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GOMMONE >
Il premier RENZI continua a sparare la solita raffica di cartucce (taglio poltrone, semplicità e velocità, più speranza, ..) a favore della sua riforma della Costituzione.
NB. Visto che altrimenti (precisa) non resterà a “galleggiare” nel pantano di un sistema Italia che non vuol cambiare.
In realtà.
SA BENE che vincere il referendum è l’ultima sua chance per non dover “segare” la lista dei tanti interventi già promessi. Opere e misure, di varia finalità, contabilizzate in quella Manovra da far digerire alla Commissione UE.
SA BENE infatti che, ove prevalessero i No, diverrebbe concreto il rischio di non poter contare sul gruzzolo di miliardi necessario per passare dalle parole ai fatti.
Tanto PIU’ se i tassi di interesse da pagare sul Debito continueranno a salire, a fronte di un PIL che non smette di arrancare.
Ergo.
Sarebbe quindi più consono affermare che proprio il prevalere del SI al referendum farebbe ancora “galleggiare” quel gommone del team di RENZI dall’andatura tutt’altro che esaltante.
SLOGAN e spot profusi a iosa giovano solo al Consenso Surrogato di chi è sensibile alla fascinazione mediatica …
Gentile Signora, forse non ha capito o non mi sono ben spiegato.
Le mie osservazioni prendono spunto dal contenuto (letterale) di una recente sentenza di merito. In sintesi.
Volevo riaffermare che, in una vera democrazia, il cittadino può realmente esercitare il “diritto di voto” solo se gli vengono posti dei quesiti singoli e chiari. Come tali meritori di risposte altrettanto semplici e chiare (tipo Si o No).
A proposito dell’approvazione Parlamentare, mi permetto di ricordarLe che parliamo di una maggioranza assoluta di fatto “gonfiata” da un “premio” per nulla digerito dalla Consulta.
Saluti …
INSIPIENZA & Vacuità >
Da una fonte autorizzata (GIUDICE) viene chiarito che il quesito referendario proposto, pur nella sua estensione e complessità, “non lede” il diritto di voto del cittadino.
Forse perché un tratto qualificante del “diritto di voto” è anche l’assoluta libertà di decisione concessa dall’assenza di un quorum minimo di validità. Ossia il “DIRITTO” di poter lasciare siffatta onerosa “incombenza” (decidere e andare a votare) perfino al solo 10% del corpo elettorale.
Non solo.
SI AFFERMA inoltre che, per concretizzare tale “diritto” di voto, il cittadino non avrà alcun problema a “sintetizzare” (con un Si o un No) la sua “valutazione complessiva” delle molteplici e diversificate parti che compongono tale riforma. Tenuto altresì conto del fatto che una qualsiasi “parcellizzazione” dei quesiti elencati farebbe mancare (e snaturare) la valenza “oppositiva” di un referendum sulla Costituzione.
A mo’ d’esempio pratico.
La modifica del sistema bicamerale è un tema del tutto distinto e avulso dalle modalità di ripartizione delle competenze tra Stato e Regioni.
Stando a detta tesi, nel caso di valutazione non omogenea, il cittadino dovrebbe “graduare” l’importanza che annette a ciascuna delle due proposte e dare quindi parere favorevole o contrario all’intera riforma. (Nota: come se si trattasse del televoto relativo alla finale di un festival canoro o di un concorso di bellezza).
Un dato è certo.
APPROCCIARE una questione di così grande portata e rilevanza politica solo con la logica e i canoni procedurali di una normale controversia da tribunale rischia di debordare nell’insipienza e nella vacuità.
Sempre che non siano utile veicolo di Riflessi e Riflessioni atte a orientare …
SENSO COMUNE >
Vari “esperti” opinionisti appaiono in difficoltà nell’inquadrare il pensiero politico del neo presidente Donald Trump. Ad esempio quando parlano di risorgente “isolazionismo”.
In realtà trovare la spiegazione può essere alquanto semplice.
Il senso comune dice che una persona è apprezzata quando va in aiuto di chi ha bisogno, ma non se lo fa per una radicata “tendenza” a occuparsi delle faccende altrui.
Allo stesso modo uno Stato è benvoluto se offre un valido sostegno a un paese finito in seria difficoltà (o minacciato). MOLTO MENO se punta ad “imporsi” come garante di un qualche ordine sovranazionale precostituito.
Nello specifico.
Gli Stati Uniti ( ricorda Trump) sono un paese dalle grandi risorse ed opportunità. Gli americani sono pronti a rispondere alle eventuali richieste dei paesi “amici”.
Ovvero. In casa propria trovano delle ragguardevoli soluzioni. Ma non per questo (precisa) hanno il dovere/obbligo di fare da “sentinella” in ogni area del globo.
COSI’ (conclude) il loro occasionale intervento sarà di sicuro benvisto ed apprezzato.
Sintesi.
Si può convenire o meno su una tesi politica che suona “riduttiva” a fronte d’una realtà fattuale che travalica di continuo la soglia dei confini geo-politici.
Sta di fatto che Trump intende ripartire da certe basi di senso comune per ridefinire il ruolo degli Stati Uniti e ridisegnare la trama dei rapporti internazionali.
Il tutto secondo la logica del “chiedeteci e vi sarà dato”.
Di certo non è il primo a manipolare temi propri di un Dossier Arroganza …
RISCATTO >
Sempre più italiani disertano le urne perché contrariati da un certo “andazzo” della politica e delusi nelle loro aspettative quotidiane. Il prossimo referendum confermativo è occasione unica per lanciare un segnale chiaro di siffatta “insofferenza”.
Non si tratta di andare a votare per scegliere una forza di governo e/o i nominativi di potenziali candidati. Si tratta di impedire che dal consenso (o l’astensione) dei cittadini venga fatto “dipendere” il varo di un nuovo sistema di organizzazione e gestione dello Stato e il relativo processo legislativo. In una parola: lo stile di vita e le norme/regole di base valide per la comunità.
(Tutte tematiche che presuppongono una serie di competenze e esperienze specifiche che, come tali, vanno ben oltre le usuali conoscenze).
Ergo. VOTARE NO significa rispedire al Parlamento (mittente) un quesito “irricevibile” per almeno un paio di fondate ragioni.
NON è la finale di un festival canoro o di un concorso di bellezza.
NON è corretto chiedere di formulare e sintetizzare (ridurre a semplice Si o No) una “valutazione complessiva” di diversificate proposte inerenti molteplici aspetti della Costituzione.
Secondo.
Il PARLAMENTO, quale organo di “rappresentanza” di tutto il popolo, nel mettere mano e “cambiare” ben 40 Articoli della Carta fondamentale, ha il precipuo compito e dovere etico morale di addivenire a quella modifica/revisione che registri la condivisione “molto ampia” (qualificata) dei vari gruppi di eletti.
In una parola.
Votare NO è un messaggio inequivocabile di dignità e riscatto civico.
Proporre di “cambiare” non è il passepartout per travisare valore e significato di Parola e Merito …
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