?
Alcuni fanno ricorso alla macchina della verità meccanica, altri a quella onirica: saper leggere il messaggio delle immagini é di grande aiuto , in via preventiva come anche orientativa...
Il simpatico articolo espone una serissima questione, ed io, seriamente, suggerisco altrettante serissime letture:
Ora, vero che il concetto filosofico originario del comunismo è un pò tosto e poco attuabile - tanto che lo stesso Marx, introducendo Il Capitale, parlò di una idea cui tendere, ma che difficilmente sarebbe potuta divenire accadimento- ma questi ragazzi sanno di cosa parlano quando si definiscono comunisti?
Mi sembra di essere tornata ai tempi dell’università, quando vedevo girare in facoltà ragazzi esaltati, che esponevano il simbolo di falce e martello ripetendo slogan consumati… andiamo a sentire cosa ne pensa chi il comunismo lo ha davvero vissuto…