No non convengo. Il titolo serve invece a mettere in evidenza la "cavolata" della giornalista che, come ho scritto qui sopra, è corsa a modificare il suo pezzo.
Sorprendente. Due giorni dopo la pubblicazione, il Corriere si deve essere accorto della papera e ha "corretto" l’articolo di Lavinia Di Gianvito. Cliccando sul link che ho inserito nell’articolo si legge quindi la versione "purgata". Ma quella originale è ancora visibile - si sa, la rete non perdona - sul sito di Destra di Popolo http://www.destradipopolo.net/?p=11750
Le parole (quelle originali) scritte dalla giornalista erano "SEQUESTRATI AL QUOTIDIANO DI SINISTRA MOBILI E IMMOBILI, CONTI CORRENTI E DENARO
Dopo i giornali di Giuseppe Ciarrapico, stavolta l’accusa infamante di aver raggirato lo Stato incassando
indebitamente i contributi per l’editoria tocca a una testata di
sinistra: «Rinascita», quotidiano omonimo della gloriosa rivista del
Pci chiusa nel 1991" Eccetera.
Curiosa motivazione collegare opere d’arte (pitture o poesie
che siano) con l’affissione su un muro di un simbolo religioso. Naturalmente
qualsiasi opera d’arte ha un valore universale al di là di ciò che rappresenta
e di chi fu il committente. La simbologia religiosa non ha invece alcun valore
universalistico (nonostante le pretesa universalità del messaggio evangelico o
coranico) ma settario (cioè divisivo), qualsiasi cosa ne pensi il citato “ebreo
osservante” che, evidentemente, ha dimenticato ciò che quel simbolo ha
significato nei secoli passati per la sua gente.
Suggerire che per questo lo
Stato stia prendendo un atteggiamento antireligioso è solo la solita
interpretazione che rimanda alla logora querelle tra laicità e laicismo (di cui
francamente si potrebbe fare finalmente a meno).
Ovviamente quel simbolo ricorda a tutti i presenti che la
cultura dominante è quella rappresentata da quello stesso simbolo e non quella
dell’imparzialità dello Stato nei riguardi dei suoi cittadini. Cosa che è un bel po’ diversa da ciò
che invece è rappresentato da un semplice ‘logo’ storico (dell’università o
delle squadre di calcio... ma che razza di esempi !) che non significano certo dominio culturale.
L’imparzialità dello Stato viene comunicata ai cittadini
anche attraverso manifestazioni simboliche. Bene ha fatto quindi il rettore
Tesi a intervenire con una decisione che, per quanto tardiva, è assolutamente
condivisibile. I crocefissi stanno bene - e nessuno ha il diritto di toccarli - nei luoghi propri della religione cristiana. In quelli delle istituzioni dello Stato ci sta bene lo stemma della Nazione, casomai. Il resto è una polemica davvero trita.
Interpretare le cose e definire cosa è di destra e cosa è di sinistra è l’aspetto notoriamente più difficile perché significa approfondire i temi per capire che cosa porta ad un progresso e che cosa a un regresso. Il che non è sempre di facile comprensione. Comunque, grazie a lei per gli stimoli. Un cordiale saluto.
Lei continua a sostenere che tutte le espressioni di Grillo sono metafore, ma quella sulla Idem non mi è sembrata tale. Che poi una persona sia da 11 anni militante di un partito mi sembra che significhi fedeltà alle proprie idee e una certa coerenza o preferisce le banderuole ? C’è differenza fra nominare e votare ? Certo, ma la Idem è stata votata dai cittadini alle primarie dei candidati, è risultata vincente ed è stata candidata al Senato dove è stata eletta dal voto popolare. A me sembra che sia al governo per un indiscutibile apprezzamento popolare anche se materialmente ce l’ha portata Letta. Vedremo il M5S che cosa farà se e quando arriverà al governo. Il fatto che qualcuno - come alle Quirinarie - venga votato da tre o quattromila persone (non "milioni") dopo che i capoccioni del movimento sono intervenuti a urne aperte per dire chi gradivano e chi no non mi sembra granché come prova di democrazia diretta né mi rappresenta qualcosa di meglio rispetto al percorso che ha portato la Idem al governo.
Che PD e PDL abbiano avuto un anno e più per modificare la legge elettorale lo sanno anche i sassi. Come sanno che si paralizzavano a vicenda. Nessuno mi fa pensare che il PD lo volesse fare davvero, ma di sicuro l’unica occasione che abbiamo avuto per metterlo alla prova (con il pungolo del M5S) l’abbiamo vista sfumare per quella che continuo a considerare l’ottusità politica del M5S stesso.
La coppia di proposte che lei avanza non è una coppia: sono una proposta di sinistra e una corbelleria. Non si può "abolire" una libera associazione di lavoratori (o di chiunque altro) vivendo in una democrazia. E se lei ritiene di poter abolire la democrazia direi che è un fascista. Quindi non siete "oltre" la destra e la sinistra, ma siete a volte di destra e a volte di sinistra a seconda delle scelte che fate (il che è esattamente quello che ho detto prima).
La politica è un compromesso fra proposte diverse che rispondono a esigenze diverse di interessi diversi della composita società italiana. Questo è il sistema democratico su cui si reggono, in teoria, le complesse società moderne. Se nella pratica non funziona bene si opera per migliorarlo, non per abbatterlo. Se lei ritiene invece che il Paese sia "troppo allo sfascio per i compromessi" temo che questa affermazione sia quella di una persona che ha idee autoritarie (tipo, appunto, abolire per legge i sindacati). Se queste sono le idee che stanno al fondo del M5S preferisco farne a meno. E il fatto che abbia aumentato i voti non mi fa cambiare idea per questo.
Quello che ha fatto lei nel cercare uno strumento politico che le sembra più corrispondente alle sue mutate esigenze è la stessa cosa che ha fatto Capezzone contemporaneamente a lei. Può darsi che non le piaccia, ma non vedo la differenza. Lei è passato da qui a là e lui è passato da là a qui. Embè ?