Intanto oggi su La Stampa una autodifesa di Odifreddi qui http://www.lastampa.it/2013/10/20/c... dove cita la frase incriminata del suo blog «non avendo mai fatto ricerche al proposito, e non essendo comunque uno
storico, non posso far altro che uniformarmi all’opinione comune, pur
essendo cosciente del fatto che di opinione si tratti» dove ha curiosamente omesso di completare la frase che nel blog finiva così "...e che le cose possano stare molto diversamente da come mi è stato insegnato". Furbacchione. Ha soprasseduto sull’ambiguità di un’espressione che apriva, senza ombra di dubbio, alle tesi negazioniste, salvo poi rivendicare anche a sé le morti ebraiche come morti dell’umanità tutta.
"Apologia del negazionismo" è una locuzione che significa molto,
invece. Significa esaltare la deliberata cancellazione di dati concreti
ritenendoli dati di fantasia.
Il negazionismo è questa "deliberata cancellazione" di dati certi e
provati sulla base di testimonianze e documentazione ampia e condivisa da centinaia e forse migliaia di storici ed è altra cosa
dal revisionismo che, partendo da una definizione condivisa del
quadro storico, ne affronta singole parti per completarne la
comprensione d’insieme anche rivedendone, alla luce di fatti nuovi o
diversamente interpretati, alcuni elementi. Dire che i morti ebrei
furono sei milioni o tre milioni o venti milioni come affermano alcune
recentissime ricerche, è indipensabile per mettere a punto la verità
storica nei dettagli, ma non mette in discussione il complessivo quadro
sterminatorio nazista, come fa invece un negazionista (le camere a gas non servivano per uccidere, ma solo per disinfettare).
Il resto di questi commenti sono le solite fanfaluche di chi crede di essere l’unico a conoscere Rassinier (non Rassiner) e Garaudy o Irving e Faurisson eccetera e si permette di definire gli altri "idioti e pericolosi" e "balocchi" o allocchi (non alocchi).
Si potrebbe chiedere se il commentatore conosce.... e tirare giù un elenco di qualche centinaia di nomi, con Hilberg e Poliakov in testa naturalmente, ma anche un’infinità di altri, oltre ai già citati Pisanty, Vercelli e Picciotto; o ancora Levi e le mille testimonianze dei reclusi nei campi; ma sarebbe probabilmente inutile. Uno che ha il problema dei "debunker" non ha assimilato granché della ricerca storica.
Speriamo che non perda tempo a leggermi, perché non troverà mai nessuna comprensione né curiosità né simpatia per gli argomenti che lui ritiene interessanti per sé. Quindi inutile stare a discutere.
E ancora oggi, finalmente cambio della guardia sulla poltrona di direttore dell’Unità. Qui http://neuroni-in-fuga.comunita.uni... la prima dichiarazione del nuovo direttore Luca Landò.
Uno- quindi sarebbe utile la legge per impedire solo le ricerche storiche non serie. Salvo che spesso le ricerche finiscono in una zona grigia che non si sa cos’è: ogni volta si va in tribunale ?
Due- quindi la legge sarebbe del tutto inutile, come sostengo anch’io.
Tre- se con "pescitudine" intende, come sembra di capire, pensatori "deboli" è probabile che non mancheranno mai (anche se in netto calo di consensi...), ciò non vuol dire che si possono portare in tribunale.
Sempreché abbia capito qualcosa del suo commento; essere criptici può essere narcisisticamente fascinoso, ma alla fine mica ci si capisce...