Polillo afferma anche che bisogna aumentare la tassazione indiretta (Iva, accise, ..) per trovare le risorse per abbassare le aliquote Irpef. Forse è convinto che così saranno i più benestanti ad incrementare a tal punto i loro consumi quotidiani da consentire una sostanziosa detassazione dei redditi dei meno abbienti. Il tempo non cancella le Voci dentro l’eclissi di uomini esempio di coscienza civile ...
Mistificazioni > Ipotizziamo che un dipendente del settore industriale possa disporre personalmente di quei contributi oggi accantonati a fini pensionistici. Immaginiamo che inizi con 1000 euro al mese di retribuzione ed arrivi nel corso degli anni a 2000 euro. Con una gestione oculata delle somme accumulate dopo 40 anni di servizio potrà disporre di una rendita netta di almeno 22.000 euro/anno per i successivi 25 anni.
Nulla da invidiare a quanto offerto dall’attuale sistema pensionistico. Un regime “gravato” di una molteplicità di oneri “impropri” da porre a carico del sistema fiscale. Nulla a che spartire con quell’innalzamento della “speranza di vita” addotto a giustificazione dei periodici “aggiustamenti” al ribasso.
Troppo facile e comodo è tentare di attribuire al “peso” dei pensionati l’inconsistenza della politica industriale e la volatilità del mercato del lavoro. Governare un paese non è performance da teatrino di Pantomima e Rimpiattino…
Con la sua riforma delle pensioni Fornero prometteva un risparmio di quasi 9 miliardi in 2 anni e di sommarne altri 30 entro il 2018. Poi scoppia il caso “esodati”. Il Decreto per i primi 65mila “salvaguardati” costa oltre 5 miliardi. Visto che ne mancano almeno altri 55mila il costo “non previsto” è destinato a sfiorare i 10 miliardi. C’è di più. Stando ai numeri elaborati dall’Inps e da vari Centri Studio, la cifra finale sarebbe tale da “azzerare” tutti i risparmi “annunciati” da Fornero. Che “imbarazzo” per i partiti che Le hanno dato fiducia! Occorre un rimedio “sostenibile”.
Ecco allora la selezione ad excludendum dei prossimi “esodati” e la ricerca di percorsi “sostitutivi” della pura e semplice sanatoria. Un mix di “formule transitorie” in grado di salvare una quota decente dei “vantati” risparmi. Le residue risorse ad oggi disponibili saranno così “ripartite” in porzioni via via più piccole finchè gli ultimi avranno solo briciole. Monti se ne fa garante. Un tipico escamotage da “errore” preordinato ad enfatizzare i vantaggi e “minimizzare” i costi correlati. Espediente affatto insolito tra le pagine di un Dossier Arroganza…
1) Chiedere alla Comunità Europea quale Stato ha il trattamento fiscale più pesante nei confronti dei pensionati. La risposta è: l’Italia. Molti nostri patner europei adottano regimi fiscali meno pesanti e degradanti in funzione dell’età anagrafica del pensionato. 2) Nel settore industriale chi ha versato come da Legge 40 anni di contributi (insieme all’azienda) ha accumulato una cifra tale che avrebbe tutto l’interesse a vedersela liquidare al momento del pensionamento. 3) Non è affatto scontato che tutti coloro rimasti a piedi con la riforma Fornero arriveranno "sani e salvi" alla pensione. Gli ultimi dovranno accontentarsi delle briciole. Sempre e comunque > attenzione alla Pescitudine ...
Tecno-bluf > Con la sua riforma delle pensioni Fornero prometteva di risparmiare quasi 9 miliardi di euro in 2 anni e di sommarne 30 entro il 2018. Scoppia il caso “esodati”. Il Decreto riguardante 65mila “salvaguardati” ha un costo di oltre 5 miliardi. Secondo Fornero ne mancano ancora altri 55mila e quindi il costo “aggiuntivo” è destinato a sfiorare i 10 miliardi. Non basta. Dando credito ai numeri elaborati da vari Istituti e Centri Studio la cifra complessiva potrebbe “azzerare” tutti i risparmi conteggiati da Fornero. Quale imbarazzo per i partiti che Le hanno dato fiducia! Occorre trovare un rimedio “sostenibile”. Come? Basta una più rigorosa selezione delle casistiche di “esodati” e la ricerca di percorsi “sostitutivi” del semplice riconoscimento di diritti pregressi. Una sorta di “regime transitorio” in grado di salvare buona parte dei “mancati” risparmi. Anche Monti se ne è fatto garante.
Ergo. Fissata la torta da spartire, verranno ritagliate fette sempre più piccole. Tipico finale da “errore” preordinato ad enfatizzare i vantaggi e “dissimulare” i costi. Fattispecie affatto insolita per un Dossier Arroganza…