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  • Di pv21 (---.---.---.53) 7 novembre 2016 19:52

    INTERMITTENZA >

    Il segretario-premier RENZI fa sfoggio di una memoria di ferro. Ma solo per le cose di suo interesse e tornaconto.


    Ad esempio quando “rimprovera” a D’ALEMA di dire che la riforma l’avrebbe “fatta meglio” per arrivare poi a chiedersi “perché non l’ha fatta” in tanti anni.

    Forse DIMENTICA (?) che l’unica precedente modifica della Parte II, confermata dal referendum (ottobre 2001) con il 64% di SI, fu quella promossa proprio da M D’Alema, che ormai da 3 anni (2013) non si è più candidato al Parlamento.

    Forse ignora (?) che sugli stessi temi da lui trattati esistono, da tempo, più formulazioni alternative messe per iscritto da vari esperti qualificati.

    Ancora.

    Forse DIMENTICA (?) la generale sorpresa (e sconcerto) provocata dalla SUA iniziativa di convocare al Nazareno un summit con Berlusconi e che LUI, almeno 2 volte durante l’iter parlamentare, ha minacciato di far cadere il governo se non avesse avuto il consenso di tutti gli eletti del partito.


    NOTA.

    Per non citare il documento appena partorito dalla Commissione sull’Italicum che, tanto per cambiare, dovrà superare indenne una serie di esami (giudizi) prima di essere preso a base di riferimento per un nuovo testo di legge.

    Sintesi.

    La memoria del premier Renzi sembra funzionare a intermittenza.

    Forse non è Tutta colpa di Carosello se memorizza solo facili slogan e spot …

  • Di pv21 (---.---.---.53) 5 novembre 2016 19:50

    CAMUFFARE >

    Il premier RENZI, al pari dei suoi coadiutori-portavoce, mostra una spiccata propensione ad interpretare la realtà tramite alcuni prefissati schemi di comodo. Esemplificativo è il tema del referendum sulla Riforma Costituzionale.


    Da un lato stigmatizza la presunta inconcludenza della “vecchia guardia” che parla, parla, ma poi “dimentica di scrivere”.

    Dall’altro AVVERTE i cittadini che, come in passato, ci vorranno vari decenni per vedere un’altra revisione di pari portata e che all’esito (positivo) del referendum è appesa la loro speranza di poter “guardare avanti” con ritrovata fiducia.


    Stando ai fatti.


    Si dà il caso che questa sia la 3^ (terza) proposta di modifica della Costituzione (Parte II) degli ultimi 15 anni e la seconda diretta al superamento del bicameralismo paritario.

    Delle 2 precedenti, quella promossa dal premier D’Alema fu confermata (referendum ottobre 2001) dal 64% dei votanti, mentre quella del premier Berlusconi fu respinta (giugno 2006) con il 61% di NO.

    Di più.

    Nell’appellarsi alla volontà popolare lo stesso Renzi dimentica (?) che per l’approvazione di questa Sua proposta di “revisione” si è avvalso della maggioranza assoluta (340) dei seggi della Camera quale frutto del “premio” ereditato dalla Legge 270/2005 meglio nota come "Porcellum".


    Postilla.

    L’esperienza passata testimonia che se e quanto vale un “cambiamento” Istituzionale dipenderà dalle concrete modalità di funzionamento degli Organismi da istituire, nonché da una serie di provvedimenti legislativi tutti ancora da concepire.

    Ossia.

    E’ PIU’ che chiedere di investire su un palazzo a malapena sbozzato. Visto che dare per acquisiti certi “mirabili” effetti è soltanto un modo di camuffare la realtà delle cose.

    La storia insegna che la Febbre del Tribuno non conosce limiti, remore …

  • Di pv21 (---.---.---.105) 31 ottobre 2016 18:47

    RITORNELLO >


    La MANOVRA presentata alla Commissione UE prevede di stornare dai vincoli di bilancio (Patto di Stabilità) alcuni miliardi imputabili a spese dovute per “clausole eccezionali” come i terremoti. La Commissione UE non sembra del tutto convinta.


    Primo.

    Una cosa sono le spese da sostenere per la ricostruzione/riparazione di strutture urbanistiche e logistiche crollate, lese o danneggiate da una grave calamità naturale (v. sisma) con palese carattere “emergenziale”.

    Tutt’altra cosa è finanziare un piano pluriennale (Casa Italia) di diversificati interventi preventivi (salvaguardia) contro i terremoti e il dissesto idrogeologico.

