Appunto... derubricando certi reati - cioè abrogando le leggi che li determinano - non sussisterebbe più il problema dell’esigenza ciclica di "fare spazio" con indulti o amnistie varie. E quindi ci sarebbe la possibilità di affrontare con maggior serietà il problema della pena per quei delinquenti "veri" che la pena la dovrebbero scontare.
mi sembra che la questione - come qualsiasi altra questione che coinvolga la politica di questo paese - sia sempre emergenziale, per il semplice fatto che non esiste più da anni, sembra, una classe politica in grado di pianificare lo sviluppo del paese in tutti i suoi aspetti. La devastazione berlusconiana, culturale prima di tutto, ci ha lasciato, come facilmente prevedibile, un mucchio di macerie. E purtroppo loro stanno ancora lì, a governare. Come stanno ancora lì le loro leggi che riempiono le carceri di gente che, secondo me - ma si apra un dibattito, si apra almeno UN dibattito serio ! - non dovrebbe proprio stare in carcere. Fuori quelli non ci sarebbe né da stare a pianificare nuove carceri né a discutere se l’indulto o l’amnistia riguardano o no Berlusconi (di cui abbiamo i cosiddetti STRAPIENI) per il semplice fatto che l’emergenza non ci sarebbe più.
Pianificare significa anche valutare le leggi esistenti e abrogarle quando è il caso. Quindi non mi pare che si possa tralasciare il problema della derubricazione di quelle leggi, perché è lì che si crea il problema: un terzo dei carcerati per una sola legge che equipara droghe leggere a droghe pesanti contro ogni evidenza scientifica. Poi quello diventa IL problema emergenziale che si fa cronico.
Sui grillini niente da aggiungere: bimbiminchia allo sbaraglio senza neanche il cappottino per l’inverno del loro scontento.
Il grande giornalista se la cava davvero con poco "in Italia abbiamo troppi delinquenti e poche celle". Ma naturalmente non si affronta il problema che abbiamo leggi idiote che definiscono "deliquenti" quelli che lo sono solo nella testa di Bossi, Fini e Giovanardi (oltre che Travaglio).
Non ho mai detto di firmare a casaccio. Personalmente ho firmato su alcune
proposte, ma non su tutte, perché anch’io cerco di usare la testa, visto che ne
ho una e non saprei che farci se non per pensare. Quello che contesto, in fondo - ed è vero che mi ci sono surriscaldato perché la cosa mi ha fatto imbestialire - è il fatto, molto presente anche nei commenti a questo articolo ma non solo, che non si sono
firmati i referendum in quanto “proposti dai radicali”, per l’inaffidabilità dei radicali. Non nel merito delle proposte quindi,
ma per una sorta di dispetto, di ripicca antiradicale, che mi sembra una cosa del tutto priva di
senso, così stupida e infantile da non riuscire a crederci.
Intanto così si è perduta un’occasione di intervenire sulle scelte
politiche, cosa ampiamente preclusa al popolo bue da sempre. In particolare sui quesiti a carattere "civile" che erano i primi sei proposti.
C’è poi un fatto assolutamente rilevante: firmare per i referendum
non significa abrogare la legge, ma fare in modo che la questione diventi di
pubblico dominio e che i politici si debbano esprimere senza infingimenti
portando la questione nel dibattito pubblico. Argomenti difficili ? Sì, certo,
ma argomenti su cui avremmo potuto discutere, argomentare, dibattere,
approfondire e, al limite, cambiare idea. Ma almeno parlare. Oggi invece non si
parla. Non si discute mai se non in quei guazzabugli televisivi che ti fanno venire voglia solo di ricorrere alla ghigliottina. Non si approfondisce mai niente. Ogni partito ritiene di avere il diritto di dire tutto e il contrario di tutto...poi deciderà nelle segrete stanze. E lo stesso fa il M5S che si era presentato come l’alternativa realmente democratica, poi in realtà decidono il gatto e la volpe.
Oggi sull’onda della commozione per il naufragio di Lampedusa, Repubblica
raccoglie le firme. Per abrogare la stessa legge Bossi-Fini che faceva parte del pacchetto radicale.
In prima fila i soliti noti, dai big del PD a Dario Fo e
via discorrendo. Dibattito ? Zero. Utilità ? Zero. Tutto
viene rimandato ancora ai politici che “ci penseranno loro”. Ma come ci sentiremo la coscienza a posto se avremo speso venti secondi a firmare !
“Volete cittadini informati e consapevoli o branchi di pecore che firmano
in massa senza capire neanche di cosa si tratti?” mi chiedi, dandomi del voi. Io vorrei che si dibattesse, ma questo non è possibile, proprio perché i referendum non sono passati, non
per il contrario! Nessuno si esprimerà mai sulle problematiche del ’divorzio breve’ ad esempio. O sull’ottoxmille. O sulla Fini-Giovanardi che ha equiparato le droghe leggere alle droghe pesanti e grazie alla quale un terzo dei carcerati (poi si parla si sovrappopolamento delle carceri) sta dentro per spaccio di spinelli.
C’è un’obiezione giusta in quello che dici: troppi referendum. Si è
volutamente aggregato in un secondo tempo quelli sulla giustizia – su cui peraltro in parte concordo (ma non su tutto) – a quelli di carattere civile. E sicuramente i radicali contavano sull’effetto traino. Non mi è piaciuto,
ma così è andata. Tanto per chiarire, io non sono un iscritto radicale né ho alcuna voce in capitolo nelle scelte del partito radicale; a volte approvo e a volte disapprovo. Ma almeno riconosco che propongono di dibattere, non di infilare qualsiasi cosa sotto al tappeto ché poi ci pensa qualcun’altro.
Ho l’impressione - ma bisognerà vedere che succede - che se avessero voluto davvero salvare Berlusconi avrebbero dovuto affrontare la questione amnistia un annetto fa, senza aspettare la condanna definitiva. Aver aspettato la sentenza di cassazione mi pare invece un apprezzabile attendismo, tanto che B. stesso si è lamentato "Napolitano avrebbe potuto parlare prima"...
Sul problema delle carceri la questione è spinosa. Ma ci sono due leggi - quelle che i Radicali avevano proposto di abrograre tramite referendum, ma non hanno raccolto firme a sufficienza - che riempiono le galere di gente che in galera non dovrebbe starci: il reato di clandestinità è un obbrobrio giuridico e equiparare droghe leggere a droghe pesanti è un’idiozia che sta solo nella testa di Giovanardi (e quasi un terzo dei carcerati è dentro per traffico di spinelli).
Derubricando questi ’reati’ a comportamenti al limite illeciti’, cioè sanzionabili con un’ammenda, si risolverebbe il problema del sovrappopolamento carcerario anche senza ricorrere a amnistie di dubbia finalità.