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  • Di pv21 (---.---.---.35) 24 ottobre 2016 20:00

    RITORNELLO >

    La Manovra presentata alla Commissione UE prevede di stornare dai vincoli di bilancio (Patto di Stabilità) alcuni miliardi imputabili a spese dovute per “clausole eccezionali” come i terremoti. La Commissione UE non sembra del tutto convinta.


    Primo.

    Una cosa sono le spese da sostenere per la ricostruzione/riparazione di strutture urbanistiche e logistiche crollate, lese o danneggiate da una grave calamità naturale (v. sisma) con palese carattere “emergenziale”. TUTT’ALTRA cosa è finanziare un piano pluriennale di diversificati interventi preventivi (salvaguardia) contro i terremoti e il dissesto idrogeologico.


    Secondo.

    Una consolidata esperienza sta purtroppo a testimoniare la ricercata “nebulosità” di tanti appalti pubblici rivelatisi fonte di illeciti quanto “munifici” introiti per i soggetti incaricati di provvedere all’esecuzione.


    Terzo.

    SALVO adeguate e circostanziate “specifiche” sulla destinazione, nonché la “trasparente” congruità e il “puntuale” riscontro delle somme destinate, non si capisce perché la COMMISSIONE dovrebbe rischiare di esporsi subito all’accusa di favoritismo e in futuro ad una possibile “reprimenda” da parte di altri paesi Europei.


    Postilla.

    Parlare di ricorso ai soliti tecnicismi burocratici (0,..), se non di insensibilità e “miopia” strategica, suona, in questo caso, come un ritornello ormai stantio.

    Di certo non abbiamo le carte in regola per pontificare, quale modello esemplare, in materia di opere pubbliche. IN COMPENSO fare la voce grossa su “promesse” già divulgate aiuta a rinsaldare il consenso.

    Nel paese del Barbiere e il Lupo trovano seguito proposte davvero singolari …

  • Di pv21 (---.---.---.138) 23 ottobre 2016 12:57

    STOP and GO >

    Concorrere alla definizione del vivere in comune è un preciso interesse di ogni singolo cittadino. Tanto più se in ballo ci sono le regole di base di tutta una nazione. Al diritto di partecipare al prossimo referendum corrisponde quindi il dovere di esprimere la propria scelta.

    D’altra parte è vero che nessuno è tenuto a possedere la preparazione e le competenze necessarie per coglierne appieno i contenuti.

    Si può comunque fare appello ad alcuni aspetti non meno significativi riconducibili all’evento.


    Primo.

    E’ alquanto inusitato che a voler “mettere la firma” sul passaggio referendario siano gli stessi che hanno votato la riforma Costituzionale. Forse perché consapevoli di avere in Parlamento un numero di seggi (maggioranza) ben al di sopra della loro effettiva “rappresentatività” popolare. Di sicuro la COSTITUZIONE non può essere una “prova di forza” tra le opposte formazioni politiche.

    Ancora.

    A fronte di un corposo pacchetto di cambiamenti riguardanti l’attuale architettura Istituzionale NESSUNO dei fautori osa sostenere e ancor meno dimostrare che la crisi che attanaglia da tempo il paese sia frutto della mancata riforma della Costituzione. Per contro è ben palpabile la crescente “divaricazione” tra lotte intestine e furbeschi tatticismi di certa classe politica e l’insieme di aspettative e bisogni di tanti cittadini.

    NON MANCANO neppure, a vari livelli, esempi concreti della grande differenza che c’è tra il promettere e l’attuare dei cambiamenti.

    Non ultimo.

    La saggezza popolare ricorda che nel dubbio è sempre meglio non rischiare.


    Conclusione.

    MAI rinunciare a dare il proprio voto.

    Si può dire NO per acquisita convinzione. Si può dire NO per rispedire al mittente (Parlamento) le decisioni di sua precipua competenza. Si può dire NO per non rischiare inutili e/o spiacevoli sorprese.

    Più il risultato è importante e più bisogna andare Avanti con Metodo

  • Di pv21 (---.---.---.163) 21 ottobre 2016 19:11

    PRO referendum >


    Nel giro di un mese negli USA si terranno le Presidenziali (con rinnovo di larga parte del Congresso), mentre in Italia si voterà il referendum di conferma della riforma Costituzionale voluta da Renzi. OBAMA e RENZI per due giorni si sono scambiati in pubblico ripetuti chiari attestati di reciproca simpatia e stima.

