1 - In primo luogo l’atteggiamento verso l’Euro: il M5s non ha una posizione definita oscillando fra una posizione più radicale e favorevole ad una uscita immediata (Grillo) ed una più orientata alla trattativa ed alla mediazione (Casaleggio).
2 – Va detto che non tutti i partiti ostili all’Euro propongono anche l’uscita dalla Ue: il M5s non ha chiarito la sua posizione in merito.
3 - Un secondo asse è quello riguardante la questione dell’immigrazione che distingue gruppi schiettamente xenofobi e, più o meno sfumatamente, razzisti: il M5s ha registrato, in passato, posizioni di Grillo ostili alla concessione di diritti agli immigrati, ma il movimento in quanto tale, quando è stato interpellato in un referendum on line, si è schierato su posizioni opposte.
4 - Altra questione è quella del rapporto con l’ordine liberista: il M5s rappresenta un caso a sé stante; possiamo parlare di una caratterizzazione prevalentemente antiliberista, ma con diverse contraddizioni.
5 - Anche la caratterizzazione di questi movimenti, come “populisti” o “di protesta, non persuade in tutti i casi. Il M5s ha rivendicato apertamente una sua caratterizzazione populista, ma è probabile che in questo ci sia una notevole carica di ritorsione polemica più che una definitiva caratterizzazione di cultura politica.
La ringrazio per la accondiscendente pazienza con cui,
pervicacemente, tenta di dimostrarmi:
a)
che io ho torto e
b)
che lei ha ragione e, con lei, Grillo e il M5S
Ricapitolando lei dice:
1 - Se i concetti di destra e sinistra hanno ancora un senso
(lo sostenne alcuni anni fa Norberto Bobbio e più recentemente Elisabetta
Amalfitanto che riparte da Bobbio in un suo libretto – Le gambe della sinistra – che le consiglio vivamente di leggere)
se, dicevo, destra e sinistra sono termini che hanno ancora un senso lei semplicemente
mi chiede “e perché mai il M5S dovrebbe stare a sinistra” dal momento che è estraneo
a questa catalogazione ?
E siccome in Europa non si parla di “tasse, pensioni,
sindacati, immigrazione o argomenti simili” (cosa per certi versi palesemente falsa
e per altri solo parzialmente vera: a Bruxelles si decide anche il diametro dei
cetrioli) bensì di “democrazia e libertà dei popoli” allora il M5S fa bene ad
aggregarsi nell’EFD con l’UKIP cioè con un partito xenofobo che fino a ieri era
apparentato con la Lega di Bossi, Maroni, Salvini & Co. cioè con un partito noto per la sua battaglia (e che battaglia !) per la libertà dei popoli (ad esempio la libertà di avere un ministro di colore senza che qualche idiota cominci a lanciare insulti razzisti)
2 - Se invece i concetti di destra e sinistra non hanno più
senso, cosa in cui lei crede, allora non ha alcuna importanza se l’UKIP è di
destra o percepito come tale.
Sintetizzo il suo pensiero (con la mia consueta brutalità):
1 – Non sta scritto da nessuna parte che il M5S sia di
sinistra o di destra, dal momento che questa catalogazione gli è estranea, per
cui va con chi gli è prossimo, cioè con la destra.
2 – Non sta scritto da nessuna parte che il M5S sia di
sinistra o di destra, dal momento che questi termini sono desueti, per cui va
con chi gli è prossimo, cioè un partito xenofobo.
Tutto questo, forse lei non se n’è accorto, è esattamente
quello che vado dicendo da anni: il M5S è un movimento sostanzialmente di
destra, guidato da una coppia di paranoidi con chiare venature del futurismo
dei primi anni del Novecento. Cioè fascistoidi. Non capisco quindi perché si scalda tanto: siamo del tutto
d’accordo. L’unica differenza è che lei mi chiede di approvare (o non
criticare) un movimento di destra che va a destra, mentre io ambirei a
conservare questa mia libertà di critica, se non le dispiace.
