La Camera
ha licenziato il testo del nuovo reato di tortura con 244 si. Erano presenti
(308) a tale votazione nemmeno il 50% dei membri della Camera.
In sostanza il
dettato del provvedimento ha registrato il consenso di appena il 38% del
Deputati.
Nessuno ha rilevato alcun aspetto “particolare” nei numeri di detto
iter deliberante.
Neppure come fortuita (?) anticipazione (assaggio) di quanto
potrà realizzarsi con il modello elettorale (Italicum) tanto voluto dal premier
Renzi. In particolare in fase di ballottaggio.
Non è infatti previsto alcun
quorum di partecipazione al voto. Il partito (Lista) vincente, anche per 1 solo
voto, verrà “premiato” con la maggioranza assoluta (blindata) dei seggi dell’unica
Camera legiferante.
Non importa se raccoglierà meno del 30% dei consensi del corpo
elettorale.
Insieme al suo governo (per ben 5 anni) in piena autonomia potrà decidere
vita e sorti dell’intero paese.
Per Renzi questa è la base di una democrazia “decidente”.
Insensato è quindi preconizzare derive “autoritarie”.
Forse. Ma di sicuro è il sogno
proibito di una casta di Primi SUPER Cives attenta a privilegi, interessi …
Prezzo del
petrolio dimezzato, netto calo dei tassi d’interesse, Euro svalutato e PIL
medio europeo che tende oltre l’1%. Aggiungiamo la straordinaria concomitanza
di Expo e Giubileo e il conto è presto fatto.
Da decenni nessun Premier
italiano ha mai avuto tanto vento in poppa per rilanciare il paese.
Ecco i fatti.
Nel 2014, una volta spanti (spesi) gli 80 euro in vista delle elezioni di
maggio, l’attuale governo ha inanellato una sequela di tagli, tasse e ticket.
Nel
2015 le prospettive non promettono granché di meglio. C’è solo da essere soddisfatti (e fiduciosi) nell’ascoltare che
non ci saranno altri tagli e tasse per i cittadini.
Questa volta, parola del premier
RENZI, arma vincente sarà una “fantomatica” spending review con cui risparmiare
perlomeno 10 miliardi. Frutto di dimagrimento(?) della macchina pubblica, di
“sacrifici fatti dai politici” e di “poltrone saltate” nei CdA.
Tutto
all’insegna della volta buona.
Postilla.
Subito dopo il DEF viene maggio, mese
di elezioni. Poi arriverà settembre che è mese da Legge di Stabilità. Un “tracciato”
affatto nuovo.
Dopo 10 mesi Monti “scopre” che, fatte le leggi di riforma, ci vuole del tempo per attuarle. Ancor di più per “vedere” dei risultati.
Per certo con il compleanno del suo governo “festeggeremo” il record di 2000 miliardi di Debito. Debito cresciuto in un anno più del 5%. Con un Pil calato di oltre il 2% non mancheranno nuovi “aggiustamenti”. A Monti però basta che Draghi tenga il tasso dei Btp sul 5% per “vedere” avvicinarsi l’uscita. Uscita? Da cosa e di chi?
Il 2013 sarà l’anno dei bilanci. Non varrà più il “salva-Monti”. Non ci sarà più, come ora, una maggioranza “coesa” nel votare la fiducia su tagli e tasse e concorde nel “tirare avanti” in attesa che passi la tempesta. Per contro tra appena 4 mesi Monti potrà passare il “cerino” ai partiti in lizza per l’elezioni. Se il nuovo governo riuscirà a risalire la china, sarà comunque di Monti il merito di aver evitato il “baratro”. Se la crisi continuerà a mordere, Monti sarà “prosciolto” avendo lasciato ad altri il compito di dare “attuazione” alle sue riforme per la crescita.
E’ meglio fermarsi in tempo. Perché correre dei “rischi”? Il rischio “avvitamento” non svanisce con i teoremi ed i pronostici “paludati” di un Dossier Arroganza…
La crisi alimenta la voglia di cambiamento. Più cresce l’incertezza e più forte diventa il bisogno di trovare risposte. Cosa c’è di meglio della rete come momento di condivisione?
Serve però un “conduttore”. Colui che possiede la “qualità” mancante. La capacità di stilare la “summa” dei problemi irrisolti. Di dare voce ai desiderata dei “puri” e dei “pionieri”. Di dare un bersaglio alla rabbia degli insoddisfatti.
Basta lasciare a tutti la possibilità di “proporre” ed il gioco è fatto. Non occorre fare un partito per calamitare il Consenso Surrogato di chi è sensibile a …