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  • Di pv21 (---.---.---.176) 16 ottobre 2016 19:51

    Da censurare >

    NON E’ ammissibile che in TV si lasci passare come una “verità giuridica” il fatto che SE il futuro Senato venisse eletto direttamente dai cittadini allora dovrebbe anche dare la fiducia al Governo.

    Primo. Ci sono svariati atti deliberativi su cui il futuro Senato non sarà tenuto a mettere bocca.

    Secondo. Già oggi sussistono componenti di Organismi Istituzionali nominati direttamente dai cittadini ai quali non è stato mai chiesto di dare la fiducia al Governo.

    Ergo. Anche per cotanti “luminari” c’è posto in un Dossier Arroganza

  • Di pv21 (---.---.---.176) 16 ottobre 2016 19:41

    AFFABULARE >

    L’appuntamento referendario è spunto per dibattiti quotidiani tra favorevoli e contrari alla riforma in oggetto.

    In generale.

    Il confronto di IDEE ha senso se riferito a temi ben delimitati e se serve a specificare i rispettivi punti di vista. Per contro ci sono dei soggetti che, specie in presenza di un pubblico, interpretano tali occasioni come momenti utili per dare voce solo ai messaggi di loro tornaconto.

    Di fatto, si guardano bene dall’entrare nel merito (contenuto) dei singoli aspetti e si limitano a reiterare, a mo’ di slogan, le accezioni ritenute più suadenti.


    Nello specifico.

    Capita molto spesso di assistere a dibattiti politici a cui presenziano “autorevoli” esponenti che sono dei meri portavoce di una linea di parte. Linea da “sostenere” anche senza avvalorarne la veridicità.

    BASTA ascoltarli più di una volta per constatare la “ripetitività” dei loro enunciati, a prescindere dal variare delle obiezioni sollevate. Si può dire che non vanno pressoché aldilà di una pura “titolazione”.


    Diventa allora lecito domandarsi cosa sarebbe da fare.

    Per quanto possa sembrare inusitato, agli altri partecipanti rimane una sola possibilità.

    Il modo migliore (e doveroso verso il pubblico) di gestire tali “pseudo dibattiti” è quello di prendere nota di tale tecnica “affabulante” e quindi di esporre le proprie ragioni ignorando del tutto gli interventi di siffatti interlocutori.

    COSI’, dopo pochi passaggi, risulterà sempre più evidente che detti soggetti non entrano affatto nel merito delle varie questioni poste, ma continuano a ripetere ogni volta lo stesso “artefatto” copione.

    Evidenza che darà luogo nel pubblico a stadi di crescente torpore, fino al fastidio (reazione ben nota e temuta dai pubblicitari).


    Non è Tutta colpa di Carosello se certa politica si indora di slogan e spot …

  • Di pv21 (---.---.---.126) 14 ottobre 2016 18:43

    ASSAGGIO >


    DA quasi 3 anni il governo RENZI ci inonda di riforme varate per cambiare (semplificare) la vita dei cittadini e rimettere in moto il paese. Una SEQUELA di provvedimenti più che promettenti (stando almeno agli annunci ed ai titoli) su temi “sensibili” quali il lavoro, la casa, la scuola, la ricerca, il territorio, le opere civili, la P.A., la giustizia, la previdenza, ecc.. Elenco tanto lungo quanto variegato.


    VISTE le molteplici categorie sociali coinvolte, la gran parte del paese ha già “assaggiato” i primi effetti concreti. E’ quindi in grado di valutare sia la reale portata-efficacia che il grado di attendibilità di quanto in origine promesso.

    Veniamo al presente.

    Gli italiani sanno che a breve saranno chiamati a esprimere il loro voto sulla RIFORMA Costituzionale voluta dallo stesso RENZI.

    ANCHE la formula del relativo quesito referendario assomma una lista di “buoni propositi” (superare bicameralismo paritario, ridurre numero parlamentari, contenere costi Istituzioni, ecc.) dei quali sarebbe problematico disconoscere l’opportunità “intenzionale”. E qui sta il punto.


    DI NORMA un cittadino non possiede sufficienti competenze giuridiche per entrare nel merito e soppesare la validità delle alternative proposte (cambiamento). Può solo fare tesoro del parere espresso da soggetti “più esperti” e dei quali si fida per varie pregresse buone ragioni.

    Ovvero.

    Se un cuoco propone una nuova creazione (da gustare), torna utile basarsi sugli “assaggi” fatti di altre sue “specialità”.

    In generale. Ove sussista un qualche dubbio non vale mai la pena rischiare. Figurarsi quando in ballo c’è il futuro del proprio vivere.

    CAMBIARE la struttura della Costituzione significa dare massimo valore e significato a Parola e Merito

  • Di pv21 (---.---.---.126) 12 ottobre 2016 19:40

    VERTICISMO >

    L’IDEA Renziana di partito è quella di una sorta di “proprietà” personale del leader carismatico di turno. SOLO in questa accezione l’impianto strutturale della riforma Costituzionale dettata da Renzi assume efficacia novativa.

    Nello specifico.


    Formalmente non ci sono ulteriori poteri per il Premier. Gli sarà solo risparmiato di cercare la fiducia del futuro Senato.

    Per contro il Premier risulta esposto a tutti i “mal di pancia” del partito di maggioranza, da cui verrebbe di fatto orientata, se non “condizionata”, la sua azione di governo.

    Con buona pace della prospettata “semplicità e stabilità” del processo decisionale. Specie se (con l’ITALICUM) il partito che ha vinto viene “premiato” con la maggioranza “blindata” dei seggi della Camera.

    Ciò detto.


    TUTTO CAMBIA se il Premier designato è anche il leader assoluto (quasi “proprietario”) della forza politica maggioritaria.

    In tale fattispecie neppure la “defezione” di un 7% di suoi Deputati basterebbe infatti a stoppare le scelte operative del Premier.

    Viceversa le sue paventate dimissioni aprirebbero subito il capitolo del ritorno alle urne. E vista la normale durata quinquennale dell’Assemblea detto Premier potrebbe trarre supporto anche dal tanto “vituperato” attaccamento alla poltrona di buona parte dei componenti.

    TALE Premier carismatico godrebbe cioè di leve di potere non scritte, ma di fatto sostanziali.


    Da qui l’impronta verticistica (e/o autoritaria) colta nel “combinato disposto” di una Riforma e di una Legge Elettorale frutto della stessa mano.

    Non solo. INDORARE la spinta al “cambiamento” è una modalità tipica di un Dossier Arroganza

  • Di pv21 (---.---.---.72) 10 ottobre 2016 17:11

    GIANO-mania >


    Prima minaccia di lasciare la politica se non viene confermata la Sua Riforma della Costituzione e poi stigmatizza chi osa assumerla a emblema del Suo stile di leadership.


    Prima lamenta di aver dovuto minacciare “ben 3 volte” le dimissioni per avere l’assenso anche della minoranza PD e poi avanza sospetti di incoerenza in chi allora gli ha dato “3 volte” il voto.


    Prima deplora l’assenza dei grillini dalle tv e ora “preclude” ai suoi coadiutori certi canali della rete (La7).


    Morale.

    Promettere la “svolta” al paese non esclude per un Premier il ricorso alla “giravolta”.

    NON cedere a così mutevoli “proclami” è il presupposto per un necessario Ritorno alla Meta ...


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