I referendum, che fanno parte da decenni della pratica politica radicale, si occupano di argomenti sui quali è difficile non essere d’accordo. In ogni caso, se e quando non si è d’accordo, si può non firmare o votare contro. Non è che la proposta di un referendum, in sé, cambia qualcosa o è in qualche modo impegnativa.
Quindi dici bene quando indichi in Berlusconi il vero trasformista, non nei radicali.
Discorso diverso potrebbe essere l’amnistia, altra cosa che i radicali propongono da una vita, viste anche le condizioni disumane e incivili delle carceri italiane. Ma proprio perché la propongono da anni diventa difficile pensare che sia una proposta confezionata su misura per B.
In ogni modo, anche in questo caso, l’amnistia per essere approvata dovrebbe raccogliere i tre quarti dei voti del Parlamento. Il problema quindi non sarebbe mai, in nessun caso, costituito dai radicali, ma eventualmente da quei parlamentari che lo votassero. E, naturalmente, siamo tutti sicuri che il PD non la voterebbe mai (o no ?).
Va ricordato l’ultimo caso varato in Italia - con D.P.R. 12 aprile 1990, n. 75. - che prevedeva la concessione di amnistia per reati con pena reclusiva fino a 4 anni, non finanziari.
Quindi, se proprio si volesse fare qualche eccezione...
Non posso darti torto. Ma piccole offese possono innescare questioni più gravi. La famosa maglietta di Calderoli che offendeva Maometto ha scatenato l’ira di gente libica che ha protestato e si è scontrata con la polizia. Il risultato è stato di una decina di morti.
Si possono criticare molto, molto duramente questi eccessi di risentimento, ma, insomma, un uomo politico che parla pubblicamente non ha il dovere di calibrare le parole (e i simboli che usa) ed evitare di soffiare sul fuoco ? Lui poi chiese scusa, ma intanto quei morti sono morti e le loro famiglie sono in lutto. Non era meglio evitare ?
Beh, il commento di Stefano qui sotto aiuta a capire meglio questa vicenda.
Il senso di un "mondo sofista costellato di significati e dietrologie" come dici tu è semplicemente il modo di parlare attraverso simboli, cioè comunicazione per immagini e non per parole. Se io ti voglio offendere posso scriverti "sei un porco" oppure pubblicare l’immagine di un porco con la tua foto sopra. La comunicazione è chiara, anche se non ricorro a parole. Ho usato un animale innocuo e ’simbolo di abbondanza’ in modo chiaramente offensivo. E’ quello che ha voluto fare Waters nel suo concerto, in cui non tutti gli spettatori erano tenuti a sapere che il maiale come simbolo del male, era stato usato dai Pink Floyd molti anni fa. Il suo uso della Stella di David sul maiale stava a significare, se ho capito bene, una critica ad Israele per le sue politiche. Nello stesso modo qualcuno avrebbe potuto usare la mezzaluna per criticare la politica turca verso i curdi o una croce per mettere in discussione la passata politica - che so - della Danimarca verso gli eschimesi, è solo un esempio (non so nulla delle politiche danesi verso gli inuit della Groenlandia).
Il problema è che tutti e tre questi simboli sono anche simboli cultural-religiosi e che quindi altre persone - non israeliane, non turche e non danesi - potrebbero risentirsi per l’offesa.
Il maiale poi ha un significato particolarmente offensivo per ebrei e musulmani. Cosa che noi non capiamo, ma tant’è, le culture diverse dalla nostra ovviamente riservano delle sorprese per noi (e viceversa). E quindi è venuto fuori il "caso". Il mondo ebraico poi è particolarmente suscettibile verso ogni forma di offesa razzista per una storia di persecuzioni durata molti secoli e finita con una tragedia impressionante. C’è da capire una certa suscettibilità, mi pare.
Non avevo intenzione di rilanciare, le ricordavo solo che ci sono 100mila morti, cosa che nel suo ardore internazionalista sembrava essersi dimenticato; così come sembra dimenticare che in tutte le relazioni sul caso siriano il fronte dei ribelli è ormai ampiamente descritto come qaedista, ben più che come "democratico" (il che spiega anche le titubanze di molti ad agire, isareliani compresi). Ma a lei tutto torna, basta dire la parola magica: "quella lobby". Come se a fare politica estera, patente e latente, fosse solo qualcuno e non tutti.
Per il resto se vuole che mi impegni a leggere i suoi infiniti commenti bisogna che prima mi mandi un bonifico. Altrimenti, come le ho già suggerito una volta, si limiti a scrivere i suoi articoli e la leggerò là, se e quando ne avrò voglia. Le saccenti sbrodolate sui Truman Show può darsi che attizzino qualcuno, ma a me lasciano sempre un retrogusto un po’ stucchevole. Definitivi saluti e amici come prima.
La prima: ti ringrazio perché raramente capita di essere criticati con modi gentili e cognizione di causa. E questo è già ottima cosa. La seconda: ti ringrazio (di nuovo) perché mi hai dato modo di approfondire la questione con quello che scrivi e di leggere quello che Roger Waters risponde alle accuse di antisemitismo, cosa che non avevo trovato (e forse nemmeno cercato troppo bene). E questo accresce le mie conoscenze del caso, riconciliandomi in parte con un artista che ho sempre apprezzato molto (come ho scritto nell’articolo).
Fermo restando che chiunque ha tutti i diritti di criticare, più o meno giustamente e duramente, le politiche di uno Stato sovrano, resta però il fatto che l’uso di un maiale (in effetti un cinghiale, nella foto si vedono le zanne, ma la cosa non cambia) in un contesto giudaico è e resta un voluto (o vogliamo credere alle coincidenze?) schiaffo alla tradizione culturale e religiosa, per via dell’impurità (e rimando di nuovo al testo della Douglas o anche a un notevolissimo Paolo Sacchi, Puro e impuro nella Bibbia e dintorni).
In un altro blog http://www.google.it/imgres?imgurl=... ho trovato anche una foto dell’altro lato del maiale (The dark side of the pig, si potrebbe dire) dove si vedono simboli del dollaro, loghi commerciali, falce e martello, scritte, ma non simboli nazisti, stranamente, né mezzelune o crocifissi.
Quindi si conferma che la Stella di David è l’unica simbologia utilizzata che è contemporaneamente nazionale, ma anche religiosa e culturale.
Si sconta la complessità della tradizione ebraica: un minimo di attenzione basterebbe, in merito agli scivoloni razzisti la sensibilità ebraica è piuttosto suscettibile, sai com’è. E unire il maiale, in quanto simbolo del male, ed emblema davidico non è cosa che possa passare inosservata. Forse i parenti ebrei di Waters avrebbero potuto informarlo (o l’hanno fatto e non sono stati ascoltati ?) sul fatto che la cosa avrebbe potuto offendere anche chi con Israele non ha niente a che vedere. E che avrebbe perciò avuto un vago sentore di antisemitismo.
Se poi nei prossimi tour l’animale di riferimento per rappresentare il Male sarà un altro (vuoi mettere quanto pare più cattivo un coccodrillo ad esempio, o un serpente, piuttosto che un porcello ?) l’ambiguità sarà finalmente risolta e il collegamento ideale con quel porco di Calderoli (intendo dire: ...con quel porco che Calderoli portò a passeggio su un campo destinato ad ospitare una moschea, NdA) sarà spezzato.
E potrò tirare un sospiro di sollievo, separando nel mio personalissimo pantheon Roger Waters e i Pink Floyd da Calderoli e Borghezio. Cosa che in parte mi hai aiutato a fare.