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Cosa e Come >
Il TITOLO, breve o lungo che sia, di norma viene usato solo per indicare la materia di cui si tratta. Nel caso di un documento, per conoscere/apprezzare la sostanza del contenuto occorre leggerlo e cercare di capire.
SE l’oggetto è una proposta di cambiamento allora diventa ineludibile il confronto con la situazione di partenza. E’ altresì necessario riuscire a valutare su cosa s’intende agire e con quali attendibili risultati. COME s’intende operare, con quali metodi, con quali risorse e tempistiche.
Nello specifico del referendum confermativo.
La Costituzione è la Legge fondamentale dello Stato. La corretta interpretazione e applicazione è demandata ai Giudici della Consulta.
Compito che va ben aldilà delle competenze di un normale cittadino.
Tuttavia CIASCUNO, con un po’ di buona volontà, può “percepire” quanto il testo sia redatto in modo chiaro e se l’intera proposta, seppur articolata, risulti lineare nei vari passaggi, nonché decifrabile negli effetti.
Già questi sono SEGNALI premonitori che, aldilà del merito, depongono su valore e qualità di una riforma concepita per durare decenni.
Ergo.
AFFIDARSI alla dicitura del solo titolo è un salto nel buio. E non vale la “prosopopea” di una certa casta di Primi Super Cives attenta a privilegi, interessi ...
GAMBERURIA >
Tutto il Governo è pronto ad asserire che nella recente Nota di Aggiornamento del DEF non c’è alcuna sovrastima del PIL.
Nel merito basta ripercorrere l’andamento delle previsioni fatte in precedenza.
Ad Aprile del 2015 il DEF indicava un +0,7% di crescita nell’anno in corso, un +1,4% nel 2016 e un +1,5% nel 2017.
Arrivati a Settembre le prospettive volgevano al sereno. Con 2 punti percentuali in più sia nel 2015 (+0,9) che nel 2016 (+1,6) e nel 2017 (+1,7).
Poi, lo scorso Aprile, di fronte alla realtà dei fatti, venivano “limate” perfino le stime di un anno prima. Il PIL nel 2016 si fermava al +1,2% (-0,2) e nel 2017 al +1,4% (-0,1).
ORA, stando alla “discussa” Nota di Aggiornamento, sia il PIL del 2016 (+0,8%) che del 2017 (+1%) scendono di altri 4 punti.
Sintesi.
Se di sovrastima si tratta, è decisamente “al ribasso”.
Del resto gli eventuali effetti positivi delle riforme varate sono di là da venire. E’ il PREMIER, in persona, a motivare i margini d’ulteriore flessibilità richiesti in base agli ingenti costi legati al post-terremoto e ai flussi migratori.
Per certo non è Tutta colpa di Carosello se piovono previsioni di crescita a mo’ di spot ...
TRASPARENZA >
Per il premier RENZI non è affatto di sacrificio dover arrivare a mollare certi passaggi dell’ITALICUM, se non addirittura l’intera legge. Le sue reali aspettative sono tutte rivolte al buon esito del noto referendum confermativo.
NULLA infatti può dargli altrettanto prestigio duraturo quanto l’essere ricordato come il leader politico che ha cambiato, in modo incisivo, la Costituzione e l’architettura Istituzionale dello Stato.
E, di conseguenza, poter continuare a governare fino a fine legislatura per riproporsi alla prossima. Tanto più che delle future modifiche e integrazioni non cambierebbero il valore di siffatta riconosciuta paternità.
Non solo.
Visto il calendario dei passaggi, il premier RENZI (come l’anno scorso) può intanto ottenere, in via provvisoria, dalla Commissione UE quegli “eccezionali” margini di flessibilità così essenziali per “rimpolpare” la sua Legge di Stabilità del 2017. PUNTANDO altresì sul fatto che, dopo appena 2 mesi da una vittoria su tale referendum, la stessa Commissione non troverebbe i motivi “validi” per un ripensamento.
Ergo.
INUTILE aspettarsi un puntuale confronto di merito sui contenuti. Le furberie tattiche, ben condite di slogan roboanti, sono quello che serve per “scompaginare” il fronte del NO.
La trasparenza non è certo prerogativa di un Dossier Arroganza ...
Per cambiare >
Il bicameralismo paritario può essere superato in vari modi.
Nel merito.
L’attuale consistenza del nostro Parlamento ci dice che viene eletto 1 Deputato ogni 100 mila abitanti e 1 Senatore ogni 200 mila. Un rapporto più che assimilabile a quello delle altre democrazie occidentali.
La RIFORMA della Costituzione da confermare prevede che 95 (tra Consiglieri Regionali e Sindaci) avranno, in aggiunta, il gravoso incarico di riunirsi periodicamente a Roma e assolvere ai non pochi compiti demandati al futuro Senato. CON il riconoscimento di una diaria e delle relative spese di viaggio, di alloggio e di assistenza.
Ecco allora una variante.
RIDURRE della stessa entità l’attuale numero dei membri della Camera significa passare a 1 Deputato ogni 115 mila abitanti.
I futuri Senatori verrebbero ELETTI in aggiunta ai vari componenti gli Organi territoriali e potrebbero svolgere, a tempo pieno, i vari compiti assegnati. La loro permanenza in carica sarebbe indipendente dalla durata e dalle vicissitudini dei correlati Enti territoriali. Il totale dei costi di questi due raggruppamenti assembleari sarebbe analogo a quello dell’odierna Camera dei Deputati.
Postilla.
Il VERO quesito referendario non è se c’è oppure no la volontà di cambiare, ma se la riforma proposta non ha delle sensate alternative, magari più in linea con gli obiettivi dati.
La “Democrazia” non corrisponde alla “prosopopea” di una casta di Primi Super Cives attenta a privilegi, interessi …
PS > tradotto in numeri. Futuri Deputati 530 e futuri Senatori 100 (salvo minimi aggiustamenti)
PS > tradotto in numeri
Futuri Deputati 530 e futuri Senatori 100 (salvo minimi aggiustamenti)
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