Come avrà visto non è una mia affermazione, ma il link rimanda al manuale on line di storia della filosofia dell’Università di Siena. Affermazioni simili si trovano comunque anche in Vannini. Lo svuotamento dell’anima è inteso come il totale "distacco" da tutto ciò che è egoico, che appartiene all’ego, corporeo o psichico; quindi solo nella "morte dell’anima" si può trovare il puro spirito. Dire che questa è la "genuina essenza del proprio io" e che sia diventare come bambini presuppone che "anima" corrisponda alla "mente riflessiva", ma così non è.
Credo - è quello che sto cercando - che oggi si vada oltre " l’impalcato di idiozie". in ogni caso io resto convinto che sia impossibile trovare punti di contatto fra chi postula Dio e chi mantiene un punto di vista ateo. Ma sembra che proprio questo sia il confine che si vuole abbattere.
Ottimo concentrato, da cui estrapolo il concetto che "l’Universo(i) esiste da sempre e questo non richiederebbe ovviamente l’esistenza di un creatore".
Piccola annotazione per Paolo: perché si pone solo l’alternativa tra il Dio eterno e il nulla e non si contempla l’ipotesi che anche l’energia potrebbe essere eterna ? Il che costituirebbe un dilemma più che altro per un credente che ammette l’eternità di un puro spirito o, al limite, dell’ "intelligent design", ma non di un’energia non antropoformica. E che dall’energia e non da una distorsione dal nulla possa essersi formata la materia ?
Naturalmente accennare al Sufismo o alla Qabbalah mi metterebbe fuori gioco agli occhi dell’autore citato; ma è pur sempre solo una sua interpretazione.