Che naturalmente non è fine a se stessa, ma
significativamente indirizzata a quel tot di persone di sinistra (nella mente e
nel cuore) che credono alle parole d’ordine di sinistra, perciò condivisibili,
lanciate dal M5S e non a quelle di destra (come il voto sull’immigrazione ha
dimostrato) volute dai due capi.
Questo bacino elettorale – che ritengo di sinistra – sarebbe
utilissimo, forse indispensabile, per fondare una sinistra con una sinistra (non partitica) per
certi versi delusa, asfittica e introversa. Motivo per cui insisterei nel
cercare di separare il cuore rosso di tanta gente dal cuore nero degli attuali megafoni.
Sull’addendum sorvolo. Mi sembra di aver già detto tutto
quello che serve per capirsi.
Non sono d’accordo che la battaglia contro l’austerità e il pareggio di bilancio siano una battaglia contro l’euro. Né tantomeno penso che il ritorno a una moneta nazionale (sempreché fosse possibile) possa essere una panacea. Temo al contrario che possa essere quella catastrofe che Grillo tanto ambisce per poter ricominciare da zero secondo i suoi schemi apocalittici.
Detto questo mi risulta che tutti i signori da lei menzionati siano esponenti della destra o centrodestra europea (anche se Barroso da giovane era maoista). Affidarsi ad un altro di destra, benché critico, è più affidabile ? Più affidabile di una sinistra (anche quando fortemente critica ?).
Libero di pensarlo, ovviamente. Ma mi resta il dubbio che chi ha messo in difficoltà l’intero pianeta sia stata proprio la destra per certi versi liberista e per altri versi rigorista. Non vedo perché fare affidamento su un paraleghista (oltretutto inglese, che per me è un’aggravante) se non per contiguità ideologica.
Non mi risulta che la battaglia contro l’austerità sia di destra, anche se non escludo certo che componenti della destra nazionalista (Le Pen) e populista (Farage) siano contro. Ma essere contro l’austerità non mi pare sia la stessa cosa di essere contro l’euro. Quanto piuttosto essere contro le politiche messe in atto per fronteggiare la crisi attuale. Il che porta naturalmente a tutte le possibili e condivisibili critiche alla concettualizzazione prima della moneta unica dove si sono messe assieme economie forti ed economie deboli senza prevedere casse di compensazione interne. Ma tutte queste sono considerazioni da economista e io non lo sono.
Altra cosa è la questione degli apparentamenti politici che non possono essere valutati solo ed unicamente in funzione dell’austerità né tantomeno dell’euro. Tendenze a favore del nucleare e della spesa per armamenti sono altrettanto significative (e forse anche più dell’euro in prospettiva di lungo termine) su cui non mi pare che ci sia stata alcuna discussione all’interno del M5S.
Sulla necessità di discussione all’interno del M5S dopo le europee io, da osservatore esterno, non posso che concordare visto che perdere tre milioni di voti ha significato comunque "vincere", ma ritengo che anche dopo le ultime politiche sarebbe stato opportuno un maggior dibattito interno, piuttosto che le demenziali apparizioni in streaming di Lombardi & Co. Ma in fondo sono affari vostri.
Su Tsipras non credo di poter concordare, a meno che lei non intenda la Lista Tsipras (che è altra cosa) il cui problema è sistanzialmente politico.
Non recepisco, è vero, il pensiero di chi non ama la destra ma si accompagna alla destra perché ritiene che la sinistra non sia di sinistra bensì di destra. Il che significa che avrebbe potuto accompagnarsi alla sinistra che non essendo sinistra era destra e che quindi poteva essere scelta da uno che va con la destra ma ama la sinistra.
Il problema è mio, che non so leggere, o suo che non sa che cosa sta dicendo ? Saluti, FDP