    Si sa che gli americani d’origine italiana presenti negli Usa sfiorano i 20 milioni e che sono oltre 200 mila gli Italiani ivi residenti che hanno diritto di voto al referendum. E blandire l’orgoglio dei potenziali elettori è utile chiave per favorirne il consenso.

    Ancora.

    I media stanno dando ampio spazio alle marcate “discordanze” tra la Commissione UE ed il nostro Governo in merito ai contenuti della prossima manovra. In ballo ci sono abbastanza miliardi da condizionare in modo sostanziale l’adozione delle molteplici misure economico-sociali già sbandierate “convintamente” dal premier RENZI.

    Nel contempo è tanta la “grinta” con cui il nostro Premier, proprio ora, sta incalzando e sfidando i suoi omologhi di Bruxelles a rilanciare i migliori ideali del sogno Europeo. A COMINCIARE dal capitolo delle spese di gestione degli immigrati.


    Sintesi.

    Comunque vada a finire la partita, in tanti italiani resterà la percezione ricevuta della sua tempra da leader e Capo. Tempra meritoria di fiducia e di puntuali prove di assenso (v. referendum).

    Giusto LA’ dove volevasi arrivare.

    Tutto va bene quando giova al Consenso Surrogato di chi è sensibile alla fascinazione mediatica …

  • Di pv21 (---.---.---.163) 19 ottobre 2016 19:49

    SENZA costrutto >


    Tra i vari Comitati per il SI ce n’è uno che, tramite dei video, usa delle “mezze verità” nel tentativo di smontare le “bugie” che attribuisce a dei noti accoliti del fronte avverso. Un esempio su tutti.


    PER RIBADIRE la controversa “legittimità” della vigente Legge elettorale (ITALICUM) si ricorda, tout court, che, in base al dettato della Sentenza n.1 del 2014 emessa dalla CONSULTA, l’attuale Parlamento “è perfettamente legittimato a legiferare”.

    Si dimentica (?) tuttavia di fare un qualche accenno alle motivazioni che gli stessi Giudici hanno esplicitato in merito al dispositivo di tale responso.

    Ossia.


    SE SI DA’ per assodato il “principio fondamentale della continuità dello Stato”, ne consegue che le Camere, quali “organi necessari e indefettibili”, non possono “cessare di esistere o perdere la capacità di deliberare” (vedi, a proposito, la “prorogatio” dei poteri delle Camere sciolte fino all’insediamento dei nuovi eletti). Tanto più che la suprema Corte può venire interpellata anche dopo diversi anni.

    Ancora.

    I Giudici non hanno “censurato” tutta la Legge, ma soltanto le parti dichiarate incostituzionali.

    Quali l’abnorme “premio” che regala la maggioranza assoluta dei seggi prescindendo da una pur minima soglia di voti da ottenere e così “produce un’alterazione profonda della composizione della rappresentanza democratica”.

    Di più.

    Nel ribadire la piena “discrezionalità” del legislatore nella scelta del sistema elettorale, la Consulta specifica che quanto appena cassato “produrrà i suoi effetti” soltanto in occasione di una nuova consultazione elettorale (purché non venga varata una nuova Legge).


    Appendice.

    Per tutto quanto sopra, appare più che opinabile il sostenere che, per garantire la necessaria “continuità” dello Stato, sia da riconoscersi piena “legittimità” anche ad una incisiva MODIFICA della Costituzione voluta da una maggioranza “dopata”.

    MISTIFICARE la realtà giova solo a interessi e privilegi di una casta di Primi Super Cives

  • Di pv21 (---.---.---.163) 19 ottobre 2016 19:31

    Da censurare >


    NON E’ ammissibile che in TV si lasci passare come una “verità giuridica” il fatto che se il futuro Senato venisse eletto direttamente dai cittadini allora dovrebbe anche dare la fiducia al Governo.

    Primo. Ci sono svariati atti deliberativi su cui il Senato non sarà tenuto a mettere bocca.

    Secondo. Già OGGI sussistono componenti di Organismi Istituzionali nominati direttamente dai cittadini ai quali non è stato mai chiesto di dare la fiducia al Governo.

    Ergo. Anche per cotanti “luminari” c’è posto in un Dossier Arroganza


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