Capisco che a lei piaccia solo la musica che si suona e si canta, ma si rassegni: esistono anche musiche diverse. Non perda tempo a rispondere, con lei ho chiuso.
Quindi: uno dice che il progetto sionista era un progetto basato su idee naziste fin dal principio. Naturalmente sta delirando e l’altro gli dice: no, non era un progetto nazista. Ma lo è diventato quando qualcuno ha cominciato a «Teorizzare un diritto eterno degli ebrei su quelle terre è nazismo». Immaginiamo che nessuno al mondo affermino un "diritto eterno" sulla terra su cui ha costruito uno stato, vero ? Non i russi, non i turchi o gli arabi o gli inglesi eccetera.... Hanno un’idea piuttosto vaga di cosa sia il nazismo. «Purtroppo, come spesso succede, in un certo contesto le idee fasciste acquistano forza», dice il secondo. Che, bontà sua, ha derubricato la questione da "nazista" a "fascista". Ancora un passo e sarebbe arrivato alla conclusione banale che al governo di Israele c’è una coalizione di destra, che ci è arrivata tramite libere elezioni. Ma è interessante analizzare il "certo contesto" che si chiama guerra dello Yom Kippur, 1973. Fino a quel momento al governo c’erano sempre stati i laburisti; cioè il sionismo di sinistra (quello che per il primo dei litiganti non è mai esistito perché il sionismo è sempre stato nazismo). E sapete perché la destra è andata al governo: ohibò perché la sinistra si è fatta trovare impreparata all’attacco degli stati arabi che in quella guerra, per l’unica volta, nella loro storia hanno seriamente messo in pericolo l’esistenza di Israele. Strano vero che la destra poi abbia vinto le elezioni ? Si potrebbe fare un nesso: Sharon forza la mano e libera la Striscia di Gaza dalla presenza israeliana, sia militare che civile. Era il 2005. Ebbene, ve lo ricordate che cosa successe nel 2006 ? Hezbollah aggredì una pattuglia di militari israeliani di confine. Lasciò 10 morti e rapì due militari che poi furono restituiti cadaveri. Scoppiò la guerra del Libano. Mezzo paese distrutto e la coalizione di governo (Olmert, Sharon era già in coma) fu surclassata di critiche perché l’esercito aveva fatto molta fatica (anzi le aveva prese) nel sud del Libano. Alle elezioni successive - in "quel contesto" - guardacaso vinse Netanyahu. La domanda è: ma non sarà per caso che la destra va al governo perché il campo arabo-palestinese ha completamente bruciato tutti gli spazi per la sinistra ? Troppo difficile da capire ?
non so chi sia lei e mi interessa relativamente poco (anzi per nulla) la sua distinzione tra sionismo "buono" o "cattivo" che spunta adesso, quando è banale parlare di destra o sinistra in Israele come in qualsiasi altro paese, cosa che non ho mai negato.
Il resto è un ignobile blablabla che serve solo a coprire una realtà evidente a chiunque abbia voglia di guardarla: si manifesta per i bambini morti di Gaza, ma nessuno manifesta per i bambini morti ad Aleppo, come dicono i sostenitori della ribellione antiregime. Io aggiungo quello che tutti sanno: si manifesta solo quando sul banco degli imputati c’è Israele. E non dico affatto, casomai lei avesse qualche dubbio, che questo sia sbagliato. Ma è manifesto, eclatante, palese, evidente che non si manifesta MAI se non contro Israele o USA. Dal momento che sui diritti umani i paesi che hanno scheletri nell’armadio sono tanti, supponevo che un "antifascista" si sentisse in dovere di esprimere il suo antifascismo ovunque si manifestasse nel mondo. Mica vero. Quindi mi risparmi le sue tirate sui "sudditi" e i "cittadini". Sono scuse. E fragili anche.
Aggiungo l’elenco dei paesi che hanno votato sulla proposta di una commissione d’inchiesta su eventuali crimini di guerra commessi da Israele (ma Navi Pillay nella sua relazione al direttivo aveva parlato anche degli eventuali crimini di guerra di Hamas). Salta agli occhi che tra i paesi che hanno votato a favore della commissionee ci sono dei veri campioni dei diritti umani (!!!) dall’Algeria alla Russia, dall’Etiopia a Cuba, dal Vietnam al Pakistan e così via:
Voti a
favore (29): Algeria, Argentina, Brasile, Cile, Cina, Congo, Costa Rica, Costa
d’Avorio, Cuba, Ethiopia, India, Indonesia, Kazakhstan, Kenia, Kuwait, Maldive,
Messico, Marocco, Namibia, Pakistan, Peru, Filippine, Russia, Sierra Leone, Sud
Africa, Emirati Arabi Uniti, Venezuela, Viet Nam.
