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  • Di pv21 (---.---.---.100) 21 luglio 2012 20:05

    Rigor Montis >

    Quando la Bce spediva (agosto 2011) la sua lettera di “raccomandazioni” il nostro Debito era più basso di 67 miliardi ed il Pil più alto di 24. Lo spread con i Bund tedeschi oscillava sui 290 punti.

    Dopo tre mesi nasceva il governo dei “tecnici”.
    Senza il rigore non ci sarà né equità, né crescita, proclamava Monti tra il plauso dei più. In pratica c’era da fare i “compiti” (sacrifici) per arrivare al “cruciale” pareggio di bilancio nel 2013.

    A distanza di otto mesi il rapporto Debito/Pil è cresciuto di 4 punti percentuali (126%) e sono quasi 90 i miliardi all’anno di interessi da pagare.
    Come si spiega?
    Per Monti siamo diventati bersaglio di un “contagio” venuto da Grecia, Irlanda, Portogallo e banche Spagnole. Secondo Monti agosto è “mese rischioso” perché “scatena” gli attacchi speculativi. Complice “l’incertezza del quadro politico”.

    Ergo. Avanti con il rigore e ce la faremo “da soli”.
    Ci saranno “nuove” manovre? No.
    Monti ha ancora la riserva di misure preannunciate, tipo la “rimodulazione” delle agevolazioni fiscali ed il ritocco di Iva e di IMU.
    A “super” Mario basta che lo spread non arrivi ai 550 punti di Berlusconiana memoria. Fino a gennaio, tiene a precisare.

    Forse Monti rimpiange le iniezioni di liquidità avute in passato dalla Bce. Come i 255 miliardi prestati alle nostre Banche.
    Gli enunciati “rigorosi” ed i teoremi “paludati” sono formula ricorrente di un Dossier Arroganza

  • Di pv21 (---.---.---.163) 17 luglio 2012 19:50

    Rischio transizione >

    Nell’attuale condizione aspettare le elezioni del 2013 significa “stare a guardare” il Pil che cala di un altro 1% ed il Debito che sale verso i 2000 miliardi.
    Significa farsi carico di altre tasse e tagli, costretti a sperare solo sulla "tenuta" del promesso scudo anti-spread.
    E’ come se i pompieri si limitassero a contenere un incendio aspettando l’arrivo di “benefici” temporali.

    Se questo è il “percorso di guerra” dei prossimi mesi, allora serve subito una “traccia” da seguire per risalire la crisi.
    Avere adesso la “prospettiva” di un possibile “percorso d’uscita” costituisce una sostanziale differenza.
    E’ dare un senso ai sacrifici, fatti e da fare.

    Chi ne ha il compito e la responsabilità?
    Per i partiti la “chiamata alle urne” è l’unica vera sfida “politica” delle loro capacità progettuali e propositive.
    Nessuno nega che con altri 8 mesi di “rigore” alla Monti si prospetta solo l’ulteriore caduta del quadro socio-economico.
    Governare non è performance da teatrino di Pantomima e Rimpiattino

  • Di pv21 (---.---.---.163) 17 luglio 2012 19:41

    Volatilità scudata >

    Dopo il Consiglio Europeo c’era da aspettare 3 settimane per avere dall’Ecofin i dettagli delle modalità applicative del nuovo scudo anti-spread.
    La “formula” con cui Monti era riuscito a scardinare il rigido sistema di controllo targato Merkel.
    Con un semplice “memorandum light” i paesi “virtuosi” avrebbero contato su solide misure di “contenimento” degli attacchi speculativi.

    Ora ci dicono che tutto è rinviato fino a settembre.
    Sempre che la Corte Costituzionale tedesca pronunci la “conformità” del nuovo fondo salva-stati permanente (Esm).
    Conclusione. Dobbiamo sperare sulla “benevolenza” dei mercati finanziari?

    Non a caso Monti, prima ha voluto escludere il ricorso al nuovo “firewall” anti-spread, poi ha definito “rischioso” il mese di agosto (spesso scatena gli attacchi speculativi).
    Strano!!
    Nell’agosto del 2011 lo spread Btp-Bund tedeschi, salvo un picco di 380, ha sempre oscillato intorno ai 290 punti. Situazione invidiabile rispetto agli attuali 480 punti.
    Forse Monti ha più di un motivo per rimpiangere le cospicue iniezioni di liquidità avute in passato dalla Bce. Come i 250 miliardi prestati alle nostre Banche.
    Di enunciati e teoremi “paludati” trabocca un qualsiasi Dossier Arroganza

  • Di pv21 (---.---.---.3) 15 luglio 2012 19:48

    Rischio transizione >

    Nell’attuale condizione aspettare le elezioni del 2013 significa “stare a guardare” il Pil che cala di un altro 1% ed il Debito che sale verso i 2000 miliardi.
    Significa farsi carico di altre tasse e tagli, costretti a sperare solo sulla tenuta dello scudo anti-spread.
    E’ come se i pompieri si limitassero a contenere un incendio aspettando l’arrivo di “benefici” temporali.

    Se questo è il “percorso di guerra” dei prossimi mesi, allora serve subito una “traccia” da seguire per risalire la crisi. Avere adesso la “prospettiva” di un possibile “percorso d’uscita” costituisce una sostanziale differenza. E’ dare un senso ai sacrifici, fatti e da fare.

    Chi ne ha il compito e la responsabilità?
    Per i partiti la “chiamata alle urne” è l’unica vera sfida “politica” delle loro capacità progettuali e propositive.
    Nessuno nega che con altri 8 mesi di “rigore” alla Monti si prospetta solo l’ulteriore caduta del quadro socio-economico.
    Governare non è performance da teatrino di Pantomima e Rimpiattino

  • Di pv21 (---.---.---.93) 14 luglio 2012 19:10

    Mai dire Pil >

    Esponenti politici e dell’informazione si ingegnano ogni giorno a motivare i 460 punti di spread Btp-Bund tedeschi.
    Si va dalla negativa congiuntura internazionale alla ridotta disponibilità di credito, all’alto Debito accumulato dai governi passati, ecc.
    C’è perfino chi rileva i segni di attacchi speculativi finalizzati alla disgregazione dell’Euro.

    Sono passati quasi 8 mesi di governo Monti.
    Dopo il cresci ed il libera Italia è stato varato il dl sviluppo. Risultato.
    Ci siamo allontanati dal baratro e siamo finiti (parola di Monti) in un percorso di guerra durissimo, tampinati da un cratere che si sta allargando.
    Di fatto in soli 4 mesi il Debito è cresciuto di altri 51 miliardi.
    I 2,5 punti di calo del Pil corrispondono a 40 miliardi di ricchezza non prodotta.

    Tutti sanno che si ottengono prestiti più o meno onerosi in funzione della capacità di far fronte agli impegni. Napolitano ha segnalato che chi dovrebbe non discute mai di politica industriale.
    Unica cura è perseguire il rigore?
    Non è prova di rigore limitarsi a “scalfire” i 270 miliardi/anno “bottino” di evasione fiscale, corruzione e sprechi di denaro pubblico.
    Per contro una Tagliola Tributaria corrode da tempo il potere d’acquisto delle famiglie …


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