Questo commento merita una risposta: il Trattato di Non Proliferazione nucleare non impedisce a nessuno di sviluppare ricerca ed impianti atomici per uso pacifico. Cioè sotto una determinata soglia di arricchimento dell’uranio (sul plutonio la questione è piuttosto diversa). Cosa che l’Iran fa già da tempo (altrimenti a cosa servirebbero le migliaia di centrifughe che ha?). Quello che l’Iran non può fare né "adesso" né fra un po’ - se non violando il trattato di cui sopra - è passare all’arricchimento per usi militari. In quel caso sarebbe sottoposto a ritorsioni. E il fatto che sia tuttora sotto sanzioni significa che non ha convinto gli ispettori dell’AIEA nei loro ripetuti controlli sul campo.
Resta la domanda: che se ne fa di missili da crociera in grado di trasportare testate atomiche se il suo programma è pacifico?
Quindi da oggi siamo cortesemente informati che gli iraniani non negano affatto di avere missili da crociera in grado di portare testate nucleari, perché, ci viene detto, che non lo negherebbero affatto. Non risulta che fosse così fino a ieri, ma prendiamone atto. Resta la domanda finale dell’articolo: per quale motivo l’Iran si è dato tanto da fare per procurarsi vettori di quel
tipo se ha sempre dichiarato che il suo programma atomico è finalizzato
solo ed unicamente a fini pacifici ?
Preferisco evitare di entrare nella polemica con alcuni commentatori di cui conosco l’ossessività. La consequenzialità logica di GeriSteve è invece del tutto condivisibile a mio parere.