Monti, appena insediato, ha riassunto il suo programma "politico" nelle parole: rigore, equità e crescita. Su questo ha ottenuto il consenso di circa il 70% degli italiani. Peccato che poi, strada facendo, si è dimenticato l’equità e la crescita. Piaccia o non piaccia, solo dai "politici" si possono pretendere delle "vere" soluzioni, sperando che siano quelle "giuste". Domanda. L’Italia può permettersi di andare avanti così fino al 2013? Nel paese del Barbiere e il Lupo si adottano soluzioni davvero singolari ...
Molti solo ora ammettono che un governo di “puri” tecnici ha il fiato corto. Ora che Monti evoca il “precipizio” e i 1725 suicidi della Grecia per rinverdire il merito di aver evitato “uno shock distruttivo”.
Non fa cenno però ai 260 miliardi prestati dalla Bce alle nostre Banche all’1% e neanche alla mancata occasione di“condividere” la proposta chiusura della riforma del mercato del lavoro. Il 20 marzo Monti scelse di escludere l’intervento di “forze esterne al governo” per riaffermare le proprie “prerogative” decisionali. Da quel giorno lo spread non è più tornato sotto quota 300 punti. E ancora. Dopo 5 mesi di governo, solo ora Monti riconosce che “da dicembre” c’è stato un “ulteriore deterioramento delle condizioni economiche” del paese e che “resta molto da fare”. E’ vero. Nel 2012 il Pil calerà almeno dell’1,5%. E’ anche vero però che nel Def approvato dal CdM è scritto che l’insieme delle riforme, “volute” da Monti, farà crescere il Pil dello 0,3% all’anno.
Ergo. Se riequilibrare il bilancio è esercizio contabile, concretizzare delle azioni “efficaci” per il rilancio della crescita è frutto di “scelte politiche” incisive e tempestive. Compito dei “tecnici” è di predisporre un ventaglio di soluzioni praticabili, ma spetta solo ai “politici” scegliere tempi e modi del percorso da fare. Governare è sfida “politica” di capacità e metodo. Non basta essere “professori” o “tecnici”. Di enunciati e teoremi “paludati” trabocca un qualsiasi Dossier Arroganza…
Vogliamo uscire dall’Euro e non pagare il Debito? Presto fatto. Per comprare 1 Euro ci vorranno almeno 2.500 delle nuove Lire. 1 kilo di pane costerà più di 8.000 Lire ed 1 litro di benzina verde più di 5.000 Lire. Ecc, ecc. Il reddito medio sarà di 2,2 milioni al mese con un’inflazione in crescita a 2 cifre. Basta farsi i conti per decidere se ne vale la pena. Nel paese del Barbiere e il Lupo si progettano soluzioni davvero singolari ...
Monti ha avuto “carta bianca” nel fissare i “sacrifici” della sua manovra salva-Italia. I partiti di maggioranza hanno dovuto “validare” quel suo “rigore” imposto dal rischio di dissesto finanziario. Forte della “credibilità” così acquisita Monti ha però preteso di dettare anche le riforme da lui “volute” per fare “crescita e occupazione”. Convintosi di un mandato “salvifico” non ha temuto di innescare lo scontro sociale, arrivando a minacciare perfino di andarsene.
Esemplare è il caso della riforma del mercato del lavoro. Se il 20 marzo avesse “condiviso” la modifica (alla tedesca) proposta sull’art.18, Monti avrebbe stilato il “verbale” di accordo con tutte le parti sociali. Risultato tanto “concreto” quanto “apprezzabile” dai partiti della sua stessa maggioranza.
Monti ha scelto invece di “escludere” l’intervento di “forze importanti, ma esterne al governo” e di riaffermare le proprie “prerogative” decisionali. Ergo. A distanza di un mese la partita è tutt’altro che conclusa. A Fornero non resta che ammettere che “senza l’approvazione del Parlamento il governo va a casa”. Se riequilibrare il bilancio è esercizio contabile (roba da “tecnici”), governare è sfida “politica” di capacità e metodo. Il tempo non cancella mai le Voci dentro l’eclissi di uomini esempio di coerenza, impegno civile …
Sotto l’incombente minaccia di dissesto finanziario Monti, neo insediato, ha avuto “carta bianca” nel dettare la sua manovra salva-Italia. I partiti di maggioranza hanno dovuto “validare” le regole del suo “rigore” imposto dallo stato di emergenza. Forte della “credibilità” così acquisita Monti ha però preteso di dettare anche le riforme da lui “volute” per fare “crescita e occupazione”. Convintosi di un mandato “salvifico” non ha temuto di innescare lo scontro sociale (“esodati”, art.18, ..), minacciando perfino di andarsene.
Sono intanto passati altri 4 mesi. Ancora oggi il Pil è in discesa, le imprese arrancano e la disoccupazione non dà tregua. Eppure Monti cerca tuttora di “accreditarsi” di proprie “prerogative” decisionali anche nel rapporto con la sua maggioranza. Forse per mascherare la crescente percezione dei limiti connaturati.
Se riequilibrare il bilancio è un esercizio contabile, roba da “tecnici”, concretizzare delle premesse “efficaci” per il rilancio della crescita non può che essere frutto di “scelte politiche” condivise e partecipate. Non c’è “tecnico” in grado, da solo, di porre le basi su cui ricostruire il futuro di un paese. Compito precipuo dei “tecnici” è di predisporre un ventaglio delle migliori soluzioni praticabili, ma spetta ai “politici” scegliere tempi e modi del percorso da fare. Governare è sfida “politica” di capacità e metodo. Di enunciati e teoremi “paludati” trabocca qualsiasi Dossier Arroganza…