Dottore in filosofia e dottore in scienze della formazione, ho conseguito diversi master e corsi di specializzazione in comunicazione, formazione, selezione del personale e project management. Affascinata dal mondo del web marketing e dello storytelling management. Da anni impegnata nella gestione di Risorse Umane, in area didattica e nel problem solving aziendale. Mi piace dire qualcosa parlando di altro, mi piace parlare dell'uomo...
La Slovenia non è nuova a queste chiusure. Leggevo recentemente alcune pagine del testo di H. Arendt su " La banalità del male", un testo in cui emergono - documentate - le tendenze politiche e sociali dei paesi coinvolti nel periodo della grande tragedia nazista. Pare che la zona slava fosse talmente repulsiva nei confronti degli ebrei, e talmente crudele nelle azioni che mise in atto nei loro confronti, tanto che lo stesso furer si preoccupò di non apparire abbastanza "autorevole" al confronto.
Vico parlava di corsi e ricorsi storici; io credo che alle situazioni che accadono gli uomini si trovano a rispondere, spesso, in modo tutt’altro che creativo: è come se le difficoltà ci paralizzassero e l’istinto di sopravvivenza ci spingesse alle soluzioni che i nostri predecessori hanno messo in atto prima di noi. In linguaggio psicologico si parla di pulsioni metastoriche dell’umanità: modalità culturali che si ipostatizzano e si impongono acriticamente in certi momenti critici. Finiamo quindi per ripeterci, se non facciamo attenzione, anzichè reinventarci. Ma le modalita di default possono essere riorganizzate… se solo ci fosse la voglia di dialogare..
D’accordissimo con la necessità di un contegno… Ma come si fa? Si, perchè chi può imporlo, non ha alcun interesse a farlo. Un discorso che looppa se stesso, purtroppo. Un pò come il discorso fatto e strafatto sulla necessità di ridurre lo stipendio ai parlamenari.. Lo hanno detto anche loro, a gran voce, a più riprese...Ma poi se lo sono aumentato…
la libertà di poter accedere a tanti strumenti e a tante informazioni è respiro di vita. Sta a noi poi utilizzarli nel modo più opportuno, o anche per contribuire alla diffusione di un loro uso migliore. Non ha senso condannare gli strumenti: questo avveniva nel medioevo, quando un manipolo di "sapienti" orientava le coscienze in modo "divino"...