Le domande sono complesse e non ho idea di come rispondere. So solo che la tratta Lione-Torino prevede 57 km. di gallerie, di cui 47 in territorio francese e 12 in quello italiano. Se fosse vero che i costi in Italia sono sei volte maggiori che in Francia i 12 km italiani costerebbero quasi il doppio dei 47 km. francesi. Magari ci sono delle ragioni che non conosco che spiegano questi costi, ma bisognerebbe chiederlo all’autore del pezzo di Repubblica da cui ho tratto la notizia.
Nell’articolo avevo scritto: "oppure si affidano i lavori alle stesse ditte francesi che hanno lavorato oltralpe". La mia era platealmente una battuta.
Pare invece che le cose si stiano mettendo proprio in questo modo, vedi un po’!
Repubblica oggi 26 giugno, http://www.repubblica.it/cronaca/20..., scrive: "scavare anche i 12 chilometri di galleria del versante italiano partendo dalla Francia" seguendo quanto già fatto a suo tempo per il raddoppio del Frejus quando la ditta italiana incaricata "ha preferito pagare le società francesi che
scavavano sul loro versante in modo che proseguissero il lavoro fino a
sbucare in Italia".
Resta il fatto che ad oggi il governo francese, a differenza di quello italiano "non ha ancora messo a bilancio i 2,2 miliardi di euro necessari a pagare la quota di Parigi nell’opera".
Ognuno è libero di diffidare di qualsiasi cosa e di chiunque, ovviamente. Ma bisognerebbe anche saper leggere: non ho scritto da nessuna parte che il razzismo sia esclusiva del cristianesimo. Ho scritto che il cristianesimo ha, dietro il paravento dell’universalismo, delle chiarissime basi razzistiche che originano dal contenuto esclusivista della religione cristiana. Da qui la storia sanguinaria dell’occidente cristianizzato che non è mia invenzione, ma cosa ben nota e che è individuabile sia nell’antigiudaismo che in molte altre procedure di "assimilazione", volenti o nolenti, dei diversi (indios, streghe, eretici etc.). Se non si riflette un po’ sulla storia e sui contenuti si resta con questo pateracchio di buonismo inconsistente su cui tutti sbavano come beoti.
La questione culturale è banale: si confonde ad arte l’antropologia (che è discorso sull’uomo) con la teologia (che è discorso su dio). Per cui risulta conseguente che parlare di dio o dell’uomo sarebbe la stessa cosa o, più ancora, che l’uomo è tale solo se in sé trova dio. Naturalmente sono bufale, ma è indispensabile che anche la politica si occupi di fare chiarezza, invece di alimentare la confusione nella mente degli esseri umani.
Su Vendola e/o Civati rimando alle prossime discussioni politiche, ma Vendola - che è un leader politico, non la sora cesira - è esattamente l’emblema dell’ambiguità (e non sto parlando delle preferenze sessuali); fino all’esaltazione pubblica di quello che conosciamo come San Paolo, su cui ci sarebbe molto da ridire.
Sì, è giusta una corretta informazione ed è giusta un’ampia discussione in merito a opere di vasta portata e gravosa per le popolazioni locali.
Ma resta indiscutibile il fatto che lo Stato centrale ha il diritto/dovere di imporre le esigenze generali su quelle locali. Altrimenti non avremmo mai avuto nemmeno l’autostrada del sole e per andare da Roma a Reggio Calabria ci sarebbe voluta una settimana.
Non è del tutto vero: "l Pd ha invece vinto in una zona che storicamente stava a destra e dove la lotta alla Torino-Lione è poco sentita: l’alta Val di Susa con comuni come Bardonecchia e Cesana. Questo risultato non basta a ‘consolare’ Antonio Ferrentino, ex presidente della comunità montana ed ex leader del movimento No Tav passato poi ai Sì Tav" - da http://www.ilfattoquotidiano.it/201...
Altro punto in cui non sono molto d’accordo: "sono davvero curioso di sapere come economie in piena stagnazione incrementeranno i loro scambi materiali nei prossimi vent’anni". Uno Stato ha tutti i diritti di progettare ed eseguire opere infrastrutturali anche in ottica ben più ampia di vent’anni (che conoscendo i nostri polli sarebbe fra l’altro il tempo minimo necessario per finire la tratta).
Resta il fatto che forse la linea esistente potrebbe essere sufficiente e che ora - non in assoluto - io soprassiederei.