Impari lei a non sputare sentenze, caro 168 o crede che un cognome ebraico sia matematicamente indice di un ebreo ? per lei evidentemente sì dal momento che i razzisti tuttora ritengono che l’appartenenza culturale stia nel sangue...
e impari a non sputare sentenze anche perché che il signor Zunino abbia smentito di aver detto quelle cose l’ho scritto io nell’articolo (o non sa leggere?) ma poi ho aggiunto anche che la giornalista di Repubblica ha confermato parola per parola la dichiarazione, come riportano anche altri quotidiani.
Dal momento che Repubblica non mi pare abbia molti interessi a inventarsi che uno sconosciuto Zunino sia antisemita, mentre che il sig. Zunino abbia interesse a rimangiarsi quello che ha detto dopo essersi accorto della figuraccia, sono propenso a credere più alla versione di Repubblica che a quella di Zunino. Il quale, fra l’altro, si è ben guardato dal denunciare per diffamazione il quotidiano. Le dice niente ?
Sul primo commento aggiungo solo che il raffinato ragionamento sulla presenza percentuale ebraica nel mondo finanziario in rapporto al livello demografico della popolazione ebraica mi pare un tantino troppo complicato per le belle teste dei razzisti di ogni tempo. Che non arrivano certo a infamare gli ebrei in seguito a un ragionamento.
Sul resto sorvolo. Alle idiozie degli antisemiti ho già risposto in questo e in altri articoli.
Sono davvero contrito per aver inserito così tanta ironia nel mio articolo, caro commentatore anonimo; sinceramente ero combattuto tra l’ironia e l’argomentazione seria, articolata, storicizzata.
Ma ho preferito l’ironia, benché sferzante, perché ho pensato a chi avevo davanti; di chi mi stavo occupando.
Un profondo meditatore che dà di sé una così articolata e profonda immagine spiritualizzata e non grettamente positivista... ma che poi se ne esce con la più stupida, trita, logora, violenta, ottusa, aberrante manifestazione di antisemitismo d’antàn, dando prova di non arrivare nemmeno a capire quanto l’istigazione all’odio verso i "banchieri ebrei" abbia significato in termini di dolore, disperazione e sangue per centinaia di migliaia di persone innocenti, per non dire milioni, nel corso del secolo scorso; gente che nulla aveva a che vedere con la finanza mondiale, ebraica o non ebraica che fosse.
Se è questo il livello che si raggiunge con il ’respiro consapevole’ o la ’guarigione tramite presenza’... sono lieto di non essermene mai occupato minimamente. Si vada a studiare un po’ di storia piuttosto, prima di pensare di poter "curare" qualcuno.
Ebbene di questo signore avrei potuto dire e avrei dovuto esprimermi con tutta la violenza verbale che meritava. Perché chi si esprime così non può essere altro che un mentecatto oppure un violento in malafede. Alla faccia della sua spiritualità esibita.
Quindi sono contrito per aver inserito "solo" dei commenti ironici e sferzanti, avrei dovuto scrivere quello che era il mio vero sentire, avrei dovuto trasmettere attraverso le parole quello che davvero urla dentro di me verso la lurida gentaglia che si esprime in quei termini.
E allora sì che avrebbe avuto ragione di lamentarsi, perché mi sarei abbassato al livello dell’istigatore di odio di cui parliamo.
Sempre, nei momenti di crisi sociale ed economica, salgono sul podio dell’esibizionismo luridi individui che additano alla rabbia comprensibile della gente quelli che secondo loro sono i veri colpevoli. Storicamente la ’vera colpa’ è degli ebrei. Spesso degli zingari o più recentemente degli immigrati.
Anche in questo caso si è arrivati alla stessa conclusione, grazie a discorsi demenziali come quelli fatti dal nostro esternatore del Respiro (ma non del Pensiero) Consapevole.
Di tutto il resto, quello su cui ho ironizzato, per favore mi risparmi la sua lezioncina etica da periferia. Sufismo a parte, di questa paccottiglia più o meno new age ne ho vista fin sopra i capelli. Ci vada lei a imparare a camminare sul fuoco e poi ci racconti quale sublime conquista spirituale è per l’umanità.
Ma del mio futuro non si preoccupi; ho la mia età e ho imparato ad arrangiarmi, tenendomi sempre a distanza da D’Alema e Berlusconi. E adesso anche da Grillo. Nel frattempo l’invito a "non disprezzare" lo rivolga al signore di cui parlo nell’articolo, se lo merita ben più di me.
Può darsi; ma non si stava parlando di Netanyahu e degli israeliani ? In questo caso lei si è dimostrato capace di una critica faziosa e generalizzante. Ne prenda atto.
Commento ridicolo. Che rimanda alle facezie di FunnyKing alias Paolo Rebuffo, quello che (dalla Svizzera) consiglia di avere il 10% del proprio patrimonio in oro (perché non è registrato, piccolo e trasportabile...il che permette di filarsela all’estero con l’oro nel pacchetto di sigarette: valore 32.000 euro a pacchetto...capita l’antifona di chi sberleffa i banchieri "ebrei"?) http://www.youtube.com/watch?v=JLXQ...
Tralasciando ogni commento su quel Maurizio Blondet a cui si dà tanto spazio nel sito consigliato verso il quale, secondo Wikipedia, sono stati sollevati "rilievi di antisemitismo e razzismo". Tanto per rimanere in argomento.
In ogni caso: il fatto che alcuni banchieri fossero di origini ebraiche li mette
casomai sullo stesso piano dei banchieri di origini non ebraiche. Da
qui l’accusa di antisemitismo, che ogni testa pensante sa fare, a chi
blatera di "schiavitù dei banchieri ebrei", ma non dei banchieri calvinisti o protestanti o cattolici o musulmani o anche atei: si chiama doppio standard,
ma lasci pure perdere, lei non ci arriva di sicuro.
Molto più banalmente siamo tutti schiavizzati dalla speculazione
finanziaria, in cui persone di origini ebraiche e non ebraiche (ivi compresi gli sceicchi del petrolio e la Repubblica Popolare Cinese che ormai
detiene gran parte dei debiti pubblici e privati di mezzo mondo)
collaborano attivamente e solidarmente.
Si lasciassero perdere le idiozie - queste sì vere idiozie - antisemite
e gli stereotipi degli anni cupi del razzismo, di sicuro staremmo tutti
meglio. Almeno culturalmente, se non economicamente. Per stare meglio economicamente bisognerebbe mettere le briglia al sistema (ivi comprese le persone di cultura cristiana, islamica, induista, animista o atea; e anche ebraica, nel caso, ovviamente).