Non entro nel merito del commento per non innescare la stucchevole polemica di sempre su cosa è realmente Hamas. Mi limito a ipotizzare che sia piuttosto ridicolo pretendere che l’ONU o i paesi occidentali abbiano il diritto di dire se il presidente di un paese è legittimo o no. Se i palestinesi non convocano nuove elezioni sono affari loro.
Ci sono indubbiamente forze speculari che si oppongono a qualsiasi tipo di accordo, ma non vedo come possa continuare una situazione così; né gli israeliani né i palestinesi hanno davvero un interesse a mantenere lo status quo, nonostante questo sia il parere più diffuso (che in genere accusa solo gli israeliani). Può darsi che finisca come fra turchi e curdi, cioè senza indipendenza dei secondi, ma continuo a pensare che possa anche non essere così. Ma molte cose devono cambiare, ovviamente.
Capisco quello che dici, Paolo, anche se non la vedo esattamente così; ma ammetterai che l’ultima mossa di Abu Mazen svirgola verso l’incomprensibilità più surreale.Ti saluto. Fabio
Il principio dell’inviolabilità del corpo è un bell’argomento. Ma in questo articolo non propongo discussioni di principio, ma evidenzio quello che a me pare ovvio: e cioè che c’è una differenza indiscutibile tra lesioni dalla gravità minima della circoncisione e lesioni che menomano permanentemente la possibilità di una vita sessuale piena e completa delle donne. Non so a cosa si riferisca riguardo a presunte informazioni superficiali. In ogni caso anche a me risulta che la circoncisione negli Stati Uniti sia in diminuzione, ma non vedo a cosa porti questa constatazione. Io non difendo la circoncisione, ma la decisione di equipararla alle mutilazioni genitali femminili continua a sembrarmi una sciocchezza.
Le interpretazioni che arrivano prima delle conclusioni si chiamano ideologia. Se vuole darmi dell’ideologo lo faccia senza tanti giri di parole, ma è abbastanza ovvio che dietro a un articolo c’è un percorso, che lei evidentemente preferisce ignorare. O ritiene (sulla base di cosa?) di poter ignorare. Di solito, in altri termini, mi informo, studio, penso, valuto vari punti di vista e, quando scrivo, esprimo il derivato ultimo di questo percorso. Le sembra strano ? E che altro dovrei fare ? Mi mandi il suo indirizzo mail, così quando voglio scrivere qualcosa le chiedo prima il parere.