Astensioni (17): Italia, Germania, Francia, Irlanda, Regno Unito, Austria,
Benin, Botswana, Burkina Faso, Repubblica Ceca, Estonia, Gabon, Giappone,
Montenegro, Sud Corea, Romania, Macedonia
A parte le solite argomentazioni
accese e ampiamente fuori tema, in cui due antisionisti si sono curiosamente
accapigliati fra di loro in modo surreale senza accorgersi che sostanzialmente
dicevano la stessa cosa, aggiungo anch’io la mia opinione.
Che è molto vicina a quella espressa da
Gottardo e speculare a quella espressa da Lorenzo Trombetta sul sito
SiriaLibano che ho segnalato più sopra.
Il fatto è che agli occidentali non importa niente se gli arabi ammazzano altri
arabi, se i neri ammazzano altri neri, asiatici ammazzano altri asiatici e
perfino se slavi massacrano altri slavi. Importa solo - e intervengono
protestando solo in questo caso - se è l’occidente che si scontra con popoli non occidentali.
Se interviene in Iraq o Afganistan o se Israele bombarda Gaza.
Per cui i 700
morti di Gaza portano gente in piazza, in mezzo mondo, a protestare e bruciare
bandiere, ma i 170mila morti in Siria non smuovono nessuno dalla sua
poltrona preferita.
La cosa mi colpisce e la trovo agghiacciante. Perché la conclusione ovvia è che
il motivo vero delle manifestazioni non è la commozione e lo sdegno (che ci
sono naturalmente e sono del tutto comprensibili e anche condivisibili fino a
che non diventano fredda indifferenza verso i tre ragazzini israeliani
ammazzati a sangue freddo, ad esempio).
Il vero motivo delle manifestazioni antiisraeliane è
il terzomondismo antioccidentale proprio di certe tendenze politiche
occidentali. In cui non c’è niente di male, ovviamente. Ma è scelta politica, ben altra cosa dal "pacifismo" e anche dall’essere davvero umanitari.
E’ il motivo per cui certi opinionisti
di destra hanno storpiato il termine “pacifisti” in “pacifinti”. Ed è l’accusa
più ricorrente che si sente fare anche in ambito ebraico. Che legge nell’ambivalenza
dei movimenti di protesta una buona dose di antisemitismo (sdegnarsi per quello
che fa lo stato ebraico, ma non per la stessa cosa fatta da arabi).
Non credo che ci sia davvero
dell’antisemitismo in questo; c’è casomai quando si fanno quelle assurde tirate
sul “popolo eletto” o sullo stato “ebraico” che sarebbe perciò, in quanto ebraico, razzista a
priori (ma nessuno ha mai accusato di razzismo gli stati “arabi” o le
repubbliche “islamiche”).
In tutto ciò resta l’amaro in bocca. La
commozione per i bambini morti di Gaza sarà vera o sarà solo il riflesso
politico dell’antioccidentalismo ? Un sentimento sincero o un automatismo politico-culturale
?
Ci si commuove per i bambini di Gaza, ma per nulla per i bambini di Homs o di Aleppo o per quelli curdi o altri ancora.
L’accusa più atroce che viene dai
sostenitori della rivolta siriana (che non sono affatto filoisraeliani, tanto
per chiarire) è che molte foto di bambini siriani uccisi vengono riciclate come
foto di bambini di Gaza. Solo in quel momento diventano virali e tanti le
postano con commozione alimentando l’opposizione a Israele. Che è
comprensibile, con quello che sta succedendo, ma che rappresenta pur sempre un
falso; un falso umanitarismo.
Nel sito citato scrivono:
“Mi riferisco invece qui a tutti gli
attivisti delle reti di solidarietà della società civile, ai politici, agli
scrittori e agli artisti che da anni sono rimasti in completo silenzio: il
fatto che si siano mossi oggi ci ha ricordato che sono ancora in vita, e che si
commuovono di fronte ai bambini uccisi dai bombardamenti aerei (....) a
beneficio di costoro in particolare, incapaci di commuoversi di fronte al
cadavere di un bambino ad Aleppo e che si sciolgono invece in lacrime per un
bambino come lui a Gaza, è utile mischiare le fotografie, così da fargli
credere che le immagini di morte ad Aleppo provengano da Gaza e che gli aerei
assassini di Asad siano israeliani”.
Credo che sia la peggiore accusa di
ipocrisia che venga rivolta ai manifestanti nostrani (ovviamente non a quelli
palestinesi che ne hanno tutti i diritti).
Se manifesti contro ogni barbarie sei un pacifista, altrimenti sei un po’ fasullo.