    Secondo.

    Una consolidata esperienza sta purtroppo a testimoniare la ricercata “nebulosità” di tanti nostri appalti pubblici rivelatisi fonte di illeciti quanto “munifici” introiti per i soggetti incaricati di provvedere all’esecuzione.

    Terzo.

    Salvo adeguate e circostanziate “specifiche” sulla destinazione, nonché la “trasparente” congruità e il “puntuale” riscontro delle somme destinate, non si capisce perché la COMMISSIONE dovrebbe rischiare di esporsi subito all’accusa di favoritismo e in futuro ad una possibile “reprimenda” da parte di altri paesi Europei.


    Postilla.

    Parlare di ricorso ai soliti tecnicismi burocratici (0,..), se non di insensibilità e “miopia” strategica, suona, in questo caso, come un ritornello ormai stantio.

    Di certo non abbiamo le carte in regola per pontificare, quale modello esemplare, in materia di opere pubbliche.

    In compenso fare la voce grossa su “promesse” già divulgate aiuta a rinsaldare il consenso.

    Nel paese del Barbiere e il Lupo trovano seguito proposte davvero singolari …

  • Di pv21 (---.---.---.105) 31 ottobre 2016 18:33

    RICICLO >

    Nel suo discorso in Piazza del Popolo, vera “novità” sbocciata dal segretario-premier RENZI è aver affermato che “compito di chi fa politica è farsi carico di altri”.

    Uscita davvero inusitata per un alfiere della “rottamazione” che del “castigare” gli esponenti della “vecchia guardia” e tutta la minoranza del PD ha fatto il suo credo.


    Non solo.

    NESSUNO dei media ha colto in tali parole una qualche “assonanza” con il consiglio che, neanche 24 ore prima (La7), aveva ricevuto da un autentico ex leader DC come Ciriaco DE MITA. Quello di convincersi che “aiutare gli altri” è meglio della “pretesa di far bene” e serve a “ridurre i problemi di tutti”.

    Notazione.

    In verità c’è una differenza lessicale. PUO’ restare il dubbio che per Renzi quel “farsi carico di altri” sia lo sfogo di un fardello scomodo, ma inevitabile.


    D’altronde, chi sa di aver bisogno del massimo di consenso non può che promettere di “farsi carico” di una platea di “speranzosi”.

    PERFINO il pensiero di un vecchio ex DC merita allora di essere riciclato.

    La presunzione diventa oculata anche in un Dossier Arroganza

  • Di pv21 (---.---.---.93) 28 ottobre 2016 12:26

    PSEUDO sociale >

    Fanno tuttora notizia gli 80 EURO elargiti dal premier RENZI al fine di integrare i magri compensi dei lavoratori, dipendenti e assimilati, delle categorie meno abbienti. Un contributo di tipo fiscale con “dichiarate” finalità sociali.

    NON E’ un mistero che in diversi settori operano lavoratori stagionali, saltuari, a termine o comunque inseriti in attività a dimensione/conduzione familiare.

    Le loro prestazioni effettive spesso debordano dai canoni contrattuali e/o dalle norme di legge. Prestazioni EXTRA, che vengono compensate, anche in modo forfettario, al di fuori della normale busta paga.

    Il punto.

    Nessuno sembra interessato a verificare se e di quanto risulti così aumentata la loro retribuzione complessiva (già convenuta). Ovvero se tale “beneficio”, anticipato per conto dello Stato, non sia rimasto in tasca al datore di lavoro.


    Secondo.

    Il premier RENZI intende ora elargire una “quattordicesima” a chi percepisce fino a 13.000 euro di pensione. Misura di “dichiarata” valenza sociale.

    Peccato che, salvo ulteriori specifiche distinzioni, al momento potrebbero beneficiarne anche soggetti titolari di altre cospicue fonti di reddito.

    Ne consegue che i percettori “giusti” sono quota minoritaria rispetto ai tanti soggetti “rallegrati.


    In sostanza.

    Certe dichiarazioni “di principio” hanno sicuro impatto e presa in termini di consenso. RESTA però il fatto che solo dalle susseguenti concrete modalità attuative si evince l’effettiva capacità (e volontà) di un uomo di governo di promuovere l’equità sociale.

    Come ben altra cosa è la Tagliola Tributaria che da ormai troppo tempo corrode il potere d’acquisto …


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