Dottore in filosofia e dottore in scienze della formazione, ho conseguito diversi master e corsi di specializzazione in comunicazione, formazione, selezione del personale e project management. Affascinata dal mondo del web marketing e dello storytelling management. Da anni impegnata nella gestione di Risorse Umane, in area didattica e nel problem solving aziendale. Mi piace dire qualcosa parlando di altro, mi piace parlare dell'uomo...
Io invece sono laureata , e il mio - anzi i miei due titoli accademici- me li sono davvero sudati, nella radicale convinzione che la formazione fa la differenza. Convinzione ancora accesissima in me.
Ma come lei, inizio a propendere anch’io per l’abolizione del valore legale del titolo... Eh si, per un motivo davvero deprimente: le università si comportano ormai come supermercati: cercano di gratificare il cliente in cambio della sua fedelta’ - opss, volevo scrivere " retta annuale"...
Le regole del mercato non prevedono persone, ma clienti. Il mondo della scuola non può sottrarsi a questa logica, e non lo fa. E, francamente, non riesco a cogliere l’utilità di Atenei che producono ormai tanti ignoranti titolati.
Il processo di demolizione del nostro invidiatissimo nonché rispettatissimo sistema formativo è durato anni, oltre un decennio, a suon di "riforme" improvvisate e malformulate. Gradino dopo Gradino siamo arrivati forse a toccare il fondo. E a perdere quell’autorevolezza che solo la conoscenza può infondere
@Fabio Della Pergola
Infatti, io non conterei troppo nel capitolare di Grillo: nella sua prospettiva- e non solo la sua - annichilirebbe quanto realizzato fino ad ora.
Speriamo, come tu saggiamente scrivi, che altri comprendano e sappiano mettere insieme una soluzione intelligente, soluzione che siano poi in grado di portare avanti con altrettanta lungimirante intelligenza. Quella che ad oggi abbiamo solo potuto invocare...
@Marina Serafini
Ok, mi sa tanto che il concetto di prateria elettorale l’avevo frainteso...e me ne scuso.
Rimane il nodo terribile perché difficilmente Grillo accetterà quella che potrebbe definire come una "omologazione". Ah, se le idee non finissero sempre per incancrenirsi in poco utili ideologie...
:)
Vero, verissimo. Ma non può essere sufficiente indignarsi, anche se è il primo passo necessario in uno scenario siffatto. Servono anche opzioni di scelta. Ad oggi sembra che la scena politica si presenti come un monolito piuttosto omogeneo, ove sfumature diverse si integrano tra loro nella risultanza di un orizzonte unico, confuso e che confonde.
Chi ha urlato "fuori dal coro" sembra aver peccato di ingenuità, ed è caduto nello stesso fango che ha promesso di diradare...
Gli eventi che gravitano intorno alla Raggi si abbatteranno inevitabilmente sul movimento pentastellato, e si, aumenterà l’insoddisfazione, e con essa si rafforzerà la convinzione di chi già pensa che tanto "tutto è inutile, sono tutti uguali". Questo non sarà certo di aiuto al paese, ma favorirà certamente la stragrande libertà di azione - discutibile negli effetti che produce-di chi dalla parte opposta ha intonato l’ipnotico canto delle sirene fino a ieri.
Se dovessere vincere la delusione non saremmo da punto a capo, ma molto molto peggio: andremo a meno uno. Se finira’ col prevalere la rabbia - cosa che davvero dovremmo tutti augurarci- dovremo preoccuparci di chi e come la incanalera’. Le secessioni aventiniane lasciano spazio di azione a chi, più furbo, rimane; le rivoluzioni hanno bisogno di leader illuminati.