Paolo ti ringrazio per la stima, che contraccambio. Sono d’accordo con te che il problema immigrazione non può NON essere affrontato e regolamentato, fermo restando che il modo attuale di mettere in galera (CIE) della gente colpevole solo di cercare un modo migliore di sopravvivere non lo ritengo in alcun modo accettabile in quanto semplicemente inumano.
Ma il senso dell’articolo è appunto quello di considerare la realtà di questi ultimi fatti di cronaca come evidenti manifestazioni di malattia mentale. Non vedo perché questo non possa essere condiviso dal momento che i fatti parlano da sé. E che la malattia mentale possa colpire individui di colore e provenienza diverse (quanto casi riguardano italiani ?) mi pare indubitabile e come tali vanno discussi e affrontati. Se ne fa invece un evidente uso politico che sa di strumentalizzazione. Su questo è la mia critica.
Che poi le condizioni di miseria e disperazione creino il terreno fertile per aggravare condizioni patologiche preesistenti è certamente vero, ma non si può fare un parallelo meccanico tra povertà e pazzia altrimenti dovremmo rinchiudere tutti i poveri e disperati in via preventiva !
Infine vorrei ricordare che se è pur vero che esiste una notevole percentuale di immigrati nelle carceri italiane, sarebbe opportuno distinguere tra i ladri di polli (o i piccoli spacciatori, viste le leggi proibizioniste) e i grandi delinquenti in giacca e cravatta. Non ce la scordiamo questa indispensabile distinzione, non è una questione di demagogia.
Le tue obiezioni sono plausibili, ma continuo a mantenere le stesse perplessità della commentatrice che ho citato nell’articolo. In determinati periodi storici la democrazia più o meno diretta, fatta di entusiasmo popolare ed esaltata da vari populisti, ha portato al potere individui che sarebbe stato meglio non avessero avuto tutto quel grande riconoscimento popolare.
E penso che gli -ismi abbiano parecchio rimbambito quelle masse che tuttora votano in maggioranza per un individuo come Berlusconi e corrono ad adorare un Papa solo perché scende dalla macchina per accarezzare la testa di un bambino (capirai). Avrò il diritto di avere meno fiducia in questi italiani piuttosto che negli italiani che negli anni ’70 hanno votato a favore di divorzio e aborto andando contro la cultura dominante (da millenni) ? o no ?
Nessuno pretende di decidere se sono credibili in assoluto o no, ma rivendico il diritto di pensarla come mi pare, se non ti dispiace. E di distinguere. Gli spettatori che hanno fischiato andreotti sono da applaudire, quelli che fanno buuu a un giocatore di colore sarebbero da prendere a calci in c....qualcosa di strano in questo ? Oppure si deve approvare la massa (o la piazza) sempre e comunque ?
Ti sembra strana la mia tesi ? eppure la Costituzione della Repubblica fu pensata, elaborata, discussa e approvata da esperti in "cenacoli" privati. Il risultato non è stato così male.
Non sono del tutto d’accordo sull’idea che entrambi i diritti - quello di sangue, cioè di discendenza geneticamente determinata, e quello di ’suolo’ cioè di appartenenza ad una comunità qualunque sia l’origine del proprio ’sangue’ - siano ugualmente sbagliati. Altrimenti non avrei scritto questo articolo.
Che poi il diritto di cittadinanza debba essere attentamente vagliato per evitare distorsioni e un uso non corretto siamo d’accordo, ma proprio per questo trovo demenziale l’idea che si pensi di affidarne le sorti ad un referendum popolare in cui diventerebbe semplicemente l’ennesimo motivo di tifo fra opposte fazioni e non argomento da approfondire seriamente. L’avanzare di un concetto molto semplificato di democrazia diretta, magari on line con tutte le problematiche di verifica e sicurezza del caso, è indubbiamente pericoloso. Nonostante questo alcuni dei referendum del nostro passato (vedi divorzio e aborto) hanno rivelato una maturità della società italiana molto maggiore di quanto - a quei tempi - sospettato. Ma erano, appunto, "quei tempi". Oggi, dopo vent’anni di berlusconismo e bossismo (e vaticanesimo), ho molta meno fiducia negli strumenti della democrazia diretta. Preferirei che si affrontassero questi temi con gli strumenti della cultura, anziché con quelli della propaganda.
Ho letto solo oggi questo articolo e non posso che ripensare con un bel
po’ di sconcerto di quante cose intelligenti sono state dette e scritte
e quanto poco sono state ascoltate, sia da parte del M5S che ora si trova in una situazione di stallo decisamente irrilevante sia da parte del PD sulle cui scelte è meglio stendere un velo pietoso. Davvero difficile mantenere la calma e andare avanti.
aggiungo il link all’articolo di Giovanni Pili che pare essere stato il primo (ma censurato) a smascherare la bufala della BoldriniNuda: http://www.you-ng.it/blog/5903-blog...