La risposta è banale: quando vedrò un video arabo - palestinese e non - in cui si parli delle "proprie" mani sporche di sangue, allora prenderò per buona qualsiasi critica. Fino a quel momento qualsiasi richiamo alla "coscienza" israeliana mi puzza di ipocrisia. Cioè della solita indigeribile solfa su "israeliani cattivi, arabi buoni" che nessuno si beve (a parte qualche mente sopraffina)
Interessante come un altro articolo http://www.agoravox.it/Gaza-come-Al... pur partendo da un altro punto di vista arrivi contemporaneamente alla stessa conclusione e si ponga gli stessi miei interrogativi.
«il sionismo di Netanyahu invece guida uno Stato, compie scelte spesso
discutibili per gli stessi interessi di quello Stato, pone in essere
azioni che a volte sono criminali, persegue e afferma una ideologia
indecente. Questa è la differenza che lei non vuole cogliere». E’ ovvio che la colgo, non sono scemo. Ma quello che lei afferma è una posizione contraria alla destra israeliana. Che lei continua a definire "sionismo" a prescindere; come se non esistesse una sinistra che si definisce anch’essa sionista. Di Gideon Levy o di Amira Hass in Israele ce ne sono pochi. L’equivalente palestinese invece non esiste affatto oppure non ha la minima possibilità di esprimersi.
Io non difendo affatto tutte le scelte del governo Netanyahu e sono convinto con il mio lontano cugino Sergio http://moked.it/blog/2014/07/18/isr... che debba assolutamente nascere uno stato palestinese o anche due diversi, se queste saranno le condizioni. E sono un convinto sostenitore degli accordi di Ginevra, roba passata e ormai velleitaria, ma che è lì a dimostrare la possibilità di risolvere la questione. L’ho anche scritto, e più di una volta.
Ma quello che appare in tutta evidenza è che lei non vede mai, nemmeno per sbaglio, le responsabilità palestinesi in tutto ciò. Che io ritengo invece ben chiare, e anche maggiori di quelle israeliane, nell’aver ostacolato qualsiasi possibilità di trattativa. Ivi compresa quest’ultima tornata di conflitto mirata ad affossare il governo ANP-Hamas attraverso l’uccisione dei tre ragazzini israeliani.
«Lei conta i razzi, io preferisco contare le vittime civili» e sbaglia. Perché l’intenzionalità di uccidere conta eccome. Soprattutto nell’opinione pubblica israeliana che poi, a differenza di quella palestinese, va a votare. E l’intenzionalità prelude al fatto che, prima o poi, questo avverrà. E quando avverrà la prassi di Hamas non verrà limitata dal concetto di "risposta moderata" o altre quisquilie simili proprie dell’ipocrisia occidentale.
«Se scrivo con uno pseudonimo è per evitare fastidi»: troppo facile. Nel mio blog http://fabiodellapergola.blogspot.it/ troverà modo di scrivermi in privato. E la responsabilità sarà comunque solo sua. Io già mi prendo la mia di firmarmi con nome e cognome. E di questi tempi non è poco.
Abbiamo già discusso molte volte su questa questione. Francamente non riesco a capire qual è il motivo per cui continua a leggere i miei articoli. Io ho smesso da un pezzo di leggere i suoi. La sua assomiglia sempre più a un’ossessione.
Nel merito: sionismo oggi, come ieri, ha componenti di destra e componenti di sinistra. Lei lo nega e io non so che cosa farci. E, sinceramente, non me ne importa niente della sua opinione.
«Il fatto che, nel momento in cui il governo Netanyahu lancia l’ennesima
punizione collettiva sulla gente di Gaza in base ad un evidente pretesto...»... che questo sia un pretesto può anche essere vero; di sicuro ciclicamente Israele interviene per colpire l’armamentario di Hamas. Lo sanno anche i sassi. Come anche i sassi sanno che Hamas - come anche Hezbollah nel 2006 - si infratta fra i civili, salvo poi alzare alti lai. Ma l’ottusità di chi come lei continua a vedere un solo aspetto della cosa è sconcertante. Dal 2001 sono stati sparati su Israele 15200 tra missili e colpi di mortaio: sono tre colpi al giorno di media, tutti i giorni per 13 anni ininterrotti; è una indiscutibile tendenza alla trattativa ! E ben prima che Netanyahu arrivasse al governo. L’intenzionalità, se non - ancora - la capacità di sterminare civili israeliani è plateale. Ma per lei questo banalmente non esiste.
«... lei si occupi di
un algerino che manifesta le stesse idee» ovviamente per lei è cosa incomprensibile, ma non è così difficile da capire, si sforzi.
«Sarebbe interessante sapere cosa ne pensa Massimo Fagioli di questo singolare fenomeno di rimozione»....mmmmm, che paura. A Fagioli glielo chieda lei se ne ha voglia.
Ma d’ora in poi non le risponderò più. Lei mi puzza di conosciuto, però vigliacco. Io almeno ci metto nome e cognome. Lei le sue superpippe le fa coperto da anonimato.