Nonostante l’uso di una terminologia "psicanalitica", non mi pare che il commentatore abbia capito molto dell’articolo.
Che una donna si sposi e si sottometta a chi le pare sono fatti privati di cui è opportuno disinteressarsi: sono "fatti suoi". Né c’è il minimo accenno ad una critica al matrimonio in sé (anche se sarebbe legittimo farne) casomai c’è l’invito ad allargare i diritti civili anche a chi non se li vede riconosciuti.
Quando si scrive un libro e si avanzano tesi così controverse, richiamandosi al dettato del primo cristianesimo paolino e a una concezione ecclesiastica relativa all’inizio della vita invece si "fa cultura". Ed è legittimo e opportuno cercare di capire, interpretare ed eventualmente contrastare quella cultura che viene proposta.
Non vale l’idea, che sottilmente viene proposta nel commento, di farsi gli affari propri lasciando agli altri la libertà farsi i loro. Questo vale nella vita privata. Nella vita pubblica (e pubblicare un libro e farsi intervistare è vita pubblica) questo non vale.
Quello che ho fatto è evidenziare che la proposta di Miriano - interpretare il rapporto fra uomo e donna come "naturale" solo se finalizzato alla procreazione - è una logica che riduce l’essere umano ad animale ed è logica già fatta propria dal nazismo.
Sollevo quindi una critica culturale e politica alla proposta del suo libro. Rivendico questo diritto e sono pronto a rifarlo, anche se incomprensibilmente viene definito "turpiloquio paranoide che non porta a nessuna parte".
Non è turpiloquio, non è paranoide e non porta da nessuna parte solo se non si riesce a capirlo.
Battute a parte resta un bel mistero come certi ambienti ritengano di avere una conoscenza ’superiore’ della vita e dei valori che loro stessi definiscono ’veri’. Da cui consegue che tutti gli altri, a prescindere da qualsiasi confronto dialettico, sono automaticamente falsi. Poi però pretendono ’aperture’ mentali negli altri.
La signora si chiama Miriano e io Della Pergola. Lei invece non si sa.
Ma mi dà dell’ottuso e pretende una "apertura", curiosamente, verso chi vuole impedire agli altri di fare quello che vogliono del loro corpo.
Nessuno obbliga un antiabortista ad abortire. Perché un antiabortista vuole invece imporre il suo punto di vista - che è un’ideologia a sfondo religioso - a chi la pensa diversamente ?