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  • Di pv21 (---.---.---.21) 1 dicembre 2016 18:16

    SALVO CHE > La nuova Legge elettorale che dovrebbe sostituire l’ITALICUM è ancora tutta da scrivere e varare.

    AD OGGI il Premier della forza politica che vincerà il ballottaggio avrà per 5 anni una maggioranza “blindata” con cui potrà imporre ogni sua azione/decisione di governo.


    A fronte di una tale, tuttora vigente, “supremazia” di potere parlare di “massimo cambiamento” nella direzione del monocameralismo è solo un eufemismo.

    Meglio EVITARE “infiorescenze” spuntate dalle radici di un Dossier Arroganza

  • Di pv21 (---.---.---.21) 1 dicembre 2016 17:48

    AMMIREVOLE è la puntualità nel riprodurre solo le parti (ragioni) elencate dalla cerchia di accoliti del Premier proponente. SALVO CHE si sorvola su aspetti affatto secondari e già accertati.

    Tipo la “fumosa” configurazione del cosiddetto SENATO delle Autonomie.


    (1) La Legge per la selezione dei futuri Senatori è ancora tutta da scrivere e da varare.

    (2) Il 26% dei Senatori non verrà in alcun modo “prescelto” dai cittadini. Oltre ai 5 nominati dal Presidente della Repubblica, gli elettori di ciascuna Regione non potranno mai “individuare” il singolo Sindaco da prediligere per il Senato.

    (3) In merito agli altri componenti selezionati tra i Consiglieri regionali sono giusto dei “qualificati” esponenti del Si a sostenere, per primi, che non possono essere “indicati” dai cittadini perché, altrimenti, anche loro avrebbero diritto di votare la fiducia al Governo.

    (4) La durata dell’incarico di ciascuno di detti Senatori dipenderà dalla loro “continuità” amministrativa nel rispettivo Ente territoriale d’appartenenza. Dato che, il secondo, è un impegno saltuario e aggiuntivo da assolvere senza definiti vincoli temporali ed in totale autonomia personale.

    (5) Se palese è la loro spiccata “flessibilità” operativa, più che opinabile è la vantata “trasparenza” procedurale interna e di rapporto con l’altra Camera e il Governo.


    SINTESI. Questo è solo un pezzo di un modello istituzionale davvero singolare per superare il “nefasto” bicameralismo paritario e dare velocità/semplicità agli attuali “farraginosi” meccanismi legislativi.

    Suona tanto come seriosa “genialata” di una casta di Primi Super Cives attenta a interessi, privilegi …

  • Di pv21 (---.---.---.44) 1 dicembre 2016 12:29

    TRASPARENZE >

    Da premettere è che la Legge per la selezione dei futuri Senatori è ancora tutta da scrivere e da varare. (Al pari della nuova Legge elettorale che dovrebbe sostituire l’Italicum)

    Intanto alcuni fatti sono già accertati.


    Il 26% dei Senatori non verrà in alcun modo “prescelto” dai cittadini.

    Oltre ai 5 nominati dal Presidente della Repubblica, gli elettori di ciascuna Regione non potranno mai “individuare” il singolo Sindaco da prediligere per il Senato.

    Di più.

    In merito agli altri componenti selezionati tra i Consiglieri regionali sono giusto dei “qualificati” esponenti del Si a sostenere, per primi, che non possono essere “indicati” dai cittadini perché, in questo caso, anche loro avrebbero diritto di votare la fiducia al Governo.

    Non ultimo.

    La durata dell’incarico di ciascuno di detti Senatori dipenderà dalla loro “continuità” amministrativa nel rispettivo Ente territoriale d’appartenenza. Dato che, il secondo, è un impegno saltuario ed aggiuntivo da assolvere senza vincoli temporali ed in totale autonomia personale.


    Sintesi.

    TUTTO questo dà la effettiva misura di quale ruolo e di quanto “peso” istituzionale venga attribuito ai futuri Senatori nella loro veste di “rappresentanti” delle varie problematiche locali. Della loro spiccata “flessibilità” operativa nonché della vantata “trasparenza” procedurale interna e di rapporto con l’altra Camera e il Governo.


    IN REALTA’ trattasi di una soluzione davvero singolare per superare il “nefasto” bicameralismo paritario e dare velocità/semplicità agli attuali “farraginosi” meccanismi legislativi.

    Suona tanto come seriosa “genialata” di una casta di Primi Super Cives attenta a interessi, privilegi …

  • Di pv21 (---.---.---.44) 30 novembre 2016 12:00

    TOCCASANA >

    Più che una modifica della Costituzione sembra in ballo un atteso ed insperato “rimedio” agli intoppi e alle storture del vivere quotidiano. Ancora pochi giorni per pregustare i mirabolanti effetti attribuiti al votare Si al referendum.


    Quell’UNICA e irripetibile “occasione” per dare il via a una “nuova stagione” tutta votata all’insegna del semplice, facile e veloce.

    Saprà lanciare il futuro di un paese non più “nelle mani” di una burocrazia che rende tutto tortuoso e complicato.

    Ed insieme verranno superati i problemi di ogni genere e grado. Quelli con il Comune o con la Banca, quelli di lavoro o di casa, quelli con il vicino o con l’idraulico, ecc. ecc..


    Come resistere a un tale toccasana?

    Quando votare No significa invece lasciare tutto come adesso. Quando votare No significa rinunciare a un mondo “migliore”. Peccato che votare Si è solo varcare la linea di partenza di un lungo, lungo percorso a tappe, tutto da tracciare e sostanziare.


    MA intanto resta fin troppo facile elencare le molte cose che oggi non vanno, specie a valle di anni di crisi. Così come usare limiti, difetti e rinunce di una realtà ben nota e provata per “favoleggiare” sul fascino di una terra promessa.

    Qui la spinta a scegliere di: “cambiare”.


    Il punto.

    OGGETTO del referendum è se modificare il dettato Costituzionale.

    Per un sistema “democratico” non sono un toccasana la governabilità e la stabilità frutto della “supremazia” decisionale di una verticistica, oligarchica “cerchia” di accoliti.

    Meglio diffidare di chi mistifica anche il valore di Parola e Merito

  • Di pv21 (---.---.---.82) 27 novembre 2016 12:45

    MANIPOL-landia >

    Dopo gufi, leoni e scrofe manca davvero poco per assistere ad un referendum da tenere allo zoo.

    Da una parte vedremmo una “accozzaglia” di nostalgici inquietanti rapaci, sempre contrariati e “profeti del No”.


    Dall’altra un variegato “serraglio” di protervi quadrupedi, tenaci fautori del Si e del “basta cambiare”.

    QUELLI che ai contenuti di merito preferiscono il fascino di metafore di facile presa del tipo “purché si cambi non importa il come”.

    QUELLI che soffiano sulle ansie di chi “rabbrividisce” al solo pensiero che con il No si ricominci tutto da capo. E a valle di anni di cotanta crisi nulla può suonare meglio del cogliere “l’ultima occasione” per una “nuova stagione”. da vivere all’insegna del semplice, facile e veloce.


    Per contro.

    Resta il fatto che in ballo c’è la scelta “definitiva” di una modifica della Costituzione.

    In palio non è il vessillo da conferire al “manipolo” che fa più fragore, rullando con i suoi tamburi.

    Il FUTURO dello stile e del tenore di vita di un intero paese non può dipendere da chi “la racconta meglio”. Dipende dalla proposta di chiare e affidabili soluzioni sul “cosa e come fare”.


    NEL DUBBIO non vale mai la pena rischiare. La vera chiave di volta è andare Avanti con Metodo


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