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Fabio Della Pergola

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Ultimi commenti

  • Di Fabio Della Pergola (---.---.---.27) 29 ottobre 2013 00:04
    Fabio Della Pergola

    Lei - adesso ne ho la certezza - è solo un imbroglione politico. Uno dei tanti.

    Prende un piccolo episodio, insignificante sia dal punto di vista "clinico" che dal punto di vista politico, che riguarda un numero altrettanto insignificante di persone delle quale l’unica cosa che si sa è che sono "ebrei" (perché lo dice lei) che avrebbero malmenato un ragazzo (lo dice lei) di sinistra (lo dice lei) del tutto innocente (lo dice lei). E di questa paccottiglia di cosucce ne vorrebbe fare una questione esemplificativa di quanto gli ebrei (nel senso più ampio del termine) sono violenti (nel senso più sanguinoso del termine) verso gli innocenti (nel senso più universale del termine) di tutto il mondo. "Ragazzi di sinistra" e "palestinesi" in primis.

    Anche ammesso che io convenga con lei che quella ventina di "ebrei" abbia avuto un comportamento squadrista e siano capaci di prendere a botte un povero ragazzo innocente, forse che la cosa dimostra qualcosa a parte che quegli individui andavano denunciati e perseguiti penalmente ? Che quegli individui sono stati violenti ?

    O dobbiamo metterci ad elencare le aggressioni che "ragazzi di sinistra" (ad esempio quella che ho citato più sopra) hanno messo in atto - e a cui ho dedicato anche un articolo http://www.agoravox.it/Il-25-aprile... - per poter poi dedurre che la "sinistra" tutta ha preso una deriva fascista ?

    Lei ragiona così ed è un modo di ragionare spregevole perché accomuna - per finalità ideologiche che lei ha manifestato più e più volte - persone che non hanno mai fatto del male a una mosca (come me tanto per gradire) a persone che hanno preso a sganassoni - forse ingiustamente, ma dove sono le prove che quello non è andato a provocare ? - un tizio per arrivare a definire il "sionismo" né più né meno come un nuovo nazismo.

    Salvo non dire mezza parola sugli attentati, questi sì con morti e feriti, che ho elencato. Che evidentemente a lei non dicono niente. Di cui lei non si interessa minimamente, nonostante il significato politico ben evidente che questi gesti hanno. Tutto questo non esiste. Tutto questo è probabilmente giustificato per lei, in fondo si tratta di ebrei, no ?!

    Mi faccia la cortesia, smetta di scrivere scempiaggini. Lei non ha niente da insegnarmi, nemmeno lontanamente. E io continuerò a scrivere di giustizia e diritti umani perché penso non solo di essere libero di farlo e di poterlo fare, per la mia storia personale umana e politica, ma anche di doverlo fare, proprio perché in giro c’è gente come lei.

    Gente che vuole avere ragione pretendendo che un paio di ceffoni siano più gravi e significativi di bambini fatti a pezzi a suon di bombe o di colpi di mitra. Ripugnante.

  • Di Fabio Della Pergola (---.---.---.27) 26 ottobre 2013 23:16
    Fabio Della Pergola

    Avevo sorvolato su questo commento ritenendolo particolarmente insipido, inconsistente. Ma poi l’ho riletto e devo dire che definire "razzista" una frase come "chi tocca la tale razza non è una persona civile e quindi va punito in modo esemplare" è veramente incomprensibile.
     
    Qualcuno sa spiegare perché mai dovremmo considerare "persona civile" uno che massacra tale (o qualunque altra) razza ? Ma che cz di discorso è ?! e poi, marò quanto se la tira...

  • Di Fabio Della Pergola (---.---.---.27) 26 ottobre 2013 22:56
    Fabio Della Pergola

    Ma che non sono certo “il” mondo ebraico, né "il" sionismo né di ieri né di oggi...

  • Di Fabio Della Pergola (---.---.---.27) 26 ottobre 2013 22:53
    Fabio Della Pergola

    Non sto parlando di stereotipi ma di esperienze personali, ripetute nel tempo più e più volte.

    Il fatto che un ebreo possa sentirsi ‘ebreo’ – e non è il mio caso – è considerato incomprensibile o vittima di una mentalità “razzista” o di una particolare alienazione religiosa. Naturalmente non da tutti, ma le mie esperienze personali sono vaste e lasciano stupefatti per la stupidità con cui si manifesta un sostanziale, anche se inavvertito, retroterra culturale antiebraico (cioè razzista) anche in persone da cui meno te lo aspetteresti. Molto più diffuso di quanto non si immagini (l’Ungheria insegna?).

    Invece se lei – ma è la prima volta che lo fa – usa il termine “sionismo” tra virgolette possiamo cominciare a trovare un punto d’intesa. Anche se lo fa solo per distinguere il sionismo di oggi da quello di un secolo fa, quelli che lei indica con “sionisti” non sono sionisti, anche se magari si definiscono così. Sono molto più banalmente estremisti della destra ultranazionalista e – a volte – ultrareligiosa. Che ci sono nel mondo ebraico tanto quanto in quello non ebraico, di qualunque colore, cultura o fede esso sia. Ma che non sono certo “il” mondo ebraico; casomai una minoranza particolarmente virulenta e astiosa.

    Un tempo non avrebbe creduto possibile che degli ebrei picchiassero un manifestante per il semplice fatto che gli ebrei non hanno mai picchiato un manifestante. Piuttosto – a partire dal 700 avanti cristo – così ripassiamo un po’ di storia – fino al 1948, gli ebrei le hanno solo prese. Sempre e da tutti. Non è vittimismo, è storia. Ma, contrariamente a molti altri, solo dopo millenni, solo dopo le vicende della prima metà del novecento – che in altri commenti vengono negate -  la reazione si è fatta sentire. Sarà giusto, sarà sbagliato, non voglio riaprire un dibattito su questo, non ne ho più molta voglia. Lei ritiene che non avrebbe dovuto succedere; forse come Moni Ovadia ritiene che il vero ebraismo sia quello della diaspora, cioè quello che non si è mai voluto fare Stato. Peccato che sia stato anche quello che è "passato per il camino".

    In ogni caso, anche se siamo – e pure se rimarremo - in profondo disaccordo su tante cose, non vorrei comunque che lei si confondesse con gli altri commentatori qui presenti. Non è roba per lei.

  • Di Fabio Della Pergola (---.---.---.27) 26 ottobre 2013 00:27
    Fabio Della Pergola

    Chissà come mai a nessuno viene in mente che un ebreo possa "sentirsi" ebreo semplicemente perché le sue tradizioni (dal modo di rapportarsi agli altri, alla cucina, alla musica, alla sessualità, a tutto quello che vi pare) e la sua cultura o anche (per chi sia credente) la sua religione sono - banalmente, semplicemente, senza astio o contrapposizioni - diversa da quella di altri popoli all’interno dei quali egli vive, avendone "anche" assimilate alcune caratteristiche pur mantenendo le sue. Ma davvero è così difficile da capire ?

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