Fino a 48 ore fa Monti ha ribadito che l’Italia “non ha bisogno di sostegno” per far fronte al suo disavanzo.
Non conta che in soli 4 mesi il nostro Debito sia aumentato di 51 miliardi? E’ irrilevante che il Pil del 2012 cali almeno del 2% e che il “cruciale” pareggio di bilancio sia rinviato al 2014?
Poi Draghi ha parlato di “rischi al ribasso” per l’economia ed ha escluso che la Bce torni ad acquistare Titoli di Stato. Detto fatto gli interessi da pagare sui Btp decennali sono risaliti al 6% e la Borsa ha girato in rosso.
E’ passata 1 settimana da quel Consiglio Europeo (29 giugno) che ha visto Monti “protagonista” e paladino dello scudo anti-spread e delle misure per la crescita. Come preteso, aveva con sé una “epocale” riforma del lavoro. Per superare la crisi non basta la “prosopopea” da teatrino di Pantomima e Rimpiattino…
Ancora 24 ore fa Mario Monti ribadiva che l’Italia “non ha bisogno di sostegno” per far fronte al disavanzo. Oggi Mario Draghi avverte che la crescita nell’area Euro “resta debole” e che non mancano i “rischi al ribasso”.
Di colpo gli interessi da pagare sui Btp decennali sono risaliti al 6% e la nostra Borsa è tornata in rosso. E’ passata solo una settimana da quel Consiglio Europeo del 29 giugno che ha visto Monti promotore e “protagonista” dello scudo anti-spread.
Forse non basta chiamarsi Mario per diventare “super”. Governare non è mai performance tratta da un Dossier Arroganza…
Super Mario > Ancora 24 ore fa Mario Monti ribadiva che l’Italia “non ha bisogno di sostegno” per far fronte al disavanzo. Oggi Mario Draghi avverte che la crescita nell’area Euro “resta debole” e che non mancano i “rischi al ribasso”.
Di colpo gli interessi da pagare sui Btp decennali sono risaliti al 6% e la nostra Borsa è tornata in rosso. E’ passata solo una settimana da quel Consiglio Europeo del 29 giugno che ha visto Mario Monti promotore e “protagonista” dello scudo anti-spread.
Forse non basta chiamarsi Mario per diventare “super”. Governare non è mai performance tratta da un Dossier Arroganza…
Ipotizziamo che un dipendente del settore industriale possa disporre personalmente di quei contributi oggi accantonati a fini pensionistici. Immaginiamo che inizi con 1000 euro al mese di retribuzione ed arrivi nel corso degli anni a 2000 euro. Con una gestione oculata delle somme accumulate dopo 40 anni di servizio potrà disporre di una rendita netta di almeno 22.000 euro/anno per i successivi 25 anni.
Nulla da invidiare a quanto offerto dall’attuale sistema pensionistico. Un regime “gravato” di una molteplicità di oneri “impropri” da porre a carico del sistema fiscale. Nulla a che spartire con quell’innalzamento della “speranza di vita” addotto a giustificazione dei periodici “aggiustamenti” al ribasso.
Troppo facile e comodo è tentare di attribuire al “peso” dei pensionati l’inconsistenza della politica industriale e la volatilità del mercato del lavoro. Governare un paese non è performance da teatrino di Pantomima e Rimpiattino …
Monti ha sostenuto lo scudo anti-spread a protezione dei paesi “virtuosi” contro gli attacchi della speculazione finanziaria.
Con i 51 miliardi di crescita del Debito in soli 5 mesi e con il Pil in discesa del 2% Monti rivendica la nostra appartenenza alle nazioni “virtuose”. Non conta più che lo “scontato” (fino a ieri) pareggio di bilancio non si vedrà prima del 2014 o che la disoccupazione minaccia di crescere oltre il 13%. Per essere un paese “virtuoso” basta farsi carico di misure di risanamento (tasse e balzelli) atte a contenere sempre più le spese.
In una parola: sacrifici e ancora sacrifici. Il tutto in attesa di “tempi migliori”. Anche nel paese del Barbiere e il Lupo non mancano soluzioni davvero singolari …