Quando i referendum - che sono espressione di democrazia diretta - vincono, si può pensare che il popolo abbia avuto modo di parlare direttamente (come sul divorzio, l’aborto, l’acqua bene comune etc.) CHIUNQUE li proponga. E che i Radicali siano sempre stati in prima fila nell’uso di questo strumento (a volte anche con proposte sbagliate) è indiscutibile.
Quando i referendum (chiunque li abbia proposti) non passano - come è successo in questa occasione - io penso, e lo scrivo - che ci si trovi davanti ad una sconfitta della democrazia.
Poi ci sono i furbacchioni che ragionano in termini di tornaconto politico... chi ha detto cosa, chi si è ha preso il caffè con chi e così via. Mente corta per ragionamenti corti, come l’amico GPH qui sopra.
Oggi - guardacaso - sono in tanti dal direttore dell’Unità (titolo del suo fondo "abolire la Bossi-Fini") a una miriade di blog - a invocare l’abolizione di quella legge che i radicali avevano proposto di sottoporre a referendum abrogativo.
In conclusione: gli stessi furbacchioni della politica un tanto al chilo che fino a ieri facevano spallucce alla proposta referendaria, o la schifavano o magari invitavano anche a boicottarla, oggi sono lì ad alzare altissima la loro voce sdegnata. Ma fino a ieri, cari amici, non avete mosso un dito che sia uno, né fatto alcunché, né detta mezza parola per portare alla abolizione di quelle leggi ! Mentre i radicali lo hanno fatto; hanno fatto quello che potevano. Quindi siete complici di chi queste leggi le ha proposte e volete passare per i veri oppositori. Almeno, cari furbacchioni, abbiate l’onestà di starvene zitti.
“Bene, siamo arrivati alla conclusione che Fagioli con
questo caso non c’entra niente. Perché lo ha tirato in ballo allora?”
No, non siamo "arrivati" a questa conclusione. Siamo "partiti"
da questo. Cioè dal fatto che Fagioli parlava di un caso simile in una
trasmissione del 2006. Lo scrivo nell’articolo e non è così difficile da
capire, è in bell’italiano chiaro e comprensibile.
L’ho tirato in ballo perché le considerazioni fatte in quella
trasmissione si riferivano alla teorizzazione della necessità di agire sulla
psiche anziché sul corpo per risolvere la scissione ("il problema da affrontare in questi casi è la scissione (...) tra realtà mentale e realtà fisica...).
Quindi dal particolare dello specifico
caso clinico ad una teorizzazione generale. Ma non l’ho già detto questo ?
Nella fattispecie del caso Nancy - invece - si parte da un
caso di cronaca accaduto all’estero; forse le sembrerà strano ma i giornalisti fanno questo. Il che rende il mestiere del giornalista un po’ diverso da quello del medico (strano dover far notare cose così banali).
E il
caso di cronaca - se ha letto l’articolo a cui rimanda il link - parlava di
trattamento persecutorio nella prima infanzia, omosessualità probabilmente non
agita, sofferenza psichica, scelta di intervento chirurgico, sofferenza
psichica causa del suicidio assistito. Qui va il Punto.
Questi i fatti riportati dalle notizie di stampa. A questo
punto le mie riflessioni che “tirano in ballo” lo psichiatra Fagioli e le sue
parole. Non è più che legittimo farlo essendo un caso (personale, con tutte le
implicazioni che ciò comporta) che presenta contenuti culturali generali, attinenti
alla pratica medica di optare per l’intervento chirurgico, conseguente al fatto
che certa scuola psicanalitica ritiene che la “cura della mente” possa essere
solo adattamento alla realtà patologica attuale e non trasformazione della stessa ?
Quindi tirare in ballo
“l’opportunità di modificare la psiche e non il corpo di chi soffre di disforia
di genere” è conseguente, mi pare, alle frasi di Fagioli (non riferite al caso
Nancy, ripeto per gli ipovedenti, ma al caso trattato nella trasmissione).
Parole di uno psichiatra di notevole storia ed esperienza. Lo vuole contestare
? Faccia pure. Inoltri una contestazione alla redazione della sua rivista trimestrale "Il sogno della farfalla" pubblicata ininterrottamente da 22 anni. La trova qui http://www.ilsognodellafarfalla.it/
Ritiene che io abbia sbagliato nel
fare una connessione tra quella trasmissione e il caso odierno ? Può darsi, ma
a me proprio non pare.
Le cause della morte di Nancy ? Le
“sofferenze psicologiche insopportabili”, parole del suo medico. Indipendenti
dalle scelte chirurgiche fatte ? Io non lo credo.
Forse non ci si capisce o, più probabilmente, lei fa finta di non capire.
Non ho né detto né scritto che Fagioli si sia interessato al caso Nancy; ha qualche disturbo della vista? Io - che non sono medico ma che qui tratto giornalisticamente quel caso di cronaca con le mie riflessioni (e anche questo è scritto piuttosto chiaramente nell’incipit) - ho ritenuto che il caso Nancy, essendo un caso di cambiamento chirurgico di sesso, presentasse delle evidenti assonanze con un altro caso, quello della donna presente alla trasmissione di sette anni fa citata, che dibatté con Fagioli su come affrontare la scissione mente/corpo manifestamente presente in questi casi.
Quindi "aria fritta" è la sua pretesa che non ci si possa riferire alle parole dette in quella occasione dallo psichiatra, aggiungendo delle riflessioni personali sul caso in questione. Che poi vanno anche oltre il caso in questione.
Lei ha tutte le possibilità - se si fa passare questa voglietta di polemica sterile - di informarsi sulla teoria e sulla prassi di questa scuola psicoterapeutica (sempreché non ne sia già ampiamente informato e che questo sia il vero motivo della polemica).
In ogni caso, Fagioli sostiene fin dalla prima pubblicazione del 1971 di Istinto di morte e conoscenza - che lei certamente conoscerà - che per una cura della psiche è tassativo ritrovare l’io della nascita, quello che nell’articolo ho descritto come necessità teorica di "ritenereesistente una "fusione" originaria", perduto in successivi rapporti patologici. Quindi che è necessario - indispensabile per una effettiva cura psichiatrica - intervenire per modificare lo stato psichico dell’attualità ammalatasi di una qualche patologia.
Evidentemente lei è di altra scuola. Che ritiene legittimo ricorrere al bisturi per risolvere casi di scissione psicotica. E vabbé.
"Se le leggi e la pratica medica prevedono il cambio di sesso ci sarà un motivo?": questo significa che ciò che oggi è ritenuto valido e dimostrato non può essere soggetto a critica ? Sta scherzando, vero ?
<<Fagioli ha parlato con Nancy/Nathan?>> questa domanda è semplicemente risibile. Potrei chiedere a lei la stessa cosa. Di Fagioli ho riportato la trascrizione delle sue parole in un caso di cambiamento chirurgico di sesso.
<<quali le evidenze scientifiche a favore della sua tesi, ammesso che sia sua tesi?>> Fagioli ha scritto 15 libri. Se è interessato li può leggere.
Quali le evidenze scientifiche all’idea che le terapie psicologiche debbano mirare "all’accettazione serena
da parte del paziente della propria individualità, non la modifica
della stessa" ?
Finalmente siamo d’accordo sig. Emanuele ! I discorsi del Papa, cui i media danno enorme spazio, sono questioni sostanzialmente futili. Buona giornata anche a lei.